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L‘anima della Quaresima è vicina alla Pasqua. l’invito a riflettere secondo i dettami della Chiesa
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La Chiesa, attraverso la predicazione e la liturgia, continua a ripetere all’uomo che la salvezza vera e definitiva è un dono che Dio stesso ci porta venendo fra noi. Al centro della liturgia di questa domenica sta la rivelazione di questo segreto, di questo mistero tenuto nascosto per secoli: lo svelamento, cioè, del piano salvifico che il Creatore ha preparato ed attuato per nostro amore. Ora, nel tempo in cui si fa concreto l’annuncio dell’incarnazione del Figlio di Dio, i Maestri di spiritualità ci sollecitano a fare alcune riflessioni secondo lo spirito dei dettami della Chiesa.
L‘anima della quaresima è ormai vicina alla Pasqua, e nel suo avvicinarsi al trionfo pasquale è un cammino di trasformazione interiore
e di fiduciosa attesa. “E’ un percorso profondo di conversione, silenzio, ascolto e ritorno all’essenziale. Un tempo di grazia, un “esodo” dalle ceneri alla luce, progettato per preparare il cuore a celebrare il mistero della Risurrezione”.
Man mano che la meta si fa prossima, l’austerità tipica di questo tempo inizia a lasciare spazio a una “serena contentezza”, come suggerito dalla liturgia della quarta domenica, detta di Laetare.
Inoltre, nel vivere la fase finale della Quaresima, ormai prossima alla Pasqua, siamo invitati a farlo in compagnia dell’agostiniana santa Rita da Cascia che offre uno spaccato spirituale intenso, focalizzato sulla trasformazione del dolore in amore e sulla speranza che fiorisce anche nel deserto della sofferenza. “Santa Rita, donna, sposa, madre, vedova e monaca, rappresenta un modello proficuo per attraversare la Passione di Cristo con umiltà e silenzio del cuore”.
Rita è particolarmente vicina alla Pasqua perché ha vissuto nel proprio corpo la condivisione della Passione di Gesù, ricevendo una spina della corona di Cristo sulla fronte. Questa spina rappresenta la sofferenza vissuta con fede, trasformata da Rita in una “spina d’amore”. La sua vita insegna che, in questo tempo quaresimale, le sofferenze e le prove possono essere trasformate in qualcosa di rigenerativo, avvicinandoci a Dio.
E’ Tempo di “bucato” interiore: La Quaresima è vissuta, sull’esempio di Santa Rita, come un tempo per rendere “bella la vita”, un “bucato” del cuore che “utilizza cenere e acqua per purificarsi e prepararsi alla luce della Risurrezione”.
Silenzio e Preghiera: in un mondo rumoroso, la spiritualità di Rita invita al silenzio del cuore per incontrare Cristo, “meditando sulle difficoltà della vita (inclusa la perdita dei propri cari) non come fine, ma come cammino di affidamento alla Provvidenza”.
La pace come frutto: Santa Rita, mediatrice di pace, insegna a vivere la Quaresima come percorso di riconciliazione e perdono, superando rancori e odio, specialmente in famiglia.
La presenza delle reliquie di Santa Rita (come avvenuto a Roma) richiama i fedeli a una “chiesa giubilare”, offrendo momenti di riflessione intensa e di conversione, simili a una “porta” aperta sulla Pasqua.
La devozione dei 15 Giovedì di Santa Rita, che spesso attraversa il periodo quaresimale, è un cammino che conduce al trionfo della Pasqua, affidando a Dio le situazioni “impossibili”.
La Rosa di Pasqua: Come la rosa di Rita fiorì in inverno, così la Pasqua rappresenta la speranza che rifiorisce nel cuore del credente, trasformando la penitenza e il digiuno della Quaresima nella gioia della Pasqua di Risurrezione.
Santa Rita, definita “Fior di speranza nella disperazione”, si pone quindi come una guida che accompagna il fedele dalla croce alla luce, insegnando a portare la propria croce senza scoraggiarsi.
Redazione da ss. di inf.



