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La Madonna della Mercede: ispiratrice del culto dedito a riscatto e liberazione dei cristiani prigionieri
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Nostra Signora della Mercede è uno dei titoli sotto cui viene invocata, specialmente in ambito cattolico, Maria, la madre di Gesù. Il titolo è legato alla leggendaria apparizione della Vergine a san Pietro Nolasco al quale ispirò la fondazione di un ordine di religiosi (i mercedari) dediti a riscattare i cristiani prigionieri dei musulmani.
“Mercede” deriva dallo spagnolo Merced (plurale Mercedes). Il nome spagnolo deriva dal latino merces che significa prezzo, ricompensa inteso come ricompensa gratuita, grazia. Si può quindi dire che Madonna della Mercede significa “Signora della grazia gratuita”, ovvero “Signora della misericordia”.
Si racconta che il 1º agosto del 1218, festa di San Pietro in Vincoli, il fondatore dei Mercedari Pietro Nolasco ebbe una visione della Santissima Vergine, la quale si fece conoscere come la Mercede (Misericordia) e lo esortò a fondare un Ordine religioso avente come fine principale quello di riscattare i cristiani finiti in schiavitù. In quel tempo la Penisola iberica era dominata dai Musulmani e i pirati
saraceni infestavano le coste del Mediterraneo, rapivano molte persone e le trasportavano come schiavi nel Nordafrica.
Pietro Nolasco spinse per la creazione dell’Ordine dei Mercedari, che fu fondato nella Cattedrale di Barcellona con l’appoggio del re Giacomo il Conquistatore e il consenso di san Raimondo di Peñafort.
La Madonna della Mercede è generalmente rappresentata, talvolta con il bambino Gesù in braccio, con tunica, scapolare e mantello bianchi (l’abito dei mercedari). Spesso reca in mano l’abitino (un piccolo scapolare) della Mercede (bianco, con lo stemma dei mercedari) o anche le catene o i ceppi dei prigionieri liberati (allusione all’attività di redenzione degli
schiavi dei frati mercedari). La devozione alla Madonna della Mercede si diffuse presto in Catalogna e Sardegna, poi in tutta la Spagna e infine in Francia e in Italia. Con la scoperta dell’America il culto vi si diffuse largamente. Il Perù è attualmente il Paese di tutta l’America che riunisce una maggior quantità di devoti.
La commemorazione dell’apparizione della Vergine della Mercede a san Pietro Nolasco si celebra il 10 agosto. La festa della Beata Vergine della Mercede è solennemente celebrata dalla Chiesa cattolica il 24 settembre.
Il significato dell’advocazione è inseparabile dalla particolare missione dell’Ordine della Mercede. Non si tratta semplicemente di un titolo mariano tra i molti sorti nel Medioevo, ma della forma cultuale attraverso la quale una comunità religiosa collegò la propria opera di redenzione alla protezione e alla figura materna di Maria.
La figura centrale nelle origini della Mercede è san Pietro Nolasco. La documentazione relativa alla sua vita è tuttavia più complessa di quanto lasci intendere la tradizione agiografica. Anche il suo luogo di nascita è stato discusso: la tradizione antica lo collegava al territorio della Linguadoca, mentre altri studi hanno sostenuto un’origine barcellonese. La scarsità delle fonti contemporanee e la presenza di documenti successivi rivelatisi problematici rendono prudente una ricostruzione dettagliata della sua giovinezza. È invece sicuro il suo legame con Barcellona e con un’attività organizzata a favore dei cristiani prigionieri. Una testimonianza del 1219 lo presenta già inserito nell’ambiente dell’opera redentrice.
Secondo la tradizione mercedaria, Nolasco avrebbe iniziato a dedicarsi al riscatto dei prigionieri già all’inizio del XIII secolo. Le fonti
tarde attribuiscono alla sua attività numerosi riscatti e descrivono un gruppo di laici che raccoglieva elemosine per liberare i cristiani caduti in schiavitù.
Il momento più celebre della tradizione mercedaria è la visione della Vergine attribuita a Pietro Nolasco nella notte tra il 1º e il 2 agosto 1218. Secondo il racconto tradizionale, Maria gli avrebbe chiesto di trasformare l’opera di redenzione dei prigionieri in una nuova istituzione religiosa posta sotto la sua protezione. La tradizione successiva racconta che la stessa visione sarebbe stata ricevuta, nella medesima circostanza, anche da Giacomo I d’Aragona e da Raimondo di Penyafort. I tre avrebbero quindi riconosciuto concordemente l’origine soprannaturale dell’iniziativa. Questo episodio costituisce uno degli elementi fondamentali dell’identità spirituale dell’Ordine, ma la sua storicità non può essere dimostrata sulla base della documentazione contemporanea.
La distinzione è importante. L’incertezza sulla visione non mette in discussione l’esistenza dell’opera di redenzione dei prigionieri né l’importanza storica di Nolasco. Significa semplicemente che la spiegazione soprannaturale fornita dalla tradizione deve essere presentata come tale.
Il 10 agosto 1218 viene tradizionalmente considerato il momento della fondazione dell’Ordine della Mercede nella cattedrale di Barcellona. La tradizione racconta che il vescovo Berenguer de Palou avrebbe imposto l’abito bianco a Pietro Nolasco e ai suoi compagni e che il re Giacomo I avrebbe sostenuto la nuova comunità.
La documentazione storica conferma l’esistenza di un’iniziativa redentrice legata a Nolasco e il successivo sviluppo dell’istituzione, ma la rappresentazione della fondazione come un unico atto solenne perfettamente documentato deve essere usata con prudenza. L’Archivo Histórico Nacional spagnolo registra comunque il 10 agosto 1218 come data tradizionale della fondazione a Barcellona e il 17 gennaio 1235 come data della conferma pontificia di Gregorio IX.
La progressiva trasformazione dell’iniziativa in un Ordine religioso richiese una definizione giuridica più precisa. Un momento decisivo fu la conferma pontificia di Gregorio IX del 17 gennaio 1235. La Chiesa riconobbe l’istituzione e ne regolò la vita secondo la Regola di sant’Agostino. La missione della redenzione dei prigionieri rimase il tratto distintivo dell’Ordine.
Questa evoluzione spiega anche perché la devozione alla Vergine della Mercede non possa essere separata dalla storia dell’Ordine. Maria non fu semplicemente aggiunta in seguito come patrona di una comunità già esistente: la memoria mercedaria interpretò progressivamente l’intera opera redentrice come posta sotto la sua ispirazione e protezione.
Redazione da ss. di inf.



