MESSINA – Il Santuario di Montalto

Redazione1
di Redazione1 dicembre 12, 2015 17:38

MESSINA – Il Santuario di Montalto

LA STORIA

A mezzogiorno, subito dopo il canto del gallo, il grande orologio astronomico incastonato nel campanile del Duomo di Messina, riproduce una scena che richiama la storia della fondazione del Santuario di Montalto: nel vuoto della finestra che si apre al terzo ripiano appare una colomba, che compie un largo giro sul monte, e subito dopo dal suolo, lentamente, si solleva una chiesa che riproduce il suddetto Santuario.duomo_005

Gli ideatori di questo grandioso meccanismo hanno voluto in questo modo rievocare quello che avvenne sul colle della Caperrina il 12 Giugno I286 ?.
Narra la tradizione che un fraticello di nome Nicola, sollecitato da una visione della Vergine Maria, convocò sull’altura i capi della città e il popolo, e lì, a mezzogiorno, una colomba bianca scese dall’alto e con il suo volo tracciò il perimetro della chiesa dove la Madonna indicava che questa venisse eretta su quel colle.

Nel Giugno del 1295 ? la chiesa era terminata e fu aperta al culto: all’inizio essa era soltanto di m. 8 a 14. con l’abside volta ad oriente secondo l’antica usanza. Essa nasceva in un contesto storico molto movimentato, legato alle vicende del “Vespro Siciliano”.
Il ?8 Aprile 1?8?, circa un mese dopo l’insurrezione di Palermo, anche Messina si ribellò ai Francesi, dando inizio a un periodo di lotte che si trascinarono per un ventennio, fino al 31 Agosto 1302, data in cui fu segnata la pace di Caltabellotta. Durante le vicende di questi anni i Messinesi avevano posto la loro fiducia nella protezione di Maria, oltre che nella forza delle loro armi, e a Lei rivolgevano continue preghiere. La Madonna rispose a queste richieste, proteggendo la città anche con segni visibili. Tra questi ricordiamo l’apparizione di una Bianca Signora sugli spalti della città, che rincuorava i soldati messinesi, nascondendoli dalle armi nemiche grazie al suo manto bianco, e incutendo spavento nei loro avversari.Santuario_di_Montalto_001

La chiesa fu intitolata S. Maria dell’Alto, e divenne poi S. Maria di Montalto.  Alcuni anni dopo, secondo la tradizione, I’8 settembre 1300, la chiesa fu dotata di un quadro della Madonna che sarebbe stato portato a Messina da una nave dall’oriente: fino a quando non fu presa le decisione di collocare il quadro proprio nel Santuario, nessuno dei marinai riuscì a sollevarlo. Esso fu gravemente danneggiato dal terremoto del 1908 per poi essere restaurato negli anni ’80 e posto sull’altare maggiore del Santuario.

Nella battaglia di Lepanto, avvenuta il 7 ottobre 1571, il popolo messinese pregava nel Santuario di Montalto per la vittoria della flotta cristiana. A ricordo di questa giornata il senato fece scolpire, probabilmente da uno dei Calamech, una statua in marmo della Madonna della Vittoria, che fu posta su una torre accanto alla chiesa, e ora si trova sulla facciata del nuovo Santuario fra le due torri campanarie. La statua ricorda vagamente la Dama Bianca che durante la guerra del Vespro si aggirava sulle mura della città per proteggere i messinesi.

Fin dalla fondazione il Santuario fu affidato alle cure di suore Cistercensi che avevano il loro monastero là dove ora sorge la Chiesa del villaggio Ritiro. Le Cistercensi sentirono presto il bisogno di costruirsi il monastero accanto al Santuario, acquistarono nuovo terreno e costruirono un convento che conobbe periodi di grande prosperità. Le leggi eversive fecero andar via le suore nel 1866 e il terremoto del 1908 lo ridusse a un cumulo di macerie insieme con il Santuario.

Gli Arcivescovi Mons. L. D’Arrigo (+1922) e Mons. A. Paino (+1967), insieme con Mons. F. Bruno (+1934), furono i principali artefici della ricostruzione del Santuario, nonché del rilancio della devozione alla Madonna. Nel 1946 il Santuario venne affidato alle cure dei figli di S. Alfonso Maria dei Liguori, i Padri Redentoristi. Dall’Agosto del 2003 la custodia del Santuario è ritornata alla Diocesi di Messina e affidata ad un sacerdote diocesano.

 

 
Valentina Todesco

Redazione1
di Redazione1 dicembre 12, 2015 17:38


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