MESSINA – Celebrato il rito per l’ultimo saluto a Giovanni Marra, nella cattedrale dove ora riposa per sua volontà

Redazione1
di Redazione1 luglio 21, 2018 09:41

MESSINA – Celebrato il rito per l’ultimo saluto a Giovanni Marra, nella cattedrale dove ora riposa per sua volontà

A dare l’ultimo saluto a mons. Giovanni Marra, che per circa dieci anni (1997-2007) è stato arcivescovo di Messina, Lipari e S. Lucia del Mela, erano in tanti durante la celebrazione nella cattedrale che lo ha visto operare alacremente alla guida dell’Arcidiocesi, quale solerte Pastore disponibile per tutti, e dove ora riposa per sua espressa volontà.

Il desiderio di rimanere per sempre nel luogo dove ha svolto il suo compito di guida spirituale, dimostrando grandi doti di correttezza, umanità, capacità di coniugare fermezza e tenerezza paterna, ha il suo fondamento nell’amore che ha sempre dimostrato per tutti coloro che lo hanno affiancato nell’opera di testimonianza del Vangelo, e per quanti a lui si rivolgevano. Un amore di sacerdote, Pastore e padre, profuso con spirito di generoso servizio a beneficio delle anime a lui affidate, e specialmente verso i più deboli, i sofferenti, i poveri.

La celebrazione del rito funebre, è stata presieduta da mons. Giovanni Accolla e concelebrata dal cardinale Francesco Montenegro, che Marra chiamò al suo fianco come ausiliare, il neovescovo ausiliare Cesare Di Pietro, mons. Salvatore Gristina vescovo di Catania e presidente della Conferenza Episcopale Siciliana, il vescovo emerito di Agrigento mons. Carmelo Ferraro, il vicario generale di Patti mons. Basilio Rinaudo, il decano dei cappellani di Sicilia Mario Raneri, e il clero diocesano. Presenti il primo cittadino Cateno De Luca, il vice sindaco di Lipari Gaetano Orto e gli ex sindaci di Messina Franco Provvidenti e Salvatore Leonardi

Ha partecipato alla cerimonia anche una nutrita rappresentanza di autorità civili e militari, e un picchetto d’onore delle diverse armi in ossequiosa riconoscenza per Giovanni Marra, che nel 1989 è stato nominato ordinario militare per l’Italia e arcivescovo titolare di Ravello. Un periodo in cui ha curato l’assistenza dei nostri contingenti in missione all’estero recandosi nel Golfo Persico, in Albania, in Libano, in Somalia, in Mozambico, nel Sinai e in Cambogia.

Nel richiamare alcuni momenti della vita del compianto pastore scomparso, mons. Di Pietro ha detto che la vocazione di Giovanni Marra è stata alimentata dall’incontro con personaggi eccezionali, che hanno avuto per lui un ruolo di grandi Maestri. L’arcivescovo Enrico Niccodemo che lo volle come segretario nel corso del Concilio Vaticano II, Luigi Sturzo che lo seguì nella elaborazione della tesi in scienze sociali, don Primo Mazzolari con cui svolse una fattiva collaborazione da giovane prete, Madre Tersa di Calcutta che lo considerava un amico su cui sapeva di poter contare, e con cui ebbe modo di condividere la gioiosa esperienza dell’inaugurazione di una casa per ragazze madri a Roma, dove svolse il ruolo di assistente spirituale.

Hanno animato la celebrazione le Corali diocesane “Cappella del Duomo” e “La Perosiana”, diretti da Nazzareno De Benedetto e don Giovanni Lombardo che ha anche accompagnato all’organo.

 

 

A.M.

 

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