Riflettendo sul Mistero dell’Assunzione, “Maria un rifugio sicuro per noi”

Redazione1
di Redazione1 Agosto 17, 2024 00:15

Riflettendo sul Mistero dell’Assunzione, “Maria un rifugio sicuro per noi”

Con la solennità liturgica della Vergine Maria assunta in cielo si celebra la redenzione totale di una creatura umana, dopo quella di Cristo. La Parola di Dio ci rivela che quando il Signore Gesù ritornerà nella gloria allora “risorgeranno coloro che sono di Cristo”. In attesa che si compia questo evento risolutore della storia dell’umanità, la Chiesa insegna che c’ è una creatura umana, che già partecipa della gloria del Cristo senza avere conosciuto la corruzione della carne.

Ma per quale ragione la Vergine Maria ha goduto di questo privilegio?  Perchè nessuna creatura umana ha seguito fedelmente i passi del suo divin Figlio – dalla culla di Betlemme al Calvario – quanto la Vergine Maria. Ma il fatto che Maria santissima viva ora in cielo non l’ha allontanata da noi? Al contrario, l’ha resa ancora ancora più vicina. Quando viveva in terra poteva essere vicina solo alle persone che incontrava fisicamente. Ora che vive in Dio può essere vicina tutti e soccorrere l’umanità con la sua bontà materna. E’ per questo motivo che il popolo di Dio si sente così attratto dalla Vergine e partecipa sempre numeroso alle feste in suo onore. Sa di potere confidare nella sua dolcezza e nella sua misericordia, sa di poterla sceglierla come guida e maestra di vita, sa di poterla invocare per averla al proprio fianco nella lotta contro il male e il peccato, sa di poterne sperimentare la potente intercessione presso il Figlio.

Poiché da Lei è nato il Salvatore del mondo, ciò che sta particolarmente a cuore alla Vergine Maria è che suo Figlio sia conosciuto e amato da tutti. Il linguaggio della Madonna è curioso: Quando parla al Figlio, Gli dice ciò di cui abbiamo bisogno noi e quando parla a noi è per dirci: ‘Fate tutto quello che lui dirà”. Lei ci invita a fare quello che suo Figlio ci dice perché l’amicizia di Gesù rende più bella, più vera, più umana la nostra vita qui in terra. Inoltre, l’amicizia di Gesù è la via sicura per raggiungere il posto che Egli ha preparato a coloro che credono in Lui nel suo regno di luce, di pace e di gioia.

E quando la sofferenza fisica, morale e spirituale sembrano prendere il sopravvento e farci perdere la speranza in questo futuro di bene che ci attende, la Vergine Maria diviene per noi come rifugio sicuro, e  l’Ave Maria è la preghiera di riserva. Con l’Ave Maria non ci si può perdere perchè ci pone nel Cuore protettivo della Vergine. Guardando a Lei, che non ha conosciuto la corruzione della carne, noi impariamo che il nostro “andare” ha una meta sicura. La sua presenza in cielo e tra noi ci dice che noi siamo attesi! Dio ci aspetta! Dopo la morte non cadiamo nel nulla, non subiamo la distruzione, ma al contrario troviamo l’Amore Eterno e con Lui tutte le persone che abbiamo amato e ci hanno amato.

Il rapporto di Maria con la Trinità è continuo; tutti gli aspetti della sua esistenza appartengono a quel mistero: l’ideazione della sua singolare vocazione, la sua concezione immacolata, la sua perpetua condizione verginale, la sua divina maternità, la sua compagnia materna data al Figlio in ogni passaggio della sua missione messianica, la sua maternità ecclesiale. È certamente vero che nessuna creatura ha avuto né avrà tanta relazione con la Trinità. Ciascuna delle tre divine Persone ha posto sull’esistenza di Maria, in modo proprio, l’impronta della sua somiglianza.

Giovanni Paolo II dopo secoli non ha esitato, direttamente o indirettamente, a schierarsi per la realtà della Vergine Assunta, con un aspetto di questo mistero che ci tocca profondamente quando ci chiediamo quale possa essere il ruolo di Maria una volta raggiunta una simile meta: “Assunta alla gloria celeste Maria si dedica totalmente all’opera della salvezza per comunicare ad ogni vivente la felicità che a le è stata concessa. È una Regina che dà tutto ciò che possiede, partecipando soprattutto la vita e l’amore di Cristo”. Maria quindi diventa quella Madre che vede e considera il nostro percorso di pellegrini dal traguardo, dalla Luce che tutto illumina e a cui dona un senso. Il progetto di salvezza che l’Altissimo, sempre creante, dona nella storia e trova e in lei un appoggio e una sicurezza indefettibile che si riversano su di noi.

Maria, con l’Assunzione, rivive in modo inverso, la grazia e la gioia dell’incarnazione; lei, per così dire, esperimenta un nuovo rapporto con Gesù, quasi una restituzione dell’amore che egli le riserba accogliendola in Cielo: «Così com’ella l’ha accolto nell’ambito delle cose umane, allo stesso modo egli ora la fa entrare nella sua vita divina ed eterna. Entrambi gli atti sono in sé completi ed includono globalmente l’uomo, l’anima e il corpo. […] È un ciclo anche quello tra la Madre e il Figlio, in quanto come una volta la Madre ha pronunciato un sì nei riguardi del Figlio e di tutto ciò che lo riguarda, allo stesso modo è il Figlio che oggi pronuncia un grande sì verso la Madre» .

La Vergine riceve la grazia dell’Assunzione, come aveva ricevuto quelle dell’Immacolata concezione, dell’annunciazione, della maternità divina. Tenendo conto questo grande aspetto del mistero cristiano (l’attività di Dio e la passività della creatura), è proprio il caso di dire che il cosiddetto “autogiudizio”, su cui tanto s’insiste in questi anni, non si dà nel senso più serio in cui si deve dire dell’ultimo giudizio di Gesù sui singoli uomini e sulla storia.

Il giudizio ultimo è l’estremo atto salvifico che Gesù, quale fratello necessario, porrà come Redemptor hominis e come Salvator mundi. In quanto iniziativa del Padre, l’Assunzione conferma in modo chiaro che nel cristianesimo non esiste l’auto-redenzione e, perciò, neppure l’auto-giudizio e l’auto-glorificazione. Maria non si è auto-redenta (è il senso dell’Immacolata concezione); perciò non si è neppure auto-glorificata (è il senso dell’Assunzione). Gesù salva lei e i suoi tre popoli: il popolo di Adamo di cui è la figlia migliore; il popolo d’Israele, di cui è il “resto santo”; il popolo della Chiesa, di cui è il beato inizio.

 

 

 

Redazione da ss. di inf.

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