- Don Giannino Prandelli: ecco come si vive da parroco nel Venezuela ferito
- Leone XIV: “La persecuzione dei cristiani, una delle più grandi crisi di diritti umani”.
- Giornata missionaria dei ragazzi. I bambini del mondo protagonisti della missione
- Il miracolo del Natale: “Il meraviglioso che si fa strada!”. L’approdo: l’incontro con Gesù
- Nicaragua, Ancora un Natale nella persecuzione: Bibbie vietate, vescovi in esilio e Chiesa controllata
- S. Giovanni della Croce, il Dottore mistico che apre squarci nel mistero insondabile del dolore umano
S. Teresa di Lisieux: il “miracolo di Natale” che ha trasformato la vita di una ragazzina ostinata
Articoli collegati
- Myanmar, “Loikaw: cristiani sotto attacco di bombardamenti aerei, parrocchie abbandonate”
- “Una canzone per mio padre”: il film-rivelazione arriva in Italia, la prima il 10 novembre al Multisala Apollo
- Forum Davos, Oxfam: 26 multimiliardari hanno quanto la metà del mondo. In Italia il 5% ha quanto il 90% dei più poveri. Papa e Giornata mondiale dei poveri
“Nell’approssimarsi del Natale che preannuncia la nascita del figlio di Dio – è il richiamo ripetuto di Papa Francesco – da cui nasce un mondo nuovo, ma anche un mondo che può essere sempre rinnovato, siamo tutti chiamati ad accogliere e a contemplare il Bambino Gesù, che ridona la speranza a ogni uomo sulla faccia della terra. Con la sua grazia, diamo voce e diamo corpo a questa speranza. Il Natale sia per ciascuno occasione di rinnovamento interiore, di preghiera, di conversione, di passi avanti nella fede e di fraternità tra noi”.
Nel predisporci a propiziare questo proposito, prendiamo spunto da Santa Teresa di Lisieux, che proprio nell’avvenimento di un Natale, per lei speciale, visse il momento di radicale capovolgimento della sua vita. Un momento cruciale che segnò l’esistenza tra le più
straordinarie vissute dai santi: quella di una ragazza piuttosto ribelle che diventerà religiosa carmelitana, mistica, dottore della Chiesa insieme a Caterina da Siena e Teresa d’Avila, patrona di Francia insieme a Giovanna d’Arco, protettrice dei malati di AIDS, di tubercolosi e di altre malattie infettive, persino patrona delle missioni, lei che scelse la clausura e morì giovanissima, 25 anni, di tubercolosi.
La vicenda umana e spirituale di Teresa di Lisieux, più nota come santa Teresa del Bambin Gesù, è una delle più paradossali della storia della Chiesa che la festeggia il 1° ottobre. Il suo famoso scritto Storia di un’anima è uno dei capolavori della spiritualità di tutti i tempi che ne fa una santa venerata a livello mondiale.
E dire che da bambina Teresa Martin era considerata una peste, una bambina molto ostinata. Sua madre Zélie era molto preoccupata per lei e per il suo futuro. In una lettera scrisse: “È di una ostinazione quasi invincibile; quando dice ‘no’ nulla può farla cedere, se la mettessi per una giornata in cantina ci dormirebbe piuttosto che dire ‘sì’”. Come lei stessa riconosce: «Ero veramente insopportabile per la mia eccessiva sensibilità». Teresa era cosciente di questo suo atteggiamento. «Tutti i ragionamenti erano inutili e non riuscivo a correggermi. Non so come mi cullassi al dolce pensiero di entrare al Carmelo, visto che ero ancora nella “fasce dell’infanzia”». Era così Teresa, prima di quel Natale.
Poi venne quell’anno in cui, nel Natale del 1886, aveva 13 anni, Teresa di Lisieux uscì di colpo definitivamente dalle intemperanze infantili.
Alla fine Teresa ha capito che doveva amare Dio in modo più intimo, e ha abbandonato le cose dell’infanzia per diventare una vera figlia di Dio. Ha mantenuto un po’ di ostinazione, ma in modo positivo, unita alla volontà di Dio, affidando completamente a Dio la sua esistenza.
Accogliendo nel suo cuore il Dio fattosi uomo, Teresa ha sperimentato il “cambiamento” della sua vita. «In un istante l’opera che non ero riuscita a fare in 10 anni, Gesù la fece accontentandosi della mia buona volontà». Teresa, infatti, aveva ritrovato, finalmente, la forza d’animo che aveva perso con la morte della madre. Erano già trascorsi nove anni! «Gesù, il Bambino piccolo e dolce trasformò la notte dell’anima mia in torrenti di luce»
«La sorgente delle mie lacrime fu asciugata e non si aprì se non rarissimamente e difficilmente»; la sua ipersensibilità scomparve. Da quella notte di luce e di grazia, per Teresa cominciò il terzo periodo della sua vita, «il più bello di tutti».
Ripensando a quel momento, Teresa scrisse: «in quella notte nella quale Gesù si fece debole e sofferente per mio amore, Egli
mi rese forte e coraggiosa». Da quella notte Teresa camminò nella via del Signore con più lena e si sentì più sicura. «Dopo quella notte benedetta, non sono stata vinta in nessuna battaglia, ma ho camminato di vittoria in vittoria e ho iniziato, per così dire, una “corsa da gigante”».
In seguito Teresa definì questo episodio il suo “miracolo di Natale”, che segnò un punto di svolta nella sua vita promuovendo il suo rapporto con Dio. Due anni dopo si unì alle suore carmelitane locali.
Considerò quel miracolo un’azione della grazia di Dio che fluiva nella sua anima, dandole forza e coraggio per fare ciò che è vero, buono e bello. È stato il suo dono di Natale da parte di Dio che ha cambiato il modo in cui approcciava la vita.
La novità della sua spiritualità, chiamata anche teologia della “piccola via”, consiste nel ricercare la santità, non nelle grandi azioni, ma negli atti quotidiani anche i più insignificanti, a condizione di compierli per amore di Dio. Dopo la sua morte, la voce di questa carmelitana umile percorre la Francia e il mondo, colpisce gli intellettuali, suscita anche emozioni e tenerezze popolari.
Redazione



