Importanza della contemplazione nella civiltà del rumore. Nel silenzio e nella preghiera le claustrali intercedono per le sorti dell’umanità

Redazione1
di Redazione1 settembre 17, 2018 19:36

Importanza della contemplazione nella civiltà del rumore. Nel silenzio e nella preghiera le claustrali intercedono per le sorti dell’umanità

Il prezioso patrimonio della nostra identità culturale, dato dall’offerta sacrificale delle suore contemplative che dedicano la loro vita alla preghiera e al sacrificio per essere – come le definisce Papa Francesco – “Fari e fiaccole che accompagnano il cammino dell’umanità”, rafforza “i valori fondamentali della vita contemplativa”, le cui caratteristiche – silenzio, ascolto di Dio, stabilità – “possono e devono costituire una sfida per la mentalità di oggi”.  

Nella società del rumore in cui viviamo: rumore assordante non solo esteriore, ma anche interiore, i cui effetti si riflettono

negativamente sulla persona, rendendola spiritualmente vuota e superficiale, in atto si verifica un “fenomeno di ripresa di tante forme di preghiera e di nuove forme di vita contemplativa, nel popolo di Dio e in molte comunità religiose”. Una tendenza conforme all’importanza che la Chiesa attribuisce all’interiorità spirituale di ogni forma di vita consacrata, in particolar modo nel promuovere la vitalità e il rinnovamento degli Istituti specificamente contemplativi.

E’ infatti dedicata alla vita contemplativa femminile La Costituzione apostolica “Vultum Dei Qaerere – La ricerca del volto di Dio”, firmata da Papa Francesco, in cui si afferma che le religiose contemplative “si collocano nel cuore stesso della Chiesa e del mondo”. Una condizione che “Non è facile che questo mondo, per lo meno una larga parte di esso, comprenda la vostra speciale vocazione e la vostra missione nascosta – scrive Francesco alle contemplative – eppure ne ha immensamente bisogno”.

Anche noi messinesi, cui è dato il privilegio di avere un prezioso presidio spirituale rappresentato dal secolare monastero di Montevergine, dove una Comunità di clarisse vive un modello di vita claustrale secondo la Regola clariana, abbiamo motivo per essere sollecitati a conoscere meglio questa realtà carismatica ecclesiale, che è parte integrante della nostra identità culturale, così da poterne trarre maggior beneficio spirituale.

Infatti, sono proprio le suore dedite alla preghiera e alla contemplazione che Papa Francesco vede come “fari e fiaccole” che guidano e accompagnano il cammino dell’umanità. Un “dono inestimabile ed irrinunciabile” per la Chiesa, cui il Pontefice richiama i temi di riflessione e discernimento indicati nella Costituzione apostolica.

Ad esse, in un mondo che cerca Dio anche inconsapevolmente, è affidato il compito di “diventare interlocutori sapienti”, per “riconoscere le domande che Dio e l’umanità pongono”, ispirate alla necessità di intessere un dialogo con la società contemporanea, salvaguardando però “i valori fondamentali” della vita contemplativa, le cui caratteristiche – silenzio, ascolto di Dio, stabilità – “possono e devono costituire una sfida per la mentalità di oggi”.

Uno dei temi principali di riflessione indicati alle suore contemplative dal Papa, è quello della preghiera: “Midollo da vivere come un modo di allargare il cuore per abbracciare l’intera umanità”, in particolare i sofferenti e non come “un ripiegamento” della vita monastica su se stessa. “Pregate ed intercedete” per “le sorti dell’umanità”, scrive il Papa alle oranti, in tal modo, le comunità diverranno “vere scuole di preghiera”, alimentate dalla “bellezza scandalosa della Croce”.  D’altra parte, prosegue il Papa, “che ne sarebbe senza di voi della Chiesa e di quanti vivono nelle periferie dell’umano e operano negli avamposti dell’evangelizzazione?”.

Ora, in quest’ottica che pone l’attenzione sul beneficio proveniente dalle anime oranti, crediamo utile gettare lo sguardo sul patrimonio costituito da questa realtà esistente nella nostra città, ma anche in tante parti della Sicilia, al fine di avere maggior conoscenza di quanti e quali sono queste roccaforti di sostegno spirituale per tutti noi.

Questi i Monasteri in attività esistenti oggi in Sicilia, facenti parte della Federazione delle Clarisse “Santa Eustochia Calafato”, eretta ed istituita nel novembre del 1956 dalla Sacra Congregazione dei Religiosi.

ALCAMO (TP) – “Santa Chiara”; ALCAMO (TP) “Sacro Cuore”; BIANCAVILLA (CT) – “Santa Chiara”; CALTANISSETTA – “Santa Chiara”; CASTELBUONO (PA) – “Santa Maria degli Angeli”; MESSINA MONTEVERGINE – “Santa Eustochia Smeralda”; SAN GREGORIO (CT) – “San Giuseppe”; TERMINI IMERESE (PA) – “Santa Chiara”. Su ciascuno di questi Monasteri ci ripromettiamo di tornare in seguito.

Le clarisse che fanno parte di queste Comunità appartengono al secondo Ordine francescano: sono le seguaci di Chiara di Favarone, la giovane di Assisi che a 18 anni, attratta dalla testimonianza di Francesco e guidata dal medesimo Spirito, la notte del 18 marzo 1212, Domenica delle Palme, scappa di casa per raggiungere Santa Maria degli Angeli”. In quel sacro luogo, col sostegno e la benedizione del Frate di Assisi, Chiara prende la decisione irrevocabile di intraprendere “una nuova vita nelle mani del Signore. E da Francesco ottiene una prima Regola fondata sulla povertà”.

 

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