Rita Fleres, una poetessa vera

Redazione1
di Redazione1 dicembre 3, 2016 00:36

Rita Fleres, una poetessa vera

La poesia di Rita sgorga spontanea come acqua viva dalla fonte inesauribfiori-di-cartaile della sua ispirazione, e ha il grande dono di coniugare in modo armonioso la stupenda musicalità dei versi, con la profonda espressività concettuale dei vissuti emotivi e sentimentali.

La raccolta di versi titolata “Fiori di carta”, presenta in modo felice e suadente un linguaggio espressivo interiore che fa parlare all’unisono mente, cuore e anima. Manifesta una vena poetica ricca di richiami e suggestioni emozionanti, ma anche un mondo palpitante e segreto, tenuto per tanto tempo nascosto a causa di forte pudore a difesa dei propri sentimenti, che ora, dischiudendosi, rivela tratti di umanità, sensibilità, affettività e spiritualità, che fluiscono limpidi, sinceri e avvincenti attravarso un’emissione lirica semplicemente incantevole.

Amuel

Alcune sue liriche:

                            

                           UN SALMO CANTA

Un Salmo canta/ “…all’aurora Ti cerco…”/ e dal profondo/ del mio essere,/ anch’io ogni giorno/ ti cerco Signore!/

per trarre linfa pura/ dalla palude triste/ della mia esistenza./

Lascia che la mia vita/ sia come l’aurora/ dopo una notte buia,/  senza stelle.

rita-fleres-3

 

                               GOCCIA DI LUCE

Una piccola goccia di luce come una lacrima dal cielo,

perfora la notte infelice dell’esistenza ed accende dolcemente la speranza mentre teneramente, risveglia la mia fede.

Goccia di luce che lo Spirito regala alla mia anima stanca riportandomi all’Amore infinito che non mi lascia mai.

                             UNA SCINTILLA

Signore,/ ho chiesto grazie/ prima che perdono!/

L’ansia delle domande/ mi lacerava il cuore./

Poi d’improvviso,/ nel buio fitto/ dello scoramento,/

una scintilla piccola/ di luce/ ha dato corpo/ a un nuovo sentimento: l’umiltà dolce e profonda/  dell’accettazione/come  mezzo supremo/ dell’0fferta/

e mute lacrime di gioia,/hanno lavato il cuore,/ ridandomi certezza/di tua misericordia.

__________________

PREGHIERA

Mani in preghiera 2 °La notte viene piano/leggera/ inavvertita/ed io/con occhi stanchi/sento/nell’ombra/i pensieri divenir reali/e le mani/chiare,/cercare nel buio/ quel gesto infantile/e rituale, della preghiera evocatrice./

Le pene del giorno/sopite e lontane, /sostituite/da nenie più note,/ricordi/emozioni/e poi/chiuso il dolore/nel cerchio del sogno.

__________________

Solo la poesia riesce a tradurre in parole evocatrici, ammalianti e liberatorie, affanni, gioie, speranze, dolori, e tutti quei moti interiori che altrimenti resterebbero chiusi per sempre nello scrigno segreto dei sentimenti. Queste deliziose liriche di Rita lo dimostrano assai bene.

Ninfea 3 °

ALI GRANDI

Ali grandi

leggere, accoglienti,

sospinte dolcemente

da zefiro antico,

mi sollevano

verso un infinito

agognato da sempre.

E il cuore si leva

e si eleva

fuori dalle angosce…

e si spegne il fuoco

della paura

e sorrido alla nuova

dimensione celeste.

COME CANDIDA NINFEA

Serenità

tanto invocata

ti concedi

affiorando

come candida ninfea

dallo stagno cupo

del dolore:

ciascun petalo

è un lieve sorriso

e larghi cerchi

all’acqua manifesti

col tuo sbocciare

ed ogni cerchio

che si allarga

e cede

dona l’accettazione

senza più sofferenza.

RISVEGLIO

Senti
l’alba
della gioia
riderti
dentro,
sai che adesso
non tornerà
il buio
a scavarti
nere occhiaie
notturne,
trovi
divelte
nel sorriso
le sbarre
dell’anima
… ed
assapori
pienamente
nel respiro
di oggi
la tua libertà
di cantare
alla vita.

__________________________________________________

PERCHÈ

Nella sofferenza,
una stanchezza mortale
ti avviluppa.
Cerchi di aggrapparti
come un naufrago,
ai ricordi felici
ma l’oggi è amaro
e vorresti un evento
che ponesse sollievo
alle tue angosce.
Preghi, ma nel cuore,
l’ansia e la paura,
di concerto,
cercano di demolire la speranza.
Il sorriso non sgorga più
come acqua chiara
dalla sorgente
del tuo cuore,
lacrime silenziose,
amare e ardenti,
ti scavano solchi dentro.
Perché, ti chiedi, perché…?
Non c’è risposta umana.
Ma sai che in fondo
all’anima, la fede
ti donerà la pace
se solo chinerai il capo
e non chiederai più.

Redazione1
di Redazione1 dicembre 3, 2016 00:36


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