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Anna Emmerick: monaca veggente e grande mistica, beata della Chiesa cattolica
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Tra le figure di mistiche che hanno assiduamente cercato, e ottenuto, di vivere la pienezza del rapporto con Dio, Anna Katharina Emmerick, monaca agostiniana tedesca, di cui si celebra la memoria il 9 febbraio, spicca per aver sperimentato, in modo singolare, un’immedesimazione intensa e particolareggiata della Passione di Cristo. La Emmerick è ricordata anche per il carisma di veggente e per aver ricevuto altri doni mistici straordinari: stigmate, bilocazione, divinazione ed estasi. In particolate sono eccezionali le sue visioni, certamente sorprendenti, che colpirono molto il famoso scrittore e poeta Clemens Maria Brentano, uno dei più importanti rappresentanti del romanticismo tedesco. Che, appena le si presentò, la veggente riconobbe subito perché lo aveva già conosciuto attraverso le sue visioni, sapendo che era l’uomo scelto da Dio per raccogliere e mettere per iscritto ciò che lei vedeva.
Le visioni della Emmerick erano del tutto particolari: lei si separava dal corpo, dopo essere stata “chiamata” dal suo angelo custode, e il suo spirito si recava in Terra Santa dove assisteva agli episodi evangelici come se stessero avvenendo in quel momento; il giorno dopo li descriveva a Brentano. Né la monaca né
il poeta erano mai stati in Terra Santa, eppure Anna Katharina ha descritto con sorprendente precisione i luoghi della vita di Gesù e della Madonna, gli abiti, le suppellettili, i paesaggi. Dal suo primo incontro con Brentano, nel 1818, derivò un soggiorno di cinque anni, in cui giornalmente lo scrittore visitò Anna Katharina per disegnare le sue visioni che più tardi pubblicò.
Anna Katharina Emmerick nacque l’8 settembre 1774 nella comunità di contadini di Flamschen presso Coesfeld. Una località nei pressi di Dülmen in Vestfalia (Germania), in una famiglia molto povera di devoti contadini. Quinta di nove figli, già da piccola dovette aiutare in casa e nei lavori dei campi. Frequentò per poco tempo la scuola, ma si notava il fatto che lei era ben istruita su cose religiose. Ben presto i genitori e tutti quelli che conoscevano Anna Katharina si accorsero che lei si sentiva attratta in maniera particolare dalla preghiera e dalla vita religiosa. Ebbe visioni fin dall’infanzia: dall’età di 9 anni le apparivano la Madonna con Gesù Bambino, l’angelo custode e diversi santi. Nel 1789 le apparve Gesù che le offrì la corona di spine: lei accettò ed ebbe così sulla fronte le prime stigmate. In seguito le si aprirono le ferite anche alle mani, ai piedi e al costato.
Anna Katharina chiese di essere ammessa in diversi monasteri, ma fu respinta poiché non poteva portare alcuna dote particolare. Nel 1802, insieme alla sua amica Klara Söntgen, Anna Katharina poté finalmente entrare nel monastero di Agnetenberg presso Dülmen. L’anno seguente prese i voti. Lì entrò a far parte della vita monastica con fervore, era sempre pronta ad assumersi i lavori più pesanti e non amati.
Dal 1802 al 1811 Anna Kataharina si ammalò frequentemente e aveva gravi dolori da sopportare. Le sue ferite, che si aprivano e sanguinavano periodicamente, furono studiate da religiosi e scienziati. Il Vicario Generale, dopo una rigorosa indagine condotta da una commissione medica, si convinse della santità della suora e dell’autenticità delle sue stigmate.
Nel 1811 il Monastero di Agnetenberg, a causa del movimento di secolarizzazione, venne soppresso. Anche Anna Katharina dovette abbandonare il monastero e trovò accoglienza come domestica presso l’Abbé Lambert, un prete fuggito dalla Francia, che viveva a Dülmen. Ma presto lei si ammalò e non poté più lasciare la casa e fu costretta a letto. Fu in questo periodo che Anna Katharina Emmerick ricevette le stigmate, i cui dolori aveva già sofferto da molto più tempo. Il fatto che lei portava le piaghe non poteva rimanere nascosto. Il Dr. Franz Wesener, un giovane medico, le fece visita e fu da lei così tanto impressionato che divenne per lei, negli 11 anni seguenti, un fedele, aiutante e disinteressato amico. Lui tenne un diario sui suoi incontri con Anna, in cui ha fissato una montagna di particolari.
Nel 1802, insieme alla sua amica Klara Söntgen, Anna Katharina poté finalmente entrare nel monastero di Agnetenberg presso Dülmen. L’anno seguente prese i voti. Lì prese parte alla vita monastica con fervore, era sempre pronta ad assumersi i lavori più pesanti e non amati. A causa della sua povera origine, lei fu in principio poco considerata. Per la sua totale dedizione alla regola monastica veniva considerata un’ipocrita. Lei sopportava in silenzio questo dolore e in silenziosa rassegnazione. Dal 1802 al 1811 si ammalò frequentemente e aveva gravi dolori da sopportare.
Nel 1811 il Monastero di Agnetenberg, a causa del movimento di secolarizzazione, venne soppresso. Anche Anna Katharina dovette abbandonare il
monastero e trovò accoglienza come domestica presso l’Abbé Lambert, un prete fuggito dalla Francia, che viveva a Dülmen. Ma presto lei si ammalò e non poté più lasciare la casa e fu costretta a letto. D’accordo con il vicario Lambert, Anna Katharina fece venire la sua sorella più giovane, Gertrud, la quale sotto la sua direzione doveva curare il governo della casa.
