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Ucraina, card. Zuppi a Kiev e Mosca. Mons. Pezzi (Mosca): “Speriamo in un primo passo verso una pace giusta e duratura”
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L’idea centrale che sostiene la missione affidata al cardinale Zuppi, è che il tentativo di trovare percorsi di pace tra Mosca e Kiev non è «impossibile». Ufficialmente, in atto, sui due fronti non c’è alcun dialogo in corso, ma la serie di dichiarazioni delle diverse parti in causa invitano a non tralasciare neppure un minimo particolare di quanto è stato detto.
Il mandato in questa prima fase non è certo quello di portare al tavolo Kiev e Mosca, «la missione di
pace affidata dal Papa al cardinale Matteo Zuppi – ha precisato il cardinale Pietro Parolin – dovrà cercare soprattutto di favorire un clima, un ambiente che possa portare a percorsi di pace». È l’impresa più ardua, perché nel pieno dei combattimenti le leadership temono che parlare di dialogo
possa essere equiparato ad arrendersi.
«Dobbiamo arrivare al giorno in cui potremo dire di aver posto fine a questa guerra con la nostra vittoria», ribadisce il presidente ucraino Zelensky, parlando della «pace che trasmetteremo ai nostri figli e nipoti come eredità della generazione attuale. Non abbiamo e non vogliamo altre alternative». La Cina, sospettata di giocare per Mosca, sembra voler invece rassicurare le cancellerie, annunciando che «compirà sforzi concreti per una soluzione politica alla crisi ucraina», ha
dichiarato l’inviato del governo cinese per gli affari euroasiatici, Li Hui, durante l’incontro con il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov.
“Preghiamo perché questa missione possa essere un primo passo verso una pace giusta e duratura”. Raggiunto telefonicamente dal Sir, mons. Paolo Pezzi, arcivescovo di Mosca e presidente dei vescovi della Federazione Russa, commenta così le parole pronunciate a margine di un incontro a Roma dal cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin circa la missione di pace del card. Matteo Zuppi a Kiev e a Mosca.
“Questa bella notizia – dice mons. Pezzi – mi ha raggiunto al mio sbarco a San Pietroburgo, dove mi attendeva un bellissimo
arcobaleno! Mi pare sia il commento del cielo: un arcobaleno che abbraccia, non divide”. Secondo l’arcivescovo di Mosca, “la missione può favorire un processo di pace grazie alla testimonianza del card. Zuppi che è un testimone di pace, che sa soffrire per la pace, che sa essere paziente”.
Alla domanda sulla probabilità di successo che questo viaggio può avere sul difficile cammino della pace, mons. Pezzi risponde: “Queste missioni non sono mai impossibili, né tantomeno di facciata, perché partono dalla certezza vissuta della pace in Cristo risorto. Domenica si celebra la Pentecoste, non dimentichiamolo”. A margine di un evento a Roma all’ambasciata d’Italia presso la Santa Sede, interpellato dai giornalisti, il card. Parolin ha annunciato che il card. Matteo Zuppi sarà interlocutore unico a Kiev e a Mosca per la missione di pace in Ucraina.
Redazione da Ag. di inf.



