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Spirito di adattamento e ripresa nei cambiamenti, in una società in costante evoluzione
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I cambiamenti nella vita dell’essere umano non avvengono sempre in modo naturale, graduale e favorevole. A volte si verificano attraverso passaggi rapidi, critici, o traumatici, ma gli effetti che ne derivano variano molto da persona a persona in base al modo in cui il cambiamento viene percepito, vissuto e soprattutto gestito.
Le possibilità di adattamento, pertanto, dipendono molto dai comportamenti adottati, aventi il loro punto di forza nelle risorse psicologiche, intellettuali, spirituali, e, per i credenti, nella fiducia dell’aiuto divino: importanti per trovare i rimedi necessari ad affrontare nel modo migliore i cambiamenti più impegnativi. Su questo importante argomento, così attuale in tempi di emergenza pandemica, ci danno modo di riflettere le interessanti considerazioni di Gabriella Forlese.
Come ci ha insegnato Charles Darwin, non sono le persone più forti della specie a sopravvivere, e neppure quelle più intelligenti: gli
individui più resistenti e duraturi sono quelli più inclini al cambiamento. Nella vita non ci sono certezze, né percorsi garantiti. Solo un fattore rimane costante nel tempo e immutato per tutti: ovvero che tutto ciò che ci circonda, prima o poi, cambia.
Il cambiamento coinvolge ogni fattore intorno a noi e travolge ogni elemento, trascinandolo in un flusso che si muove: le persone cambiano, i sentimenti mutano, tutto cambia inesorabilmente, e noi stessi oggi non siamo più ciò che eravamo ieri e non siamo ancora ciò che saremo domani.
Una condizione, quella del cambiamento, che appare quindi naturale, ma che in realtà spaventa la maggior parte di noi: di qualsiasi cosa si tratti, affrontare il cambiamento ci fa sentire spesso impreparati e nudi di fronte ad un futuro che non conosciamo.
La maggior parte di noi ha paura dei cambiamenti perché li interpreta come eventi sconosciuti e potenzialmente negativi e dolorosi. Un retaggio culturale che ci portiamo dietro sin dalle prime memorie, quando abbiamo affrontato il primo grande cambiamento venendo al mondo e vivendo il dramma della separazione dal corpo della madre. È questo il motivo che forse spinge la maggior parte delle persone a rimanere aggrappate ad una situazione che conoscono, nonostante questa sia negativa, piuttosto che lanciarsi incontro alle novità ed assecondare il cambiamento.
Per affrontare il cambiamento in modo virtuoso, invece, è importante interpretare questo elemento come una condizione intrinseca della vita stessa come un’opportunità per crescere, imparare e migliorarsi. La maggior parte delle volte un cambiamento non avverte: arriva repentino, lasciandoci indifesi di fronte alle sue nuove evidenze.
Fondamentale è accettare e seguire il flusso degli eventi, che non vuol dire rassegnazione o passività. L’accettazione richiede coraggio, determinazione ed onestà. Accettare i cambiamenti significa anche diventare consapevoli degli aspetti che ci mettono più in difficoltà, come quelli che non vogliamo affrontare ma che ameremmo tanto cambiare, se solo avessimo un pizzico di coraggio ed apertura in più. Come un rapporto sentimentale ormai logoro o un lavoro che non ci rappresenta più. Significa agire, trovando nuovi stimoli e nuove soluzioni che permettano di adattarci alla novità e proseguire nella vita. Significa vivere, accettando che tutto cambi e si evolva. Significa acquisire consapevolezza che ogni cambiamento è giovamento e quindi da interpretare con valenza positiva.
Ribaltiamo la prospettiva e guardiamo con entusiasmo e curiosità all’ignoto: i cambiamenti, infatti, sono piccoli o grandi sorprese e come tali possono essere interpretati, come nuove sfide ogni giorno. Affrontare i cambiamenti con un approccio divertito, significa
quindi considerare ogni giornata una nuova avventura che porterà imprevisti e novità.
L’esperienza della pandemia ci sta insegnando, ora più che mai, quanto sia importante sapersi adattare e seguire il flusso degli eventi. Ed ecco che, malgrado le numerose restrizioni attuate in nome della sicurezza collettiva, cerchiamo comunque di andare avanti, di adattarci appunto, trovando un appiglio nella quotidianità che ci spinga oltre l’incertezza del momento, verso la realizzazione di noi stessi. Trovare sempre una via d’uscita, un’alternativa, che ci permetta di progredire ed evolvere malgrado il forte momento di staticità collettiva mondiale che stiamo vivendo.
Gabriella Forlese



