Il Papa ad Assisi: “Grazie ai poveri che aprono il cuore per darci la loro ricchezza”

Redazione1
di Redazione1 novembre 14, 2021 00:14

Il Papa ad Assisi: “Grazie ai poveri che aprono il cuore per darci la loro ricchezza”

Torna per la quinta volta ad Assisi Papa Francesco, e, nella città del più povero dei santi,  incontra un gruppo di 500 poveri provenienti da diverse parti di Europa, con cui partecipa ad un raduno di preghiera e testimonianze, vivendo con essi un intenso momento di ascolto e profonda spiritualità. Un evento che si svolge in vista della Giornata Mondiale dei Poveri che si celebra domenica prossima 14 novembre 2021. (Acistampa)

“Assisi non è una città come le altre: Assisi porta impresso il volto di San Francesco. Pensare che tra queste strade lui ha vissuto la sua giovinezza inquieta, ha ricevuto la chiamata a vivere il Vangelo alla lettera, è per noi una lezione fondamentale”, dice il Papa nel suo discorso davanti ai poveri.

“Per alcuni versi la sua santità ci fa rabbrividire – continua il Pontefice – perché sembra impossibile poterlo imitare. Ma poi, nel momento in cui ricordiamo alcuni momenti della sua vita, quei “fioretti” che sono stati raccolti per mostrare la bellezza della sua vocazione, ci sentiamo attratti da questa semplicità di cuore e di vita: è l’attrazione stessa di Cristo, del Vangelo. Sono fatti di vita che valgono più delle prediche”. “Siamo qui alla Porziuncola, una delle chiesette che San Francesco pensava di restaurare, dopo che Gesù che gli aveva chiesto di riparare la sua casa – dice il Papa nella città di Assisi – Allora mai avrebbe pensato che il Signore gli chiedesse di dare la sua vita per rinnovare non la chiesa fatta di pietre, ma quella di persone, di uomini e donne che sono le pietre vive della Chiesa. E se noi siamo qui oggi è proprio per imparare da ciò che ha fatto San Francesco”.

“Non dimentichiamo che la prima emarginazione di cui i poveri soffrono è quella spirituale. Ad esempio, tante persone e tanti giovani trovano un po’ di tempo per aiutare i poveri e portano loro cibo e bevande calde. Questo è molto buono e ringrazio Dio della loro generosità. Ma soprattutto mi rallegra quando sento che questi volontari si fermano un po’ a parlare con le persone, e a volte pregano insieme a loro…Ecco, anche il nostro trovarci qui, alla Porziuncola, ci ricorda la compagnia del Signore, che Lui non ci lascia mai soli, ci accompagna sempre in ogni momento della nostra vita”, sottolinea Papa Francesco.

Per il Papa “l’espressione più evangelica che siamo chiamati a fare nostra: l’accoglienza. Accogliere significa aprire la porta, la porta della casa e la porta del cuore, e permettere a chi bussa di entrare. E che possa sentirsi a suo agio, non in soggezione. Dove c’è un vero senso di fraternità, lì si vive anche l’esperienza sincera dell’accoglienza. Dove invece c’è la paura dell’altro, il disprezzo della sua vita, allora nasce il rifiuto”.

“Vi ringrazio, perché siete venuti qui da tanti Paesi diversi per vivere questa esperienza di incontro e di fede. L’idea è nata in una sacrestia, uno di voi mi ha suggerito facciamo la giornata dei poveri e ho sentito che lo Spirito Santo dentro mi diceva di farlo. Incontrarci è la prima cosa, cioè andare uno verso l’altro con il cuore aperto e la mano tesa. Sappiamo che ognuno di noi ha bisogno dell’altro, e anche la debolezza, se vissuta insieme, può diventare una forza che migliora il mondo. Spesso la presenza dei poveri è vista con fastidio e sopportata; a volte si sente dire che i responsabili della povertà sono i poveri! Pur di non compiere un serio esame di coscienza sui propri atti, sull’ingiustizia di alcune leggi e provvedimenti economici, sull’ipocrisia di chi vuole arricchirsi a dismisura, si getta la colpa sulle spalle dei più deboli”, ne è certo Francesco.

“È tempo invece che ai poveri sia restituita la parola, perché per troppo tempo le loro richieste sono rimaste inascoltate. È tempo che si aprano gli occhi per vedere lo stato di disuguaglianza in cui tante famiglie vivono. È tempo di rimboccarsi le maniche per restituire dignità creando posti di lavoro. È tempo che si torni a scandalizzarsi davanti alla realtà di bambini affamati, ridotti in schiavitù, sballottati dalle acque in preda al naufragio, vittime innocenti di ogni sorta di violenza. È tempo che cessino le violenze sulle donne e queste siano rispettate e non trattate come merce di scambio. È tempo che si spezzi il

cerchio dell’indifferenza per ritornare a scoprire la bellezza dell’incontro e del dialogo”, continua il Papa. Coraggio e sincerità, le parole a commento delle testimonianze ascoltate: “Ho colto, anzitutto, un grande senso di speranza”, la risonanza del Santo Padre: “La vita non è stata sempre indulgente con voi, anzi, spesso vi ha mostrato un volto crudele. L’emarginazione, la sofferenza della malattia e della solitudine, la mancanza di tanti mezzi necessari non vi ha impedito di guardare con occhi carichi di gratitudine per le piccole cose che vi hanno permesso di resistere”. A conclusione, Francesco : Grazie ai poveri che aprono il cuore per darci la loro ricchezza e guarire il nostro cuore ferito”.

 

 

Redazione da Ag. di inf. 

 

 

 

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