Pandemia fase 2: fedeli con nostalgia di comunità “attorno alla mensa eucaristica”

Redazione1
di Redazione1 maggio 9, 2020 00:33

Pandemia fase 2: fedeli con nostalgia di comunità “attorno alla mensa eucaristica”

L’emergenza Coronavirus, con l’obbligatorietà restrittiva che ha imposto sotto vari aspetti su ciascuno di noi, ha inciso non poco sulla vita quotidiana di molte persone, anche a causa della sospensione delle celebrazioni liturgiche con concorso di fedeli. Per effetto di questa esclusione che si estesa anche alla vita spirituale, molti hanno accusato una specifica sofferenza nel vivere questo periodo di pandemia.   

Molti, nel sentirsi privati dei sacramenti, hanno avvertito fortemente la mancanza di questo fondamentale “nutrimento” spirituale, provando sentimenti di opposizione verso decisioni che sono apparse contrarie alle esigenze della loro fede e ai loro diritti di cristiani praticanti. In modo particolare hanno sofferto per essere stati sottoposti a isolamento forzato e quindi privati del vitalizzante rapporto interpersonale, che si alimenta nel mutuo sostegno con gli altri nel fraterno spirito della comunità.

Riguardo a questa nostalgia che ancora permane, per gli inevitabili tempi di attesa nonostante l’avvenuta firma del Protocollo tra Cei e Governo che apre alle messe con il popolo, i contenuti di un’omelia di Papa Francesco, di cui ci riferisce Andrea Tornielli, ci forniscono elementi di appropriata riflessione.

“Una familiarità senza comunità, senza il pane, senza la Chiesa, senza il popolo, senza i sacramenti, è pericolosa”. Francesco, nell’omelia della Messa mattutina di Santa Marta: un appuntamento che accompagna e conforta milioni di persone in questo tempo di isolamento forzato e aiuta a tenere unite le comunità, ha parlato del rischio di una fede vissuta in modo intimistico. La riflessione del Papa parte dal racconto del Vangelo di Giovanni: Gesù che attende i discepoli sulla riva del lago di Tiberiade, si intrattiene con loro e mangia insieme a loro il pesce arrostito sulla brace. È una familiarità che passa attraverso lo stare a tavola discutendo insieme.

Quella del cristiano, ha spiegato Francesco, è “una familiarità quotidiana con il Signore”, come quella di chi si siede a tavola per far colazione e parlare con naturalezza di ciò che gli sta a cuore. Una familiarità che è sempre comunitaria, pur essendo personale e intima. Perché una familiarità senza comunità, senza rapporti umani, senza la condivisione del pane, senza i sacramenti, può correre il rischio di diventare “gnostica”, evanescente. Cioè di ridursi a “una familiarità per me soltanto, staccata dal popolo di Dio”. Mentre quella

sperimentata dagli apostoli con Gesù è sempre stata una familiarità comunitaria, vissuta a tavola, segno della comunità, “con il Sacramento, con il pane”.L’isolamento a cui siamo costretti in questo momento a causa della pandemia, l’impossibilità di partecipare alla celebrazione eucaristica in questa situazione di emergenza, non deve portare con sé anche il rischio di assuefarci a vivere una fede intimistica. Milioni di persone oggi si collegano attraverso i mass media per cercare di vivere la loro appartenenza alla comunità, sono insieme attraverso uno schermo, senza esserlo fisicamente. Una modalità necessaria in questo momento, l’unica possibile nell’emergenza che tutti speriamo possa finire al più presto.

Ma questa non può farci dimenticare che la Chiesa, i Sacramenti, il popolo di Dio sono concreti. La familiarità vissuta attraverso i mezzi di comunicazione è un aiuto e rappresenta oggi – spiega il Papa – un modo per “uscire dal tunnel, non per rimanerci”. Francesco ci invita pertanto a non considerare normale questa modalità, che pure sta portando conforto a tante persone nelle ultime settimane sostenendole nella solitudine e nella prova. I cristiani infatti sono inseriti nella comunità, nel popolo di Dio. Un popolo in carne e ossa che spezza il pane, ascolta la Parola, condivide nella carità e annuncia da persona a persona, attraverso testimonianza di vita e concreta prossimità, la gioia del Vangelo.

Un popolo che sa sfruttare con creatività tutte le opportunità offerte dalle nuove tecnologie per mantenersi in contatto e raggiungere chi è solo, sempre in attesa, quando sarà possibile, di potersi ritrovare fisicamente attorno alla mensa eucaristica. Un popolo che si sente quotidianamente accompagnato dal Papa, e che guarda con gratitudine ai tanti sacerdoti, religiose, volontari che in questi giorni hanno trovato il modo di essere concretamente vicini ai morenti, agli ammalati, agli scartati, mettendo a repentaglio la loro vita e, in non pochi casi, anche sacrificandola.

 

 

 

Redazione da ag. di i.

