Sant’Agostino, uno dei più grandi santi e pensatori del cristianesimo, scrittore di opere meravigliose

Redazione1
di Redazione1 Agosto 23, 2026 23:51

Sant’Agostino, uno dei più grandi santi e pensatori del cristianesimo, scrittore di opere meravigliose

Sant’Agostino d’Ippona, la cui memoria liturgica si celebra il 28 agosto, è uno dei santi e pensatori più importanti della storia della Chiesa. Vissuto in Africa del Nord, in quella parte che oggi è l’Algeria. Prima di diventare santo, Agostino fu un giovane inquieto, curioso, alla ricerca della verità e della felicità.

Agostino nasce il 13 novembre del 354 a Tagaste, in Africa. Viene educato dalla madre Monica alla fede cattolica, ma non ne segue l’esempio. Adolescente vivace, arguto ed esuberante, intraprende lo studio della retorica e il suo rendimento è eccellente. Ama la vita e i suoi piaceri, coltiva amicizie, insegue amori voluttuosi, adora il teatro, ricerca divertimenti e svaghi. Dopo i primi studi a Tagaste e a Madaura, prosegue la sua formazione di retore, grazie anche al sostegno economico di un amico del padre, a Cartagine.

Un giorno, leggendo il Vangelo, Agostino sentì Dio parlargli nel cuore. Capì che la vera felicità non si trova nelle cose del mondo, ma nell’amore di Dio. Da allora decise di cambiare vita, si fece battezzare e divenne sacerdote, poi vescovo della città di Ippona, dedicando la sua esistenza alla predicazione, alla preghiera e alla scrittura. Ha una personalità complessa e profonda: è filosofo, teologo, mistico, poeta, oratore, polemista, scrittore, pastore. Si tratta di qualità tra loro complementari, che trasformano il Vescovo di Ippona – secondo Pio XI – in un uomo “al quale quasi nessuno o solo pochi di quanti sono vissuti dall’inizio del genere umano a oggi, possono essere paragonati”.

Tuttavia sant’Agostino è anzitutto un Pastore che si sente e si definisce “servo di Cristo e servo dei servi di Cristo”, e lo vive fino alle estreme conseguenze: piena disponibilità alle richieste dei fedeli, desiderio di non raggiungere la salvezza senza i suoi (“non voglio essere salvo senza di voi”), preghiera a Dio per essere sempre pronto a morire per loro, amore verso quelli che si trovano nell’errore, anche se essi non vogliono Dio o persino lo offendono. In definitiva, è Pastore nel pieno senso della parola.

Tra la fine del 390 e l’inizio del 391 si trova casualmente ad Ippona, nella basilica dove il vescovo Valerio sta parlando ai suoi fedeli della necessità di un presbitero per la diocesi. Agostino, noto ai più per il suo esemplare stile di vita, viene così sospinto dinanzi al presule che lo ordina sacerdote. Convinto di dover vivere votato a Dio, studiando e meditando le Scritture, comprende di essere chiamato ad altro. Diviene vescovo di Ippona, succedendo a Valerio, ed esercita il ministero episcopale per oltre 40 anni. Scrive svariate opere dove combatte le eresie dell’epoca e riesce a conciliare fede e ragione, innumerevoli i suoi sermoni e tantissime le lettere.

Agostino è’ il santo cui si ispirò Rita da Cascia, che divenne monaca agostiniana fedele seguace della sua Regola. Regola che insegna a vivere in comunità, nella carità e nell’umiltà. Agostino non propose regole rigide, ma uno stile di vita fondato sull’amore reciproco e sull’unità dei cuori: “Abbiate un’anima sola e un cuore solo proteso verso Dio”.

Tra coloro che sono stati ispirati ad essere agostiniani anche Francis Robert Prevost, l’attuale Pontefice Leone XIV, che fa parte dell’Ordine di Sant’Agostino, come egli stesso ha affermato nelle sue prime parole: Sono un figlio di sant’Agostino, agostiniano, ha detto: e “con voi sono cristiano e per voi vescovo”. In questo senso possiamo tutti camminare insieme verso quella patria che Dio ci ha preparato.

Questo spirito di comunione e di pace ha ispirato per secoli la vita delle monache agostiniane di Cascia e continua a guidare anche oggi il loro cammino di preghiera e servizio. sant’Agostino ci ricorda che tutti siamo in cammino verso la verità. Anche quando ci allontaniamo, Dio continua a cercarci con pazienza. E quando lo troviamo, scopriamo che era già dentro di noi, nel silenzio del cuore.

Sant’Agostino scrisse opere meravigliose, tra cui le Confessioni, in cui racconta la sua conversione, e La Città di Dio, in cui parla dell’amore come fondamento della vita cristiana. La sua frase più famosa riassume tutta la sua esperienza: “Ci hai fatti per Te, Signore, e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in Te.” (Confessioni, I,1)

La predicazione di sant’Agostino è stata abbondantissima. Sono arrivate a noi più di cinquecento omelie sue, predicate a viva voce, tra le quali è incluso il Commento ai Salmi (Enarrationes in Psalmos), il Commento al Vangelo di san Giovanni (In Ioannis Evangelium tractatus) e i Sermones, titolo con il quale gli studiosi hanno raggruppato i 363 discorsi isolati considerati autentici.

Il pubblico che ascolta i suoi sermoni è quanto mai complesso. Patrizi e schiavi, poveri e ricchi, uomini del popolo con una cultura rudimentale e persone colte, buoni cristiani, eretici e indifferenti stanno insieme ad ascoltare il grande oratore. Il Vescovo di Ippona si sforza di presentare con chiarezza e, nello stesso tempo, con semplicità la Parola divina, stabilendo con gli ascoltatori un dialogo di amore e di fede.

Per sant’Agostino, che espose la sua teoria sulla predicazione nel libro IV del De doctrina cristiana, il predicatore è anzitutto il dottore e l’esperto in Sacra Scrittura, che sa esporre al popolo in modo tale da farsi capire. Ed ecco la sua profonda conoscenza della Parola di Dio rivelata, della quale è pervasa tutta la sua predicazione.

Tra le sue opere più note Il libero arbitrio, La Trinità, La città di Dio. Revisiona, con spirito critico, tutti i suoi trattati e le sue omelie nelle Ritrattazioni. Una menzione a sé meritano, come già detto, Confessioni, in cui Agostino, già vescovo, si racconta lasciando emergere in modo magistrale la sua interiorità, la storia del suo cuore. Muore il 28 agosto del 430.

 

 

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