Carlo Acutis. Don Maurizio Corbetta di Milano parla del giovanissimo Beato

Redazione1
di Redazione1 Giugno 20, 2024 00:05

Carlo Acutis. Don Maurizio Corbetta di Milano parla del giovanissimo Beato

La parrocchia di Maria Segreta a Milano è il luogo che il giovane Carlo Acutis, ormai “quasi santo”, frequentava quotidianamente per la preghiera e i sacramenti. Ora , la parrocchia è in festa per la bella notizia della canonizzazione del giovane Carlo. In una intervista rilasciata ad ACI Stampa, Il parroco don Maurizio Corbetta espone la testimonianza e i ricordi riguardanti la comunità del giovane quasi santo.

Premetto che io non ho conosciuto direttamente Carlo, precisa don Maurizio, perché il giovane Beato è morto nel 2006 e io sono arrivato a Santa Maria Segreta nel 2017. I ricordi che la comunità ha di questo ragazzo è la sua assoluta normalità, ciò che faceva Carlo nel suo tempo è ciò che fa ogni adolescente della sua età. Quindi studiare, giocare, amare le gite in montagna, stare con gli amici. Come sappiamo era un appassionato di computer, di Internet… Era sensibile verso i poveri con una particolare disposizione all’aiuto e alla vicinanza.

Riguardo a ciò che occorre sottolineare di questo ragazzo speciale e quindi indicarlo come prossimo Santo, il parroco sottolinea innanzi tutto la sua originalità. Una sua frase tra le più famose è questa: “ tutti nasciamo originali, ma molti moriamo come fotocopie”. Questa frase dice agli adolescenti e ai giovani di oggi di non sciupare la vita, non vivere semplicemente dietro al carrozzone del “fanno tutti così”, ma di essere originale, scoprire la propria vocazione, fare di tutto, anche superare qualche difficoltà per raggiungerla. Nella sacrestia di Santa Maria Segreta conserviamo una meravigliosa Pala del 1400 “L’incoronazione della Vergine da parte della Trinità” di Pietro Befulco.

Quando vengono i gruppi di ragazzi io parto da lì proprio per indicare che lì sta l’originalità… un conto è vedere una Pala meravigliosa tutta su fondo oro zecchino e un conto è vedere una fotocopia, una brochure. Nel volto di Maria, secondo anche la grande devozione che Carlo aveva, è impresso ogni nostro volto. Maria è esaltata nella comunione della Trinità perché ha detto di sì alla volontà di Dio, Maria non è una fotocopia, Maria è originalissima. Carlo ci invita proprio a contemplare quel volto lì, ad essere come Lei, a trovare la nostra originalità.

Molti giovani, lo sentiamo dalle cronache, sciupano la loro vita dietro al vizio, alla droga, al gioco e si sentono grandi e realizzati perché fanno atti di bullismo Carlo invece indica che ascoltando la parola di Dio, amando l’Eucarestia, si può vivere una vita pienamente realizzata. “L’eucarestia è la mia autostrada verso il cielo”, altra frase famosa pronunciata da lui per indicare che l’Eucaristia è un sostegno nel cammino, è una forza che mi fa andare avanti… lo dice anche il meraviglioso episodio biblico del profeta Elia.

Del giovane Beato, prosegue don Maurizio, abbiamo un quadro in un altare a lui dedicato. Questo quadro lo ritrae non come un “Santino”, ma come un ragazzo simpatico in maglietta che ogni adolescente potrebbe avere come amico. E’ presente anche una reliquia con un piccolo frammento del suo cuore per indicare che la sua presenza resta ancora molto significativa nella parrocchia in cui amava pregare, adorare l’Eucaristia, recitare il Rosario, accostarsi al sacramento della confessione. Diverse persone si accostano a questo altare per una preghiera di intercessione e devo dire che la notizia della prossima canonizzazione ha sicuramente aumentato questo flusso di persone.

Circa progetti e iniziative futuri da dedicare a Carlo, il parroco dichiara che certamente alla cerimonia della canonizzazione cercheremo di partecipare come comunità parrocchiale visto che il beato Carlo appartiene alla nostra comunità. Non penso ci saranno cose eccezionali, anche perché sono sicuramente lontane dai suoi intenti. La valorizzazione della preghiera e dei sacramenti penso sia il segno più bello per onorare questo ragazzo Santo, affidarsi alla sua preghiera di intercessione, perché la fede ci spinge a credere che è bello amare Dio, che è significativo per una comunità celebrare il suo amore. È bello avere un Santo amico che intercede per noi e quindi ci fa percepire da vicino la paternità di un Dio che vuole sempre il bene dei suoi figli, soprattutto quando stanno attraversando un momento di difficoltà, di sofferenza, di malattia, di dolore, di smarrimento, di lontananza da Lui.

 

 

 

 

Redazione da Ag. di inf.

 

 

 

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