Vaticano. Possibile un viaggio di Papa Francesco a Kiev ad agosto?

Redazione1
di Redazione1 Luglio 9, 2022 23:02

Vaticano. Possibile un viaggio di Papa Francesco a Kiev ad agosto?

Una visita lampo di Papa Francesco in Ucraina sembra davvero possibile. Il Pontefice potrebbe recarsi a Kiev anche nel mese di agosto. L’arcivescovo Paul Richard Gallagher, “ministro degli Esteri” vaticano, ha detto che “non escluderebbe” che il Papa andasse nella capitale ucraina nel prossimo mese. È una apertura importante, considerando la tradizionale prudenza della diplomazia pontificia.

Sono stati finora 64 gli interventi pubblici di Papa Francesco per la pace in Ucraina, disseminati tra gli appelli al termine degli Angelus e delle udienze generali e tra le varie interviste. Il Papa ha anche chiaramente fatto sapere di voler andare a Kiev, così come di voler andare a Mosca.

Se un viaggio a Mosca sembra ancora improbabile, da tempo il governo ucraino punta ad una visita del Papa, e l’invito del ministero degli Esteri è stato ribadito anche negli scorsi giorni. Parlando con il Tg1, l’arcivescovo Paul Richard Gallagher, ministro vaticano per i rapporti con gli Stati, non ha escluso la possibilità di un viaggio a Kiev.

“Sì – ha detto il ministro degli Esteri vaticano – credo che ritornando dal Canada si comincerà a studiare veramente le possibilità”. È stato chiesto, di rimando: il viaggio potrebbe essere imminente, anche in agosto? “Possibilmente, non lo escluderei, però molto dipende dai risultati del viaggio in Canada, vediamo come il Papa resisterà a questo viaggio che è anche molto impegnativo e poi vediamo”.

Gallagher ha anche detto che “il Papa è molto convinto che se lui potesse fare una visita potrebbe avere anche dei risultati positivi. Lui ha detto che andrà in Ucraina e lui si è sempre mostrato disponibile di visitare Mosca e di incontrare anche le autorità russe”.

Sulla concessione dello status di candidato all’Ucraina per diventare membro dell’Unione Europea, Gallagher ha risposto: “mentre siamo preoccupatissimi per le questioni ucraine e la risoluzione della guerra, in pari tempo siamo preoccupati per il futuro dei Balcani occidentali”.

L’arcivescovo Gallagher ha anche aperto alla possibilità di un incontro tra il Patriarca di Mosca Kirill e Papa Francesco a settembre. “Credo – ha detto – che se il patriarca e il Santo Padre viaggiano fino a Kazhakistan (a settembre, ndr) per questa grande conferenza delle religioni del mondo sì ci sarà un incontro. Bisogna tentare di superare difficoltà e malintesi per l’unità della chiesa”.

Sui contatti tra Vaticano e Mosca per un viaggio del Pontefice anche in Russia, monsignor Gallagher ha confermato che “in questo momento sono piuttosto istituzionali tramite Il nunzio apostolico a Mosca e dmitri kuleba. “Oltre a questo – ha aggiunto – non ci sono tanti contatti diretti o personali”.

Parlando con la Reuters, Papa Francesco aveva detto di voler andare in Ucraina e prima ancora di voler andare a Mosca, e aveva affermato che vedeva uno spiraglio. Subito dopo, erano arrivate, sull’agenzia russa Ria Novosti, dichiarazioni del portavoce del presidente russo Vladimir Putin Dmitry Peskov che affermavano come “il Cremlino non fosse a conoscenza di contatti sostanziali per una visita del Papa a Mosca. Una visita del genere dovrebbe essere preparata ai massimi livelli. Il Papa conosce la nostra posizione. Una visita al più alto livello dovrebbe essere preceduta da preparativi. Per quanto ne so, non ci sono contatti sostanziali su questo argomento”.

Diverso l’approccio ucraino. Dmytri Kuleba, ministro degli Affari Esteri, parlando durante un telethon tv che “Papa Francesco può venire in Ucraina quando vuole, perché sarà un momento di forte ispirazione e sostegno che gli permetterà di comprendere meglio le cause della guerra”.

Kuleba ha anche aggiunto che “il Papa è molto atteso in Ucraina e ricordiamo ai nostri colleghi in Vaticano che l’invito resta aperto. Può venire quando vuole. Siamo anche pronti a prepararci per la sua visita: questa visita è così importante per noi ucraini”.

Anche perché – ha detto il ministro degli Esteri ucraino – “il Papa mantiene un grande ruolo di pacificatore nella politica internazionale, e penso che capirebbe meglio le ragioni di questa guerra, vedendo con i suoi occhi la sofferenza. Ciò consentirebbe di trovare ulteriori modi per coinvolgerlo nella fine di questa guerra o nella risoluzione di alcune questioni umanitarie create da questa guerra”.

 

 

Redazione da A. di inf.

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