FIUMEDINISI – Luogo incantevole dei colli Peloritani, tra “il magico e il leggendario”, dove scorre il “fiume di Dioniso”

Redazione1
di Redazione1 settembre 11, 2018 08:15

FIUMEDINISI – Luogo incantevole dei colli Peloritani, tra “il magico e il leggendario”, dove scorre il “fiume di Dioniso”

Un interessate lavoro di ricerca linguistica che oltre alla dotta spiegazione dei toponimi che lo caratterizzano, ci fa scoprire il ricco patrimonio storico, religioso, monumentale e naturalistico di uno stupendo Paese dei Peloritani di origine greca. Componente significativa della costellazione di siti antichi e prestigiosi, che compongono e contraddistinguono il variegato “mosaico” identitario del Territorio Messinese. (A.M.)  

Ci sono toponimi che appaiono interessanti anche nel nome che portano.

Fiumedinisi, comune in provincia di Messina, potrebbe sembrare il “fiume di un tale Niso” e la voce dialettale corrispondente, Ciuminisi, rafforzerebbe questo significato: ciumi “fiume” i “di” Nisi “Niso”. Invece Dinisi era un nome unico e significava Dioniso. Dioniso con il tempo divenne Niso, un ipocoristico aferetico, cioè un vezzeggiativo a cui era stata tolta la sillaba iniziale, come si vede da Valle del Nisi e dal nome fiumedinisani o fiumenisani, in dialetto ciuminisani,per indicare gli abitanti.

Troviamo citato, nell’anno 1096 (Dizionario di Toponimastica,1990), il flume Dionysii e nel 1034 un Casalis Fluminis Dionysii (Amari 1859, 36). Secondo la tradizione Fiumedinisi corrisponde a una colonia fondata dai greci, nel VII secolo, di nome Nisa, la ninfa, che secondo la mitologia greca allevò Dioniso. Anche la sorgente “Vacco” che rifornisce d’acqua il comune di Fiumedinisi, significava “Bacco”, come i romani chiamavano Dioniso.

Dioniso era il dio delle piante, dell’estasi, del vino e della danza, la divinità della forza produttiva della terra e della linfa vitale della natura, tutto ciò che non mancava a Fiumedinisi. Ma a dare linfa vitale alla cittadina concorrevano tante altre risorse. Intanto la sua posizione.

Fiumedinisi sorge nella Valle del torrente omonimo ad un’altezza di 190 metri s.l.m. e il suo territorio si estende dalla collina fino alla cima più alta dei monti Peloritani, il monte Scuderi (m. 1253), dalla cui vetta, pianeggiante come una terrazza naturale, il panorama spazia dall’Etna sino all’Aspromonte, dallo Ionio al Tirreno. Monte Scuderi è un luogo magico e leggendario e molte sono le storie fantastiche che si raccontano, alla base delle quali c’è la presenza nei suoi anfratti misteriosi, della Truvatura, “tesoro nascosto” da creature soprannaturali, che non permettono all’uomo di scoprirla. Dal 1998 è stata creata La Riserva naturale di Fiumedinisi e del monte Scuderi. L’area protetta presenta rocce e minerali di grande valore geologico, una flora impreziosita dall’ erica arborea e dalla vegetazione a roverella; nella fauna regnano varie tipologie di animali e splendidi uccelli, come la coturnice di Sicilia, bell’esemplare di fauna selvatica dell’Isola.

Proprio in quanto ricca di acque e giacimenti minerari, Fiumedinisi attrasse greci, romani e arabi. Furono proprio gli arabi a creare opere di canalizzazione per l’irrigazione dei campi e per una nuova agricoltura, pistacchio, lino, gelso, cotone, melone, e a edificare, come fortezza, il castello Belvedere, in un luogo strategico, a m.750, che domina tutta la valle del Nisi. L’attività nelle miniere era già ai tempi dei Greci. Ma tutti i popoli le sfruttarono. Pare che re Ruggero II (1095-1194) utilizzò l’oro delle miniere per rivestire i capitelli del Duomo di Messina. Un ruolo importante nell’economia di Fiumedinisi lo ebbe la  lavorazione e il commercio della seta, già dal XII, XIII secolo, ma soprattutto tra la fine del Quattrocento e il Seicento.

Il periodo di maggiore splendore per Fiumedinisi fu quando divenne feudo dei baroni Colonna, che ricevettero l’abitato dal re Martino nel 1392, periodo di sviluppo economico e di pace, che durò fino al XVI e XVII secolo.  Quando durante la rivolta antispagnola di Messina del 1674-78, Fiumedinisi rimase fedele alla corona spagnola, i messinesi considerarono il paese come il loro peggiore nemico, e per rappresaglia lo assalirono e distrussero, compiendo varie nefandezze. Carlo II, per riconoscenza agli abitanti, lo ricostruì. Ma non ebbe il tempo di risorgere, che fu presto devastato da nuove sciagure, la peste del 1743 e l’alluvione del 1855, che distrussero gran parte del paese. Ma Fiumedinisi aveva ancora risorse indistruttibili, le miniere, che diedero lavoro fino al 1960, quando si estinse l’attività, l’agricoltura, l’abbondanza delle acque, la vera grande ricchezza di Fiumedinisi.