 

 

 

 

 

 

Redazione1
di Redazione1 maggio 9, 2020 00:33


www.libreriadelsanto.it

RSS aleteia

  • Il cardinale Zuppi: durante la pandemia troppe polemiche, ora umiltà per tornare come prima
    Il vescovo di Bologna: “Eravamo sconsiderati, come i narcisisti e gli arroganti. Come chi pensa di potercela fare sempre, comunque. La normalità che dobbiamo presto conquistare è quella di una vita cambiata” «Non si può attribuire a Dio la responsabilità degli umani. Anche sul virus, un po’ di responsabilità ce la dobbiamo prendere. Dobbiamo chiederci […]
    Gelsomino Del Guercio
  • Lockdown, tassista offre corsa a bimba malata dalla Calabria al Bambin Gesù: nominato Cavaliere
    Alessandro Bellantoni, un “tassinaro” romano nominato Cavaliere della Repubblica per la sua corsa solidale in Calabria. Il gesto generoso per accompagnare nella fase 1 del lockdown una bambina di tre anni al controllo oncologico al Bambin Gesù di Roma Tra i 57 cittadini a cui il il 2 giugno il Presidente Mattarella ha attribuito a […]
    Silvia Lucchetti
  • La figlia di George Floyd merita di piangere suo padre lontano dalle fauci della protesta
    Mentre ancora infuriano le proteste in molte parti d’America, Gianna Floyd viene immortalata mentre grida: «Mio padre ha cambiato il mondo». È giusto esporla al mondo intero? Ho studiato e amato gli USA sui libri, pochissimo li conosco per esperienza diretta e proprio quel poco di esperienza diretta mi ha confermato che c’è tantissimo che […]
    Annalisa Teggi
  • Il prete ciclista che organizza pellegrinaggi in bici per andare dalla Madonna di Montenero
    Don Donato Agostinelli e la sua passione per le due ruote, trasformata in una forma di evangelizzazione Una settantina di cicloamatori hanno partecipato al pellegrinaggio da Santa Croce sull’Arno in provincia di Pisa, fino al Santuario della Madonna delle Grazie di Montenero, in provincia di Livorno. A capo del gruppo, l’organizzatore don Donato Agostinelli, prete ciclista, […]
    Gelsomino Del Guercio
  • La divisione, una delle tattiche principali del demonio
    Perfino la parola “diavolo” può essere tradotta come “dividere” Il diavolo ama il caos. Dalla sua caduta dal Paradiso, Satana cerca di dividere il mondo. La sua prima azione è stata quella di dividere gli angeli, seguita dalla tentazione di Adamo ed Eva nel giardino, che ha provocato un solco tra i primi esseri umani […]
    Philip Kosloski
  • Vescovo Barron: la Pentecoste e gli incendi nelle nostre città
    Se i cristiani sono stati la presenza dominante negli Stati Uniti in tutti questi secoli, perché non c’è più unità? È stato provvidenziale che quest’anno la festa di Pentecoste sia arrivata proprio mentre il nostro Paesi sta attraversando un’enorme crisi sociale, perché lo Spirito Santo, la cui venuta celebriamo a Pentecoste, è un potere che […]
    mons. Robert Barron
  • Grandi teologi del XX secolo: Hans Urs von Balthasar (3/6)
    Dopo il padre Daniélou, Jean Duchesne ci introduce all’opera di Hans Urs von Balthasar, tra i grandi teologi del XX secolo. Traduttore di Péguy, Claudel, Bernanos, egli è pure l’autore di un’opera impressionante comprendente anche una sintesi magistrale sui trascendentali. In particolare egli restituì il proprio posto al bello, in teologia: il suo offuscamento aveva […]
    Jean Duchesne
  • Heidi, 24nne con sindrome di Down, alla testa del no all’aborto in Irlanda del Nord
    Dal palazzo di Westminster hanno tentato l’attacco finale: imporre di forza una legislazione ancora più larga a favore dell’aborto, fino a ridosso della nascita. Ma il fronte trasversale prolife, ispirato dalla giovane attivista che ha già fatto causa al governo britannico per discriminazione contro i disabili, ha detto di no e Londra dovrà tenerne conto. […]
    Paola Belletti
  • Grandi teologi del XX secolo: Jean Daniélou (2/6)
    Dopo il padre De Lubac, Jean Duchesne ci fa scoprire il cardinale e accademico Jean Daniélou, anch’egli gesuita, tra i grandi teologi del XX secolo. L’originalità del suo lavoro scientifico è consistito nel mostrare che la Chiesa primitiva, nutrita dalla filosofia greca, ha attinto alle tradizioni giudaiche. La sua opera resta largamente pedagogica e molto […]
    Jean Duchesne
  • I Papi e il sogno di Martin Luther King
    Da Paolo VI a Francesco, il “sogno” di pieni diritti per la comunità afro-americana degli Stati Uniti ha trovato un sostegno appassionato da parte dei Pontefici che hanno indicato in Martin Luther King un esempio da seguire nella battaglia non violenta per l’uguaglianza La tragica morte di George Floyd ha mostrato in modo drammaticamente evidente […]
    Alessandro Gisotti

Messina Religiosa su FaceBook

Facebook By Weblizar Powered By Weblizar

RSS Sir

Commenti recenti

     

    • 15:
    • 179:
    giugno: 2020
    L M M G V S D
    « Mag    
    1234567
    891011121314
    15161718192021
    22232425262728
    2930  

    Login