Messina “Terra di santi”: “Eccezionale sollecitudine premurosa di S. Eustochia in un suo intervento salvifico”

Redazione1
di Redazione1 settembre 2, 2021 11:28

Messina “Terra di santi”: “Eccezionale sollecitudine premurosa di S. Eustochia in un suo intervento salvifico”

L’importante ruolo di intermediazione che fa di ogni santo un ponte fra l’essere umano e la Divinità, ci fa riscontrare spesso il particolare carisma taumaturgico della grande mistica francescana, Santa Eustochia Smeralda, figlia di S. Chiara d’Assisi. L’umile clarissa messinese innamorata del Crocifisso e Fondatrice del Monastero di Montevergine, da cui irradia una spiritualità che da secoli è ispiratrice di religiosità e vita consacrata. Non solo, ma anche per il fatto che la testimonianza delle tante persone che ne hanno invocato l’intercessione, ha messo in evidenza il suo carisma di mediatrice di grazie particolarmente premurosa e comunicativa, specialmente per il suo carisma di taumaturga.

Una Santa che risponde sollecita a chi le si rivolge con fede per chiederle aiuto nei momenti difficili, con i favori divini da lei ottenuti che spesso sono associati a segni straordinari: soprattutto odore di incenso, oppure profumo di rose, o di altri fiori, o con apparizioni in sogno, visioni o sensazioni di intensa gioia.

Fra le tante testimonianze di grazie custodite dalle Clarisse di Montevergine, quella di cui parliamo è certamente sorprendente oltre che edificante. Non solo ci conferma il grande potere di intercessione di Eustochia presso Dio, a beneficio di chi versa in gravi condizioni di necessità e la invoca, ma anche come essa sia anche sollecita nel dare con anticipazione segnali di amorevole disponibilità a concedere il suo intervento, anche quando non richiesto.

Infatti è davvero singolare e commovente, in questa occasione, constatare come la Santa intervenga spontaneamente a favore di una donna che non era neppure sua devota. E il modo in cui lo fa è davvero straordinario, dimostrando una sollecitudine di intervento improntata ad affettuosa preoccupazione, espressa in modo eccezionale, senza essere stata invocata, mediante la sua apparizione in sogno alla persona in fin di vita.

Non solo, ma a ribadire questa sua stupefacente e misteriosa intenzione di volerle dare aiuto, si serve di un’occasionale infermiera per invitare la malata a giovarsi della sua intercessione. Insomma, un evento davvero straordinario ed edificante! Che la Signora Maria Vitale Dal Campo, di Messina, nel lontano 1936, sinteticamente descrisse alle suore.

“Nel giugno del 1934, una gravissima malattia mi ridusse in fin di vita. Ebbi quindi il conforto degli ultimi sacramenti e mi preparavo a morire. Mentre ero assopita, mi si presentò una dolce visione: la figura di una monaca che identificai subito nella Beata Eustochia. La cosa mi sorprese non poco, soprattutto perché non ero mai stata devota della Beata.

Una persona chiamata in serata per praticarmi delle scarificazioni, commossa dal mio stato e dal dolore dei miei familiari, mi suggerì di rivolgermi fervidamente alla Beata. Io le parlai della mia visione e mi rivolsi con ardore e fede a Eustochia, con la sua immaginetta sul cuore, in fiduciosa attesa del miracolo della mia guarigione.

Si constatò subito un miglioramento sensibile che gradualmente mi portò a perfetta guarigione. Dalla morte, per intercessione della nostra potente concittadina, ero passata alla vita”.

 

 

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