Nella prova, insieme ai Gruppi di preghiera delle Madonie e dei Nebrodi, invochiamo l’aiuto di S. Michele Arcangelo

Redazione1
di Redazione1 Aprile 19, 2020 18:55

Nella prova, insieme ai Gruppi di preghiera delle Madonie e dei Nebrodi, invochiamo l’aiuto di S. Michele Arcangelo

Ancora un richiamo che si ispira ad una fervida e diffusa spiritualità devozionale siciliana, quello che ci giunge dai colli delle Madonie e dei Nebrodi. Testimonia il saldo legame di religiosità che unisce, nell’impegno di speciale e costante preghiera, i numerosi Gruppi di devoti dell’Arcangelo Michele. Un segnale che ci riporta a momenti importanti di storia, di fede e di invocazione salvifica, riguardanti il potente Spirito celeste, “mano destra di Dio”, seguendo un filo di memorie che passa attraverso le figure di tre grandi papi, nonchè di quella di un insigne cardinale, figlio stimato di questa terra.

 

Il primo è Papa Francesco, convinto sostenitore  della devozione all’Arcangelo Michele, che, in queste feste pasquali, avendo usato un altare siciliano proveniente da Polizzi (PA), regalato, a suo tempo, dal Cardinale Mariano Rampolla del Tindaro (di cui porta lo stemma), ci ricollega a Leone XIII, al tempo in cui il porporato era Segretario di Stato. Ed è proprio questo Pontefice, la cui opera è stata foriera di una forte carica innovativa, che richiama l’attenzione verso il Principe della milizia celeste, per cui Leone XIII formulò la nota e ardente preghiera a difesa delle azioni malefiche che provengono dal maligno.

Fu “Il 13 ottobre 1884, quando Leone XIII, finita di celebrare la Santa Messa nella cappella paolina, rimase immobile per alcuni minuti. Poi, si precipitò verso il suo ufficio senza dare la minima spiegazione a chi era vicino a lui e che l’aveva visto impallidire. Subito dopo compose una preghiera a San Michele Arcangelo, dando istruzioni perché fosse recitata ovunque al termine di ogni Messa.

Successivamente, il Papa darà la sua testimonianza di quanto gli era accaduto, raccontando di aver avuto una visione terrificante. «Ho visto la terra avvolta dalle tenebre e da un abisso, ho visto uscire legioni di demoni che si spargevano per il mondo per distruggere le opere della Chiesa ed attaccare la stessa Chiesa che ho visto ridotta allo stremo. Allora apparve S. Michele che ricacciò gli spiriti malvagi nell’abisso”.

Ecco, in sintesi, la preghiera formulata da Leone XIII:

“San Michele Arcangelo, difendici nella battaglia contro le malvagità e le insidie del diavolo, sii nostro aiuto. Ti preghiamo supplici: che il Signore lo comandi ! E Tu, Principe della milizia celeste con la potenza che ti viene da Dio, ricaccia nell’inferno satana e gli altri spiriti maligni, che si aggirano per il mondo a perdizione delle anime.  Amen

Questa preghiera, che si recitava in ginocchio, solennemente, fu soppressa dopo il Concilio Vaticano II.  Poi, nel 1987, Giovanni Paolo II, in visita al santuario di San Michele Arcangelo sul monte Gargano, ebbe a dire: “Questa lotta contro il demonio, che contraddistingue la figura dell’Arcangelo Michele, è attuale anche oggi, perché il demonio è tuttora vivo e operante nel mondo”. E poi: “Chiedo a tutti di non dimenticarla e di recitarla per ottenere aiuto nella battaglia contro le forze delle tenebre e contro lo spirito di questo mondo ».

Ancor prima, nel 2015 a Petralia, in un messaggio direttamente espresso in una sua apparizione, lo stesso S. Michele aveva chiesto testualmente: “Successore di Pietro rimetti la mia preghiera e io libererò la Chiesa dalle tentazioni di satana!”. Allo stesso modo, questo rapporto speciale del santo Arcangelo col luogo siciliano, si era manifestato quando indicò un punto di fronte a Petralia Sottana, dove desiderava che fosse collocato un suo quadro, quale punto di richiamo e incontro per i fedeli suoi devoti.

Tutti segni, manifestazioni che stanno ad indicare la particolare sensibilità spirituale e devozionale che fa della gente delle Madonie e dei Nebrodi (ME) la parte più attiva tra i Gruppi di preghiera di San Michele Arcangelo in Petralia. Insieme a questi devoti, dunque, nel difficile momento di prova,- date fra l’altro le insicurezze che ci sembra di  riscontrare in coloro che gestiscono dall’alto l’emergenza – poichè c’è da essere molto più fiduciosi nell’aiuto celeste, tutti quanti, uniti su Facebook ogni giorno alle 16, contro la pandemia invochiamo l’intervento dell’invincibile Difensore del popolo di Dio.

(link da w.sanmichelearcangelopetralia.it).

 

A. Majolino.

 

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