In questo periodo Anna Katharina Emmerick ricevette le stigmate, i cui dolori aveva già sofferto da molto più tempo. Il fatto che lei portava le piaghe non poteva rimanere nascosto. Il Dr. Franz Wesener, un giovane medico, le fece visita e fu da lei così tanto impressionato che divenne per lei, negli 11 anni seguenti, un fedele, aiutante e disinteressato amico. Lui tenne un diario sui suoi incontri con Anna Katharina Emmerick, in cui ha fissato una montagna di particolari.
Anna Katharina Emmerick fu una grande devota di Maria. La festività della nascita di Maria era anche il suo compleanno. Una frase da una preghiera
mariana ci indica un ulteriore aspetto della vita di Anna Katharina. In questa preghiera si recita: «O Dio, lasciaci servire l’opera della Redenzione secondo il modello della fede e dell’amore di Maria». Servire l’opera della Redenzione: questo voleva Anna Katharina Emmerick.
Scrive L’Apostolo Paolo nella lettera ai Colossesi di due modi di servizio al Vangelo, di servizio alla Redenzione: un modo si realizza nell’attivo annuncio con parole e fatti. Il secondo con “le sofferenze che sopporto per voi e completo nella mia carne, quello che manca ai patimenti di Cristo, a favore del suo corpo che è la Chiesa». In entrambi i modi Anna Katharina Emmerick ha servito la Redenzione. La sua parola, che dalla sua modesta stanza di Dülmen ha raggiunto, attraverso gli scritti di Clemens Brentano, innumerevoli persone in molte lingue, è fin ai nostri giorni un’eccellente annuncio del Vangelo nel servizio alla Redenzione. Così, nello stesso tempo, Anna Katharina Emmerick ha vissuto e interpretato la sua sofferenza come un servizio alla Redenzione.
Anna Katharina Emmerick fu una grande devota di Maria. La festività della nascita di Maria era anche il suo compleanno. Una frase da una preghiera mariana ci indica un ulteriore aspetto della vita di Anna Katharina. In questa preghiera si recita: «O Dio, lasciaci servire l’opera della Redenzione secondo il modello della fede e dell’amore di Maria». Servire l’opera della Redenzione: questo voleva Anna Katharina Emmerick.
Scrive L’Apostolo Paolo nella lettera ai Colossesi di due modi di servizio al Vangelo, di servizio alla Redenzione: un modo si realizza nell’attivo annuncio con parole e fatti. Il secondo con “le sofferenze che sopporto per voi e completo nella mia carne, quello che manca ai patimenti di Cristo, a favore del suo corpo che è la Chiesa». In entrambi i modi Anna Katharina Emmerick ha servito la Redenzione. La sua parola, che dalla sua modesta stanza di Dülmen ha raggiunto, attraverso gli scritti di Clemens Brentano, innumerevoli persone in molte lingue, è fin ai nostri giorni un’eccellente annuncio del Vangelo nel servizio alla Redenzione. Ma nello stesso tempo Anna Katharina Emmerick ha interpretato la sua sofferenza come un servizio alla Redenzione.
Il Dr. Wesener, il suo medico, riportò nel suo diario la richiesta di Anna Katharina Emmerick: «Io ho sempre supplicato Dio che mi desse come particolare dono che io per loro soffra e possibilmente dia soddisfazione a coloro che a causa di errori o di debolezze si trovano sulla strada sbagliata». Si racconta che Anna Katharina Emmerick dispensò a molti dei suoi visitatori aiuto nella fede e consolazione. La sua parola aveva questa forza, poiché lei portava dentro la sua vita e la sua sofferenza il servizio della Redenzione.
Nell’estate del 1823 Anna Katharina divenne sempre più debole. Come in tutti gli anni passati lei unì la sua sofferenza con la sofferenza di Gesù e la offrì per la redenzione degli uomini. Muore a Dülmen il 9 febbraio 1824. Durante cinquant’anni di vita le sue visioni quotidiane avevano coperto tutto il ciclo della vita di Gesù, di Maria e in gran parte anche degli apostoli. Sei settimane dopo la sua morte la tomba di Anna Katharina venne riaperta. Il suo corpo venne
trovato incorrotto senza alcuna traccia di decomposizione. Nel 1892 il Vescovo di Münster diede inizio al processo di beatificazione.
San Giovanni Paolo II (Karol Józef Wojtyła, 1978-2005) l’ha beatificata, in Piazza S. Pietro, la domenica 3 ottobre 2004.
Brentano visse fino al 1842, dopo aver dedicato tutti gli anni che gli restavano alla stesura del suo libro “Vita di Gesù Cristo secondo le visioni della monaca Anna Katharina Emmerick”. La suora aveva predetto che anche lui sarebbe morto quando il suo compito fosse terminato.
Dagli scritti di Brentano, riguardanti le visioni di Anna Katharina Emmerich, vennero pubblicati, oltre al libro suddetto, anche in quello titolato: “La dolorosa Passione di Nostro Signore Gesù Cristo secondo le meditazioni di Anna Katharina Emmerick” (1833).
Redazione da s. di inf.



