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S. Carlo Acutis: la fede contagiosa di un giovane innamorato di Gesù Eucaristia
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Carlo Acutis nasce a Londra il 3 maggio 1991, da genitori italiani: Andrea e Antonia Salzano, che si trovavano nella City per motivi di lavoro. Nel settembre 1991 la famiglia rientra a Milano, dove il piccolo Carlo frequenta la scuola. Carlo era un ragazzino sempre sereno, equilibrato e allo stesso tempo vivacissimo. Attento agli amici e rispettoso delle sue coetanee, vive una normalità tale da diventare eccezionale. riesce a rimanere com’è senza timori. Sa andare controcorrente rispetto ai suoi amici, ma nello stesso tempo li attira a sé.
Il 16 giugno 1998 riceve la prima Comunione, in anticipo rispetto all’età consueta, grazie a uno speciale permesso del direttore spirituale, don Ilio Carrai e dell’arcivescovo Pasquale Macchi, quindi nel maggio 2003 arriva per lui il momento del Sacramento della Cresima. È un percorso, quello della fede, che Carlo vive con profondità non comune, unita a una solarità di carattere che lo rendono per la sua affabilità una persona capace di stringere facilmente legami di amicizia.
A quattordici anni passa al Liceo classico dell’Istituto Leone XIII di Milano, diretto dai padri gesuiti, dove sviluppa ulteriormente la sua personalità. La via che percorre dal liceo a casa il ragazzo si ferma spesso a chiacchierare anche con i portinai dei palazzi, i negozianti e le loro famiglie. Carlo ama anche andare alla mensa per i poveri di viale Piave, dove è capace di stare fra gli ultimi con la stessa spontaneità con cui resta fra i suoi cari. A quattordici anni
passa al Liceo classico dell’Istituto Leone XIII di Milano, diretto dai padri gesuiti, dove sviluppa ulteriormente la sua personalità.
Carlo cresce appassionandosi all’informatica e da molti viene definito geniale. Con uno studente di ingegneria informatica si occupa del sito internet della parrocchia milanese di appartenenza. Nonostante gli studi siano impegnativi, sceglie anche di aiutare i ragazzini che si preparano alla Cresima, poco più piccoli di lui, insegnando Catechismo nella parrocchia di Santa Maria Segreta. Intuisce sempre meglio le potenzialità della rete e grazie alle sue doti informatiche si dedica a ideare altri siti, tra cui quello della Pontificia Accademia “Cultorum Martyrum”.
Nella sua breve esistenza, oltre a costruire vari siti internet, Carlo Acutis realizza una mostra che oggi ha già fatto il giro del mondo. Ha appena 11 anni quando decide di parlare del centro della sua vita e della sua affezione: l’Eucaristia. Coinvolge i genitori per farsi portare in tutti i luoghi dove sono avvenuti i miracoli eucaristici. Ogni pannello ne rappresenta uno, in tutto sono 142. La mostra sbarca in tutti i continenti, e in America viene portata in migliaia di parrocchie e in centinaia di campus universitari.
Una delle caratteristiche di Carlo era quella di trascorrere la maggior parte delle sue vacanze ad Assisi in una casa famiglia. Si diverte con gli amici e intanto impara a conoscere San Francesco e Santa Chiara. Sono figure che lo spingono ad avvicinarsi alle situazioni di privazione che incontra in città – poveri, senzatetto, extracomunitari – che aiuta anche con i soldi risparmiati dalla sua paghetta settimanale. Crescono nel frattempo i rapporti con l’Eucaristia – frequenta la Messa ogni giorno – e con la Vergine. Ripete spesso che l’Eucaristia è la sua “autostrada per il Cielo”. A questo Sacramento dedica una delle sue iniziative più note, un sito che racconta con foto e descrizioni i “Miracoli eucaristici” verificatisi nel corso dei secoli in vari Paesi e riconosciuti dalla Chiesa. La devozione alla Madonna Carlo la esprime con la recita quotidiana del Rosario e, fra l’altro, nella progettazione di uno schema di questa preghiera che riproduce al computer.
Ma quello che ha permesso a Carlo di vivere con letizia ogni istante, fino alla fine, è proprio il rapporto con l’Ostia consacrata, di cui si nutre tutti i giorni, e con l’adorazione eucaristica a cui dedica molto tempo. Il giovane si innamora del corpo di Cristo dopo la Prima Comunione. Ma qualcosa in quel mistero lo aveva attirato già in precedenza: all’eta di 7 anni, infatti, Carlo aveva chiesto di poter ricevere la Comunione prima del tempo. E lo aveva fatto in silenzio, senza feste che possano distrarlo, scegliendo non a caso un monastero di suore di clausura a Perego, in Brianza. Ricorda la superiora del convento nel primo libro che parla di lui (Eucarestia. La mia autostrada per il cielo): «Composto e tranquillo durante il tempo della santa Messa, ha cominciato a dare segni di
“impazienza” mentre si avvicinava il momento di ricevere la Santa Comunione. Con Gesù nel cuore, dopo aver tenuto la testina tra le mani ha incominciato a muoversi come se non riuscisse più a stare fermo. Sembrava che fosse avvenuto qualche cosa in lui, a lui solo noto, qualche cosa di troppo grande che non riusciva a contenere». Carlo ha anche una devozione speciale per la Madonna, di cui parla spesso e che prega tutti i giorni con il Rosario. Ama anche san Francesco che cerca di seguire.
Nell’ottobre 2006 Carlo si ammala di leucemia di tipo M3, considerata la forma più aggressiva, che inizialmente venne scambiata per una forte influenza. Viene ricoverato alla Clinica De Marchi di Milano, ma per l’aggravarsi delle condizioni viene trasferito all’ospedale San Gerardo di Monza, che ha un centro specializzato per quel tipo di leucemia. Pochi giorni prima del ricovero offre la sua vita al Signore per il Papa, per la Chiesa, per andare in Paradiso. In ospedale, un sacerdote gli amministra il Sacramento dell’Unzione degli infermi e alcuni tra le infermiere e i medici che lo curano rimangono colpiti dal modo in cui quell’adolescente mostra di accettare la malattia e la sofferenza. Carlo muore alle ore 6:45 del 12 ottobre. La salma, inizialmente venne sepolta nella tomba di famiglia, nel febbraio 2007 viene traslata nel cimitero comunale di Assisi per soddisfare il suo desiderio di rimanere nella città di San Francesco. Il 5-6 aprile 2019 le spoglie vengono nuovamente traslate per nel Santuario della Spogliazione, chiesa di Santa Maria Maggiore, ad Assisi. Il cardinale Agostino Vallini lo beatifica nel 2020, Leone XIV lo proclama Santo il 7 settembre 2025.
Redazione da ss. di inf.



