Minori in povertà assoluta: in Italia sono più di 1,2 milioni. Una povertà che “fa rima con denatalità e povertà educativa”

Redazione1
di Redazione1 ottobre 23, 2019 20:00

Minori in povertà assoluta: in Italia sono più di 1,2 milioni. Una povertà che “fa rima con denatalità e povertà educativa”

In Italia oltre 1,2 milioni di minori vivono in condizioni di povertà assoluta, un dato che nel corso degli ultimi 10 anni è più che triplicato, passando dal 3,7% del 2008 al 12,5% del 2018. In termini assoluti i numeri sono ancora più impressionanti: nel 2008 i minori in questa condizione erano circa 375mila, nel 2014 già sfioravano 1,2 milioni. Attualmente i minori in povertà assoluta sono 1 milione 260mila (563mila a sud, 508mila a nord e 192mila al centro).

È quanto emerge dal X Atlante dell’infanzia a rischio di Save the Children presentato qualche giorno fa a Roma, presso la Banca d’Italia, dal suo curatore Giulio Cederna e, in contemporanea, a Milano, Torino, Udine, Ancona, Napoli, Bari, Reggio Calabria, Catania e Sassari. Intitolato “Il tempo dei bambini”, il report fa il bilancio della condizione di bambini e adolescenti in Italia negli ultimi dieci anni e viene presentato in occasione della nuova edizione della campagna “Illuminiamo il futuro” per il contrasto alla povertà educativa.

Perché povertà economica fa rima con denatalità ma soprattutto con povertà educativa. I minori rappresentano soltanto il 16,2% della popolazione, mentre rispetto allo scorso anno scolastico, quest’anno si sono iscritti al primo anno delle primarie 23mila bambini in meno alle secondarie si registra una flessione di altri 20mila studenti.

“Manca un piano strategico per l’infanzia e l’adolescenza”, denuncia Valerio Neri, direttore generale di Save the Children, segnalando che il nostro è uno dei Paesi europei che investe meno in questo ambito. Parla di “inaccettabili differenze regionali” il presidente dell’organizzazione Claudio Tesauro sottolineando che “a fronte di una spesa sociale media annua per l’area famiglia e minori di 172 euro pro capite per interventi da parte dei Comuni, la Calabria si attesta sui 26 euro e l’Emilia Romagna sui 316.

Inoltre, 1 giovane su 7 (il 14,5%, ma in Calabria, Sicilia e Sardegna supera il 20%) ha abbandonato precocemente gli studi, quasi la metà dei bambini e adolescenti non ha letto un libro extrascolastico in un anno, circa 1 su 5 non fa sport. Neri parla di “Paese ‘vietato ai minori’”; entrambi auspicano che il premier Conte “nella prossima legge di bilancio sappia dare seguito concreto a quanto annunciato per garantire maggiore accesso agli asili nido, a partire dalle aree del paese dove maggiormente si concentra la povertà minorile”.

Neri rilancia la campagna “Illuminiamo il futuro” contro la povertà educativa, ormai giunta al suo sesto anno, e chiede di firmare la petizione online per il recupero di 16 spazi pubblici da nord a sud, oggi abbandonati, da destinare ad attività extrascolastiche gratuite per i bambini. A partire da oggi è prevista una settimana di mobilitazione, accompagnata sui social dall’hashtag #italiavietatAiminori.

Ilaria Antonini, capogabinetto del ministero per le Pari opportunità, famiglia e disabilità, annuncia la ricostituzione dell’Osservatorio nazionale sull’infanzia e l’adolescenza, che “dovrà attuare il monitoraggio del quarto Piano nazionale per l’infanzia e agire per costruire subito il quinto Piano nazionale”. Dallo scrittore Gianrico Carofiglio, l’invito a “non guardare solo quello che non funziona; occorre cercare quello che funziona bene e attivare il contagio positivo”. A sottolineare l’importanza di una “comunità educante” è Marco Imperiale, direttore dell’impresa sociale Con i bambini che gestisce il Fondo sperimentale di contrasto alla povertà educativa (300 progetti per un valore di 200 milioni), invitando a “mettere a sistema i dati sparsi che esistono; dati obiettivi e certificati sono essenziali per fare progettazioni mirate ma anche per misurare il funzionamento effettivo di quanto messo in campo”.

Cederna si sofferma inoltre sul legame povertà – cambiamenti climatici e sull’importanza di “far crescere tra i ragazzi la consapevolezza in materia.  Dice Dario Rapiti: “Le nostre piazze sono sempre più partecipate, abbiamo ben presente i nostri obiettivi, gli interlocutori e le soluzioni da mettere in campo. Non ci accontentiamo di politiche spot: l’ambiente deve essere al centro dell’agenda di governo: ambiente e scuola sono i pilastri su cui costruire il nostro futuro”.

Tra le diverse iniziative avviate da Save the Children sul territorio, i 24 Punti luce attivati nelle aree svantaggiate delle città di 14 regioni per offrire opportunità formative gratuite a ragazzi tra i 6 e i 17 anni, e gli Spazi mamme dedicati a madri e piccoli 0-6 anni in situazioni di marginalità.

 

 

 

Redazione da Ag. di I.

 

 

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