Il territorio è attraversato da molte fiumare e sorgenti naturali, come la Santissima, che ha origine in zona montuosa tra Fiumedinisi e Monforte San Giorgio, da cui parte un acquedotto che fornisce Messina e la sorgente “Vacco”, dalla quale parte quello che rifornisce il Comune di Fiumedinisi .

Il patrimonio monumentale della cittadina è uno dei più ricchi della zona ionica: il Castello Belvedere del IX sec.; il Palazzo della Zecca, di stile barocco, costruito nel 1669, spostando la sede di Messina a Fiumedinisi; la Chiesa di San Pietro, del XII-XIII secolo, di cui l’elemento più importante è il Campanile dell’XI secolo, antica torre di avvistamento; la Chiesa di San Nicola di Bari che durante il Medioevo fu probabilmente la Chiesa madre di Fiumedinisi; la Chiesa della Beata Vergine del Carmine del 1769; la Chiesa della Madonna delle Grazie, fine XVII sec., sul cui Sagrato vengono benedetti i defunti prima di essere tumulati nel Camposanto; la Chiesa di S. Anna, detta a Nunziatella del XII sec., meta di pellegrinaggio nella festa dell’Annunciazione; la Chiesa di S. Antonio Abate , in contrada Motta, con il particolare Portale Secentesco; la piccola Chiesa della SS. Trinità, un Santuario, meta di pellegrinaggio da centinaia di anni, il primo sabato e domenica di settembre.

Ma il monumento religioso più importante rimane il Santuario Maria SS. Annunziata, Chiesa Madre di Fiumedinisi, che risale al XII secolo. Intorno alla metà del XV sec., la Chiesa fu ampliata e, nei secoli seguenti si arricchì di opere d’arte di grande valore. Nel 1635, sul lato sinistro della Chiesa, fu edificato il Campanile, danneggiato dall’assedio messinese nell’ottobre del 1676 e dopo un paio di secoli, la notte del 25 marzo 1908, a causa di un incendio. Gli spagnoli avevano dedicato la chiesa alla Beata Vergine della Purificazione. Dopo il restauro, la Chiesa fu dedicata a Maria SS. Annunziata e, il 25 marzo 1976, divenne Santuario Diocesano ( cfr. http://www.comune.fiumedinisi.me.it/index.html).

Il santuario presenta nelle fiancate laterali 28 merlature con figure antropomorfe che, secondo una credenza del luogo, servivano ad allontanare gli spiriti del male. Ogni anno, a marzo, si svolge la festa patronale per Maria SS. Annunziata, con la processione della Madonna, dell’Arcangelo Gabriele e del Reliquiario in argento del Capello della Madonna. Il ferragosto con la processione della Vara, simile a quello messinese, ma con

personaggi veri si svolge la seconda domenica di agosto. La vigilia, di sera, vengono fatti “i Viaggi”, una processione di fedeli in ginocchio, tra la chiesa di San Pietro e quella dell´Annunziata. La Vara è un carro votivo in legno e ferro che risale al Seicento, dedicato all’Annunciazione del Signore, portata a spalla da circa 150 “devoti portatori”, tutti vestiti di bianco. Sulla Vara ci sono tre bambini, scelti fra i paesani, che personificano il Padre Eterno, la Madonna, l´Arcangelo Gabriele. oltre all’arciprete di Fiumedinisi, al vescovo di Messina e ai tre “Mastri”, eredi delle famiglie fiumedinisane che negli anni hanno contribuito alla costruzione della Vara. Partecipano alla festa ranni gente proveniente dai paesi della Valle del Nisi e centinaia di fiumedinisani che provengono da varie parti del mondo.

Bisognerebbe darsi da fare per focalizzare l’attenzione del mondo verso un centro di grande storia culturale e di incredibili ricchezze naturali. Può contribuirvi il turismo religioso, favorito dalla fede dei cittadini, dalla presenza di tante chiese e santuari e dalle bellezze naturali del luogo, che attraggono gente da ogni parte del mondo. Così come le popolazioni straniere hanno sfruttato in passato, per il loro arricchimento, tutte le possibilità che Fiumedinisi e i suoi dintorni offrivano loro, così oggi i fiumenisani, i soli possessori ormai di quella terra, meritano di essere incoraggiati e sostenuti, ove sia il caso, a incrementare e utilizzare al meglio le preziose risorse del loro paese.

