Esaltazione della Santa Croce: trova le sue profonde e centrali origini nella storia cristiana

Redazione1
di Redazione1 Settembre 8, 2026 22:28

Esaltazione della Santa Croce: trova le sue profonde e centrali origini nella storia cristiana

La celebrazione dell’Esaltazione della Santa Croce rappresenta una delle più antiche festività cristiane. Questo solenne evento,  che si celebra il 14 settembre, è onorato non solo dalla Chiesa Cattolica, ma anche da molte chiese protestanti e dalla Chiesa Ortodossa Orientale. Trova le sue profonde origini nella storia cristiana, portando con sé un’enorme importanza spirituale.

L’origine di questa festività è strettamente legata a un cruciale evento storico: la scoperta della vera Croce di Gesù da parte di Santa Elena, madre dell’Imperatore romano Costantino, nel 320. Questo evento segnò una svolta nel cristianesimo e costituì il fondamento per la celebrazione dell’Esaltazione della Sacra Croce.

All’inizio del IV secolo, Santa Elena intraprese un pellegrinaggio a Gerusalemme con il desiderio di individuare e preservare i luoghi sacri associati alla vita di Cristo. Durante questo viaggio, prese una significativa decisione: quella di far demolire il Tempio di Venere, un edificio risalente al II secolo che, secondo la tradizione, si ergeva direttamente sopra il sepolcro del Redentore.

Durante gli scavi all’interno della basilica, i lavoratori fecero una straordinaria scoperta: tre croci. Secondo la leggenda, la vera Croce di Gesù fu riconosciuta quando miracolosamente toccò una donna gravemente malata, la quale guarì immediatamente. Successivamente, la Basilica del Santo Sepolcro fu eretta su quel sacro sito, per iniziativa di Costantino nel 335. Questo luogo divenne un punto centrale di venerazione per i cristiani di tutto il mondo, in quanto ospitava la tomba di Cristo e ora la Croce su cui fu crocifisso.

Da allora, un frammento del sacro legno fu custodito nella Basilica dell’Anàstasis (conosciuta come il Santo Sepolcro dai fedeli occidentali), mentre altre parti del sacro legno furono portate a Roma da Sant’Elena stessa. Ella le conservò nella cappella della sua dimora romana, che successivamente si trasformò nel Monastero di Santa Croce a Gerusalemme. La scoperta della Croce segnò un momento di profonda spiritualità e segnò l’inizio della venerazione della Croce tra i seguaci della fede cristiana.

La Chiesa cattolica, molte Chiese protestanti e la Chiesa ortodossa celebrano la festività liturgica dell’Esaltazione della Santa Croce, il 14 settembre, anniversario del ritrovamento della vera Croce da parte di sant’Elena (14 settembre 320), e della consacrazione della Chiesa del Santo Sepolcro in Gerusalemme (335). Secondo la tradizione, Sant’Elena avrebbe portato una parte della Croce a Roma, in quella che diventerà la basilica di Santa Croce in Gerusalemme, e una parte rimase a Gerusalemme. Bottino dei persiani nel 614, fu poi riportata trionfalmente nella Città Santa.

Nella celebrazione eucaristica di questo giorno il colore liturgico è il rosso, il colore della Passione di Gesù che richiama appunto la Santa Croce e che viene utilizzato anche il giorno del Venerdì Santo, durante il quale i fedeli cattolici compiono l’adorazione della Croce. In Oriente questa festa, per importanza, è paragonata a quella della Pasqua. La croce, già segno del più terribile fra i supplizi, è per il cristiano l’albero della vita, il talamo, il trono, l’altare della nuova alleanza. Dal Cristo, nuovo Adamo addormentato sulla croce, è scaturito il mirabile sacramento di tutta la Chiesa. La croce è il segno della signoria di Cristo su coloro che nel Battesimo sono configurati a lui nella morte e nella gloria. Nella tradizione dei Padri la croce è il segno del figlio dell’uomo che comparirà alla fine dei tempi. La festa dell’esaltazione della croce, che in Oriente è paragonata a quella della Pasqua, si collega con la dedicazione delle basiliche costantiniane costruite sul Golgota e sul sepolcro di Cristo.

La stessa evangelizzazione, operata dagli apostoli, è la semplice presentazione di “Cristo crocifisso”. Il cristiano, accettando questa verità, “è crocifisso con Cristo”, cioè deve portare quotidianamente la propria croce, sopportando ingiurie e sofferenze, come Cristo, gravato dal peso del “patibulum” (il braccio trasversale della croce, che il condannato portava sulle spalle fino al luogo del supplizio dov’era conficcato stabilmente il palo verticale), fu costretto a esporsi agli insulti della gente sulla via che conduceva al Golgota. Le sofferenze che riproducono nel corpo mistico della Chiesa lo stato di morte di Cristo, sono un contributo alla redenzione degli uomini, e assicurano la partecipazione alla gloria del Risorto.

Nei secoli questa festività incluse anche la commemorazione del recupero da parte dell’imperatore Eraclio della Vera Croce dalle mani dei Persiani nel 628. Nell’usanza gallese, a partire dal VII secolo, la festa della Croce si teneva il 3 maggio. Quando le pratiche gallesi e romane si combinarono, la data di settembre assunse il nome ufficiale di Trionfo della Croce nel 1963, ed era usato per commemorare la conquista della Croce dai Persiani, e la data in maggio fu mantenuta come Ritrovamento della Santa Croce, comunemente detta Invenzione della Croce.

In Occidente ci si riferisce spesso al 14 settembre come al Giorno della Santa Croce; la festività in maggio è stata tolta dal calendario liturgico del rito romano in seguito alle riforme del Missale Romanum operate sotto Giovanni XXIII nel 1960/1962.

La Chiesa ortodossa commemora ancora entrambi gli eventi, uno il 14 settembre, rappresentando una delle dodici grandi festività dell’anno liturgico, e l’altro il 1º agosto nel quale si compie la Processione del venerabile Legno della Croce, giorno in cui le reliquie della Vera Croce furono trasportate per le strade di Costantinopoli per benedire la città. In aggiunta alle celebrazioni nei giorni fissi, ci sono alcuni giorni delle festività mobili in cui viene fatto particolare ricordo della Santa Croce.

La Chiesa cattolica compie l’adorazione liturgica della Croce durante le celebrazioni del Venerdì Santo, mentre la Chiesa ortodossa celebra un’ulteriore venerazione della Croce la terza domenica della Grande Quaresima. In tutte le chiese greco-ortodosse, durante il Giovedì Santo, una copia della Croce viene portata in processione affinché la gente la possa venerare.

 

 

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