I valori dello sport: “Una cultura di umanità, civiltà e spiritualità”

Redazione1
di Redazione1 febbraio 5, 2021 21:32

I valori dello sport: “Una cultura di umanità, civiltà e spiritualità”

Parlando di sport, a parte le motivazioni psicologiche legate a punti di vista viziati da logiche prettamente individualistiche, non si può che dirne bene: lo sport è salute, serve a scaricare lo stress, favorisce il benessere del corpo che rende sana la mente, tonifica i muscoli, e via dicendo; ma poi, per lo più, si trascura di riconoscere che lo sport serve anche, e molto, a temprare la volontà, la forza d’animo e…lo spirito. Ecco, sotto questo aspetto che appare particolarmente importante in un mondo in crisi, in cui le sollecitazioni materialistiche, egoistiche e deprimenti prevalgono, ci sembra molto utile prestare attenzione agli interessanti rilievi che Gabriella Forlese, un’innamorata dello sport, andrà facendo riguardo a questa apprezzabile e benefica attività umana. (A.M.)

Lo sport, manifestazione di vita, di gioia, affascinante contesto in cui si affermano valori fondamentali che, al di là del mondo prettamente sportivo, abbracciano la quotidianità inglobando il rapporto con il prossimo e con se stessi. Un contesto che, rivolto ai giovani, contribuisce alla formazione della loro personalità in modo sano ed equilibrato e che, rivolto agli adulti, permette loro di meglio affrontare le difficoltà quotidiane, offrendo una rapida soluzione alla gestione dello stress.

L’attività sportiva, inoltre, permette di mantenere mente e corpo in perfetta sintonia tra loro e con l’ambiente circostante, attraverso la capacità di mettersi in gioco, di uscire dalla propria “confort zone”, di scoprire o riscoprire abilità e potenzialità rivolte alla realizzazione di obiettivi, con grande capacità di resilienza.

Lo sport, quindi, è da intendersi come una delle principali manifestazioni dell’uomo; ed in questo senso anche la CEI, attraverso la competente Commissione Ecclesiale,  lo definisce “…un valore dell’uomo e della cultura, un luogo di umanità e civiltà…”.
Appare quindi evidente come la Chiesa promuova i valori sportivi ritenendoli consonanti con la dimensione spirituale.

Prendiamo in considerazione i valori olimpici: Pierre de Coubertin (1863-1937), fondatore dei Giochi olimpici moderni, ne era convinto: lo sport può aiutare gli uomini a superare il loro limiti, ma anche ad avvicinarsi e a capirsi meglio, indipendentemente dalle differenze. Per tale ragione egli difendeva i valori umanistici, divenuti indissociabili dall’Olimpismo: rispetto dell’avversario, amicizia fra i popoli, senza dimenticare il fair play, un codice di condotta utile sia nello sport che nella vita in generale.

Attraverso la pratica sportiva, l’individuo cresce, progredisce nel corpo e nell’anima, acquisisce conoscenza e consapevolezza delle proprie capacità e dei propri limiti. Impara a rispettare l’altro, a comprendere i propri punti di forza e di debolezza accettandoli e rispettandoli. Acquisisce maggior carattere e determinazione, che gli serviranno per affrontare la vita di tutti i giorni.

Emblematiche sono al riguardo le parole pronunciate dal cardinal Bagnasco agli atleti azzurri alla vigilia delle Olimpiadi di Londra 2012 in cui il Presidente della CEI esalta i valori umani e spirituali dello sport affermando “ Lo sport rappresenta «una lezione di vita più che mai necessaria oggi in un tempo di crisi che chiama tutti a rigore e sacrificio» oltre che essere «un veicolo educativo mentre la vera sfida non è solo quella di ottenere riconoscimenti umani, ma pure premi più preziosi come insegna la Sacra Scrittura. La Carta olimpica ci ricorda che scopo del Movimento olimpico è contribuire alla costruzione di un mondo migliore. Da sempre, lo sport ha favorito un movimento di idee e di intenti all’insegna di un universalismo caratterizzato da istanze di fraternità e amicizia tra i popoli; di concordia e di pace tra le nazioni».

Per usare le parole della Chiesa “Lo sport, come la cura del corpo nel suo insieme, non può essere un fine a sé, decadendo nel culto della materia. Esso è al servizio di tutto l’uomo; dunque lungi dall’intralciare il perfezionamento intellettuale e morale, deve promuoverlo, aiutarlo e favorirlo” (PIO XI Discorso per il congresso scientifico Nazionale dello Sport e dell’Educazione Fisica, 8.11.1952); ed ancora “…una filosofia dello sport, il cui principio-chiave non è ‘lo sport per lo sport’ o per altre motivazioni che non siano la dignità, la libertà, lo sviluppo integrale dell’uomo” (GIOVANNI PAOLO II Discorso per il Giubileo Internazionale degli Sportivi 12.4.1984).
La Chiesa intende, quindi, promuovere la funzione di umanizzazione dello sport, privilegiando la sua potenzialità di elevazione e di servizio a Dio, e tenendo conto della sua relatività rispetto ai più, per contribuire alla formazione di una società conforme alle aspettative del dettato cristiano, per contribuire alla formazione di una società conforme alle aspettative del dettato cristiano.

Gabriella Forlese

 

 

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