 

Lucia Abbate

 

Redazione1
di Redazione1 settembre 11, 2018 08:15

RSS aleteia

  • I nuovi proletari e il dovere per il Papa di essere “avvocato dei poveri”
    Parole profetiche su quelli che oggi il suo successore Francesco chiama “gli scartati”. Un’analisi realistica sui grandi squilibri e sulle conseguenze dell’esodo verso i grandi agglomerati urbani. Una critica all’ideologia marxista e al suo materialismo ateo, ma anche una critica all’ideologia liberale che meno di vent’anni dopo avrebbe prevalso aprendo definitivamente la strada al turbo-capitalismo. […]
    Andrea Tornielli
  • “L’amore mi ha insegnato ogni cosa”. Un corto animato che offre preziose lezioni di vita
    di Franco Lanata Vi presentiamo un cortometraggio di Fred e Sam Gillaume intitolato “La volpe e l’uccellino”, che ci mostra in modo artistico, allegorico e semplice il valore e la bellezza delle relazioni personali. Come si vede, la trama non è complessa, ma la realtà umana che rappresenta sì. La storia narrata è quella di […]
    Catholic Link
  • Emozioni e “trucchetti da santi” (4/5): combattere la pigrizia con Girolamo di Stridone
    Come i santi più grandi hanno gestito le loro emozioni? Sulla scia di Edwige Billot (autrice in Francia di “Et si les saints nous coachaient sur nos émotions ?” [Téqui]), Aleteia vi propone di scoprire ogni giorno per cinque giorni un “trucchetto da santo” per orientare un’emozione secondo il cuore di Dio. The post Emozioni […]
    Mathilde De Robien
  • Il Papa, vaccini: sospendere a tempo la proprietà intellettuale
    È il tema del momento della politica, che deve fare i conti con economia ed interessi. È il tema di sempre di Francesco, che guarda costantemente agli esseri umani, specie se interessano a pochi. Los Angeles si illumina per uno spettacolo su YouTube, che vuole avere la forza di un movimento d’opinione in grado di […]
    Vatican News
  • Affidate tutte le vostre preoccupazioni alla Vergine Maria per camminare meglio verso il Signore
    Gesù ci ha dato Sua Madre, e non in un qualsiasi momento ma poco prima di morire (Gv 19, 26-27). Maria è anche nostra, sotto la Croce è diventata Madre della Chiesa. Lei ci è data per essere vicina a noi come segno discreto della sollecitudine del Padre, per condurci a Gesù, per aprirci all’azione […]
    Edifa
  • Come aiutare il figlio a trovare la sua vocazione?
    È sempre Dio che chiama. Ma Egli chiama con discrezione, come “un mendicante che bussa alla porta”. Affinché i nostri figli sentano la chiamata di Dio, è necessario che la loro attenzione si concentri su quest’unica domanda: qual è il piano d’amore che Dio ha per me? Non spingere il figlio a scegliere una strada […]
    Edifa
  • Festa della mamma: non dimentichiamo di celebrare la maternità spirituale di Maria e quella della Chiesa
    La festa della mamma ci invita a pensare non solo a colei che ci ha dato la vita e ci ha cresciuti, ma anche alla maternità spirituale di cui beneficiamo incessantemente: quella di Maria e quella della Chiesa. Come la Vergine Maria e la Chiesa esercitano la maternità? Attraverso il Suo “Fiat”, Maria acconsente al […]
    Edifa
  • Una mamma su due lascia il lavoro per la cura dei figli
    Oltre una mamma su due (53,3%) che si licenzia lo fa perché non riesce a conciliare con il proprio lavoro la cura dei figli, il tempo fuori casa e gli orari di scuole e asili nido. E’ quanto emerge dall’analisi dell’Unione europea delle cooperative (Uecoop) su dati dell’Ispettorato nazionale del lavoro in occasione della Festa della […]
    Agi
  • Lettera aperta in risposta a una mamma agnostica
    di Will Wright Questa lettera aperta è stata scritta in risposta a un articolo virale scritto da Amelia Kibbie e che si può leggere qui. Cara Amelia, nel momento in cui scrivo questo testo il tuo articolo è stato condiviso 20.928 volte solo su Facebook. È quindi chiaro che questo sentimento risuoni nel cuore di […]
    Catholic Link
  • Adrienne, una comunicatrice cattolica alla NASA
    Adrienne Alessandro O’Brien ha concluso gli studi presso la Facoltà di Comunicazione della Pontificia Università della Santa Croce nel 2007-2008. Dopo gli studi è stata scelta per lavorare non in un’organizzazione cattolica ma alla NASA, come responsabile della comunicazione del Goddard Space Flight Center. Il Goddard è un laboratorio di ricerca scientifica sul cosmo al […]
    Dolors Massot

Messina Religiosa su FaceBook

Facebook By Weblizar Powered By Weblizar

RSS Sir

Commenti recenti

     

    • 21:
    • 145:
    maggio: 2021
    L M M G V S D
    « Apr    
     12
    3456789
    10111213141516
    17181920212223
    24252627282930
    31  

    Login