MESSINA – Chiesa e Giornalismo a confronto, nel segno del messaggio di Papa Francesco

Redazione1
di Redazione1 gennaio 29, 2016 19:32

MESSINA – Chiesa e Giornalismo a confronto, nel segno del messaggio di Papa Francesco

IMG_0326L’invito di Papa Francesco nell’Anno giubilare della Misericordia – espresso nel suo messaggio per la 50^ Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, in occasione della festa di San Francesco di Sales Patrono dei giornalisti – mette in risalto un’esigenza morale fondamentale. E cioè: perché il linguaggio possa produrre un proficuo rapporto comunicativo col prossimo con cui si dialoga, è necessario che esso si fondi su un efficace connubio tra comunicazione e misericordia.

Questo il punto centrale di riflessione e confronto che ha fatto da linea guida all’incontro promosso dall’Arcidiocesi in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti – introdotto da don Giuseppe Lonia, direttore dell’Ufficio diocesano per le Comunicazioni sociali – avvenuto nella cappella Santa Maria all’Arcivescovado di via 1° Settembre, durante il quale l’Amministratore Apostolico mons. Antonino Raspanti, ha dialogato con Lucio D’Amico, direttore di RTP e vicecaporedattore della Gazzetta del Sud, sul tema ”Comunicazione e misericordia: un incontro fecondo”.

Nell’intervenire sull’argomento, mons. Raspanti ha soprattutto tenuto a ribadire che il nodo centrale del rapporto comunicativo sta proprio nel grande valore sociale che la relazione con l’Altro viene ad assumere, se il nostro atteggiamento è improntato al modo di essere misericordioso. E’ infatti questa la condizione indispensabile perché – secondo quanto afferma Papa Francesco – la comunicazione sia anche capacità di ascolto, di condivisione, di accoglienza nei confronti dell’interlocutore. Cioè un modello fondato sui valori relazionali più adatti a stabilire rapporti esenti da pregiudizi, in grado quindi di creare ponti tra gli interlocutori, introdurre fattori di inclusione, di comprensione e compassione, a beneficio del rapporto umano e quindi di tutta la società. E’ solo da un tale atteggiamento – ha sottolineato Raspanti – fondato sul rispetto reciproco e sulla fiducia, che può svilupparsi un clima costruttivo di dialogo da cui può provenire una positiva crescita sociale..

0522_papa1Nell’interessante dibattito che ne è seguito – da cui è emersa una sostanziale convergenza di vedute tra i due interlocutori – Lucio D’Amico, nel “sentirsi interpellato dal messaggio del Papa circa il modo di fare giornalismo”, ha messo in evidenza l’importanza che ha la sensibilità morale degli operatori della comunicazione, nell’usare le parole giuste per raccontare le problematiche riguardanti le vicende umane. Perché “le parole – ha affermato – sono strumenti che possono incidere molto sulla vita delle persone”; per cui da come vengono usate possono sia ferire che aiutare ad alleviare le sofferenze umane; quindi rappresentano un mezzo importante per concorrere a migliorare la convivenza civile.

E’ dunque da ritenere fondamentale che, nell’adoperare i mezzi di comunicazione, si sappia valutare attentamente il linguaggio che si usa per ciò che esso può comportare; riflettendo sul fatto che una corretta comunicazione deve comprendere il sapere ascoltare, condividere, essere compassionevoli per far si che il dialogo sia ricerca di verità non precostituite, ma da costruire con umiltà nel confronto rispettoso delle reciproche posizioni.

Infine, monsignor Raspanti ha tenuto a precisare che il modello comunicativo improntato alla misericordia non può non essere legato alla verità e alla giustizia. In quanto il corretto atteggiamento che il messaggio evangelico del perdono invita a realizzare e diffondere, non può essere mai disgiunto dal riconoscimento dell’errore commesso, dal conseguente ravvedimento e dalla sincera volontà di cambiamento.

 

Anastasio Majolino

Redazione1
di Redazione1 gennaio 29, 2016 19:32

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