Santa Caterina da Siena: sapiente illetterata, fedele interprete del pensiero di Dio

Redazione1
di Redazione1 Aprile 30, 2022 22:26

Santa Caterina da Siena: sapiente illetterata, fedele interprete del pensiero di Dio

Tra le anime che hanno percorso il cammino della ricerca di Dio, chiamate a un  dialogo d’amore con il Creatore, e che hanno sperimentato un elevato livello di vissuto religioso, quelle delle consacrate votate alla vita mistica, hanno lasciato nei secoli segni particolarmente luminosi. Tra queste Caterina da Siena, che con san Francesco d’Assisi è patrona d’Italia, in quanto rappresentativa di un periodo importante della storia italiana e interprete brillante di una mentalità fruttuosa di impegno religioso e civile.

Caterina nacque a Siena nel 1347. Volendo fin da fanciulla consacrare a Dio la sua verginità, ottenne di portare l’abito domenicano del Terz’Ordine, ossia delle Mantellate laiche. Durante la sua vita praticò grandi mortificazioni e penitenze corporali. Entrò nel terz’ordine di san Domenico all’età di 16 anni e, nell’intimo della sua casa, cominciò una vita austera attestata anche da alcuni suoi scritti.

Il corpo epistolare della santa domenicana, anche se prodotto da persona assolutamente illetterata, è infatti un vero patrimonio di opere preziose, ricco di elevati sentimenti, ammonimenti e accorati appelli. Su queste epistole, più di trecento, diversi i libri scritti, diversi i dibattiti intellettuali e religiosi. “In sintesi, non è azzardato, certamente, affermare che le pagine vergate da Santa Caterina da Siena rappresentano uno dei più importanti documenti della storia della Chiesa del Medioevo”.

“I destinatari? Scorrere i nomi ci fa comprendere la portata dell’epistolario cateriniano: pontefici e regnanti; semplici religiosi o grandi presbiteri; uomini aristocrarici o di potere; e, in tutto questo elenco, vi è – senza dubbio – un ‘minimo comun denominatore’: Dio. Di come poterLo servire in giustizia e sapienza. Ogni punteggiatura, ogni carattere impresso in queste pagine trasuda della presenza di Cristo: Lui a dettare, Santa Caterina a trascrivere”. Era in grado di rispondere a complesse questioni dottrinali, che le venivano sottoposte da eminenti teologi.

“Attorno a lei si formò una piccola famiglia spirituale di amici. Lanciò incessanti appelli alla pace in tempi particolarmente torbidi, richiamò il papa da Avignone a Roma, gettò il seme della vera riforma della Chiesa, operò sempre per l’unità e la carità”.

Parole e sentimenti, sue chiare riflessioni in merito ai più disparati temi: dalla vita religiosa alla vita sociale dell’epoca; dai problemi morali a quelli politici che interessavano tutta la Chiesa, l’impero, i regni e gli Stati dell’Europa trecentesca. E a tanti svariati temi corrispondono molteplici chiavi di lettura. Fra queste chiavi, merita particolare attenzione quella che apre a diverse riflessioni sul carattere letterario dell’opera. Quella di un’umile vergine, scarsamente acculturata, in grado di rispondere a complesse questioni dottrinali, che le venivano sottoposte da eminenti teologi. Paolo VI, infatti, ha additato alla Chiesa intera la dottrina contenuta negli scritti della santa, pieni di afflato mistico, e l’ha proclamata «dottore» della Chiesa: prima donna definita tale accanto ai maestri della Tradizione.

Tra i doni mistici che hanno caratterizzato la vita religiosa di santa Caterina: le sacre stimmate, la coronazione di spine, lo sposalizio mistico, la sapienza infusa, l’estasi.

 

 

 

Redazione da a. di inf.

 

 

 

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