Covid-19: le reazioni alle nuove restrizioni, il rischio per la libertà religiosa

Redazione1
di Redazione1 novembre 8, 2020 20:37

Covid-19: le reazioni alle nuove restrizioni, il rischio per la libertà religiosa

Una reazione alle limitazioni dei riti religiosi si era già verificata nella “fase 2” della pandemia, con la contrarietà dei vescovi italiani che avevano dichiarato “«Si viola la libertà di culto», contestando che in quel decreto del presidente del Consiglio dei ministri, non ci fosse alcun via libera alle messe. “I Vescovi italiani non possono accettare di vedere compromesso l’esercizio della libertà di culto, che nasce da una fede che deve potersi nutrire alle sue sorgenti, in particolare la vita sacramentale”, era stato espresso in una nota della Cei in cui si sottolineava che la Chiesa esige di poter svolgere la sua azione pastorale”.

Adesso, in seguito alla nuova ondata pandemica accade che sia stato annullato il viaggio del Cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, in Svizzera, che sarebbe dovuto essere a Bruxelles dal 27 al 30 ottobre, anche per partecipare alla plenaria della COMECE e festeggiarne il quarantesimo anniversario. Il Segretario di Stato ha comunque potuto avere un “viaggio virtuale” nella capitale del Belgio, svolgendo in video conferenza tutti gli incontri istituzionali europei previsti in presenza (AciStampa).

Nella seconda ondata di COVID 19 che sta colpendo l’Europa, per le nuove restrizioni che in alcuni Paesi mettono di nuovo in luce il rischio per la libertà religiosa, come era già successo durante la prima ondata, sono già intervenuti i vescovi francesi e i giuristi cattolici portoghesi. Sono tornati i provvedimenti di isolamento e di lockdown da parte degli Stati che vanno a toccare la libertà di culto, e, più in generale, la libertà religiosa, ma questa volta le reazioni non si sono fatte attendere.

Il 2 novembre è stato annunciato che l’arcivescovo Eric de Moulins-Beaufort, di Reims, presidente della Conferenza Episcopale Francese, presenterà una memoria presso il Consiglio di Stato a nome dei vescovi di Francia. La memoria sottolinea che il decreto del 29 ottobre 2020 sulle misure generali necessarie per fronteggiare l’epidemia di covid-19 nell’ambito dello stato di emergenza salute, mina la libertà di culto che è una delle libertà fondamentali nel nostro Paese. Conclude il comunicato: “I fedeli cattolici rimangono pienamente mobilitati contro l’epidemia e rispettano tutte le indicazioni sanitarie che sono state imposte fin dall’inizio sul Paese”.

In Portogallo, è stata l’Associazione dei Giuristi Cattolici (AJC) ad intervenire, sottolineando, in una dichiarazione del 30 ottobre, che “la libertà religiosa sia stata ingiustamente più limitata di altre libertà”. “Per quanto riguarda le misure restrittive per combattere la pandemia – scrivono i giuristi portoghesi – in Portogallo, come in altri paesi, la libertà religiosa è stata ingiustificatamente più limitata rispetto ad altre libertà, come quelle relative all’attività politica, economica, culturale e ricreativa”.

L’Associazione degli avvocati cattolici spiega anche che le misure di sicurezza non devono “sacrificare i principi fondamentali dello Stato di diritto, della costituzione e dell’etica sociale”.

I giuristi cattolici segnalano la “incongruenza” della delibera del Consiglio dei ministri del 26 ottobre che, “senza appoggio in alcun intervento parlamentare”, stabilisce restrizioni alla libertà di movimento che impediscono la frequentazione dei cimiteri in atti legati al culto rispetto alla frequenza degli spettacoli ”. Nel comunicato si rileva che diversi momenti di celebrazione religiosa, come “Natale, Pasqua e il giorno dei morti” sono “associati alle occasioni più preziose e significative della vita familiare”, che meritano “la massima considerazione”.

“Per i credenti di tutte le religioni, questa libertà è di maggiore importanza di qualsiasi altra libertà, coinvolge le loro convinzioni più intime, il significato più profondo della loro vita e le loro opzioni esistenziali più importanti. In tempi di forte sofferenza come quello che stiamo vivendo, assume anche una particolare rilevanza perché dà il massimo aiuto a chi li sta affrontando ”.

 

 

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