Premio Nobel per la pace. Maria Corina Machado straordinario esempio di coraggio civile

Redazione1
di Redazione1 Ottobre 12, 2025 20:17

Premio Nobel per la pace. Maria Corina Machado straordinario esempio di coraggio civile

Una sorpresa per tutti, anche per l’interessata. Il Premio Nobel per la pace 2025 va a “una donna che tiene accesa la fiamma della democrazia tra crescente oscurità”, ha proclamato Jørgen Watne Frydnes, presidente del Comitato per il Nobel. Si tratta di María Corina Machado, leader dell’opposizione democratica venezuelana al Governo di Nicolas Maduro. Dopo essere stata esclusa dalla corsa per le elezioni presidenziali del 2024 e dopo la contestata – e non riconosciuta da gran parte della comunità internazionale – vittoria elettorale del presidente uscente, Machado ha scelto di rimanere nel suo Paese, rischiando ogni giorno l’arresto. Come leader del movimento democratico in Venezuela, “María Corina Machado è uno dei più straordinari esempi di coraggio civile in America Latina negli ultimi tempi”, ha affermato Frydnes, che ha esplicitamente fatto riferimento ai brogli avvenuti in occasione delle elezioni e alla successiva repressione.

“La signora Machado è stata una figura chiave e unificante in un’opposizione politica che un tempo era profondamente divisa. Un’opposizione che ha trovato un terreno comune nella richiesta di elezioni libere e di governo rappresentativo”, ha ricordato il Comitato norvegese per il Nobel. Lette in filograna, le motivazioni del premio evidenziano che, se da un lato la destinataria è la coraggiosa leader politica, dall’altro, idealmente, a essere premiato è tutto il popolo venezuelano, che da anni attende di vivere in democrazia e di uscire da una crisi economica e sociale che ha provocato l’esodo di un quarto della popolazione del Paese.

Moltissime le reazioni, da parte di autorità di tutto il mondo, alla scelta del Comitato norvegese. Tra queste, quelle del segretario di Stato vaticano, il card. Pietro Parolin, che in passato è stato nunzio apostolico a Caracas: “Spero che questa decisione possa davvero aiutare il Paese a ritrovare serenità e la via della democrazia e della collaborazione tra tutti e tra tutte le parti politiche” le sue parole.

La reazione del Governo di Maduro è, al momento, affidata al canale filogovernativo “Telesur”, che titola: “Da golpista a Nobel per la pace”. L’interessata ha ammesso di aver ricevuto come uno “shock” la notizia, giunta nel cuore della notte, e ha dedicato il premio al suo popolo. Quindi, sui propri profili social, ha scritto: “Siamo alle soglie della vittoria e oggi, più che mai, contiamo sul presidente Trump, sul popolo degli Stati Uniti, sul popolo dell’America Latina e sulle nazioni democratiche del mondo come nostri principali alleati per raggiungere la libertà e la democrazia”. Una dedica, quella rivolta a Donald Trump (il quale l’ha chiamata per congratularsi), che non è piaciuta proprio a tutti. In effetti, l’unità dell’opposizione, raggiunta prima delle elezioni sul suo nome, ha faticato a reggere, negli ultimi mesi, e una delle critiche mosse a Machado è, appunto, quella di una vicinanza, da alcuni ritenuta eccessiva, verso il presidente Usa.

Resta il fatto che l’assegnazione del Nobel è, di per sé clamorosa, e ha il merito di accendere mai come oggi i riflettori sul Paese e sulla mancanza di democrazia e rispetto dei diritti umani. Ne è, certamente, consapevole, la stessa Chiesa venezuelana, sempre a fianco del proprio popolo, che al momento, però, sceglie la strada del riserbo. La Conferenza episcopale non ha finora, commentato l’assegnazione Nobel, e così pure singoli cardinali e vescovi preferiscono attendere, come risulta al Sir anche da colloqui diretti con importanti figure ecclesiali. A parlare, sono, invece, giuristi, difensori dei diritti umani, attivisti. Da Washington dove presiede il Wola (Ufficio di Washington per l’America Latina), offre la sua riflessione al Sir Carolina Jiménez Sandoval, attivista di origini venezuelane. “Questa notizia – afferma – è stata, indubbiamente, una grande sorpresa. L’assegnazione va vista in un contesto ampio: il Comitato norvegese afferma con grande chiarezza che il mondo stesso vive un momento di grandi minacce alla democrazia. A mio avviso, questo Nobel è un riconoscimento alle lotte contro l’autoritarismo”. L’assegnazione del premio a Machado “dà al Venezuela grande speranza”.

 

 

 

Redazione da Ag. di inf.

 

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