Pastorale Giovanile. Card. Bassetti (Cei): “Fede e fiducia per non sprofondare nelle acque, nella depressione, nel senso di fallimento”

Redazione1
di Redazione1 maggio 1, 2019 23:16

Pastorale Giovanile. Card. Bassetti (Cei): “Fede e fiducia per non sprofondare nelle acque, nella depressione, nel senso di fallimento”

Nel corso della veglia da lui presieduta ieri sera nel Duomo di Monreale, all’interno del Convegno nazionale di Pastorale giovanile che si sta svolgendo in Sicilia, il card. Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, ha invitato quanti si occupano dei giovani a guardare “alla fede e alla fiducia che servono per non sprofondare nelle acque, per non sprofondare nella morte, nella depressione, nel senso di fallimento”. Il brano evangelico proposto al centro di questa esortazione è proprio quello di Gesù che cammina sulle acque. Nell’invitare a guardare a “Pietro, in nome di tutti i discepoli spaventati, terrorizzati dalla morte del maestro”, il presidente dei vescovi italiani ha spiegato che “Pietro affonda perché non crede nella fede che ha dentro di sé e nelle ragioni della fiducia che lavorano sempre dentro il cuore di ogni uomo a dispetto dell’uomo stesso.

Pietro non crede nelle ragioni del vivere che sono più robuste di ogni tempesta. E quante tempeste – ha aggiunto – abbiamo dovuto affrontare e affronteremo nella vita”. Ha ricordato che il Signore spesso “ripete ai poveri come noi” incoraggiamenti: “Vai, la tua fede ti ha salvato”, e ancora “Alzati, cammina”. “Gesù c’è per dare coraggio al nostro coraggio, non per sostituirsi a noi. Gesù – ha detto il card. Gualtiero Bassetti – ha fede nella nostra povera fede e con ostinazione continua sempre a tenere aperta la porta dell’amore e della misericordia nei nostri confronti. Sempre, ragazzi! Sempre! Non crede al nostro posto, però. Non vuole agire al nostro posto. Nessuno – ha aggiunto – può vivere la nostra vita, nessuno può vivere la vita al posto di un altro, nemmeno Dio, nemmeno Gesù. Il maestro ci invita a tirar fuori tutto il coraggio che serve per vivere la nostra vita nonostante anche tante lacrime”.

Ha poi richiamato il “Salvami!” che Pietro ha detto a Gesù: “Più che dalle acque, Gesù salva Pietro dalle sue paure e dai suoi fantasmi. L’obiettivo – ha detto – non è saper camminare sulle acque, sfidare il mondo, semmai è continuare in quella forza interiore che può garantire la nostra navigazione nel mare, anche se è in tempesta. Credere che è sempre possibile camminare, perfino sulle acque mosse. A questo serve il legame con Gesù, a questo serve il gesto di tenerezza di Gesù che prende per mano Pietro strappandolo dalle morse della morte”.

Ripercorrendo la “Christus vivit” con quanti nelle diocesi d’Italia si occupano di giovani, frère John di Taizè ha approfondito il tema della giovinezza, anche della Chiesa: “Chiesa giovane non nel senso che imita le mode di questo mondo, ma perché ritorna continuamente alla sua fonte per ritrovare nuovo slancio. Esempio perfetto di questa Chiesa – ha detto – è Maria”. La Chiesa e della pastorale giovanile hanno allora un compito preciso: “collaborare alla formazione dei giovani perché ritrovino i valori che umanamente appartengono alla loro età, ma che sono spesso affogati dalla società che invecchia: parlo – ha detto frère John – della capacità di sognare, dello spirito di avventura e di rischio, della disponibilità… in una parola la speranza”.

A lui è stata affidata la lettura sistematica dell’esortazione “Christus vivit”: una “passeggiata” attraverso l’esortazione apostolica di Papa Francesco che il relatore ha intitolato “Verso la vera giovinezza”. “Quello che mi ha colpito di più è il fatto che nel documento la giovinezza non è una questione di età cronologica, ma un atteggiamento fondamentale dell’essere umano, che forse è più forte all’inizio della vita ma che resta accessibile in ogni momento dell’esistenza. La giovinezza – ha detto frère John – è uno stato del cuore che “comporta una sana inquietudine e una libertà interiore che non solo la società odierna non favorisce ma che anzi impedisce e ne crea in cambio una falsa, fatta di sonnolenza, di dipendenza e ossessione”.

La soluzione, però, c’è: “E’ Gesù che ci rivela la vera giovinezza, lui che ha percorso le tappe della gioventù e che è il sempre giovane”. Ed ha aggiunto: “Quello di Papa Francesco è un programma per il rinnovamento della pastorale della Chiesa con le nuove generazioni. È chiaro che questo non è un partire da zero perché molti degli elementi che possiamo mettere in rilievo nell’esortazione apostolica che stiamo osservando e che ritroviamo nel suo magistero papale sono già vissuti da tanti animatori di giovani, preti e laici. In ogni modo, davanti alla tentazione del pessimismo così diffusa oggi – ha detto frère John -, quando in tante parti dell’Europa vediamo le nostre chiese svuotarsi, soprattutto di giovani, è importante capire che il cammino in avanti non consiste nell’imitare le strategie del mondo attorno a noi, ancora meno nelle false immagini della gioventù veicolati dai mass media, ma invero ritorno alle fonti. Sta a noi scoprire in Gesù Cristo la vera sorgente della novità, e di seguire l’esempio di Maria. Scoprirlo, viverlo e indicarlo a chi ci guarda per capire ed imparare”.

 

 

Redazione da Ag.di I.

 

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