Tempo di Quaresima: affrancarsi dalle schiavitù e promuovere il risveglio dello spirito

Redazione1
di Redazione1 Febbraio 22, 2024 23:13

Tempo di Quaresima: affrancarsi dalle schiavitù e promuovere il risveglio dello spirito

Lo scorso quattordici febbraio la Chiesa, con la celebrazione del Mercoledì delle Ceneri, ha dato inizio alla Quaresima: un tempo liturgico della durata di quaranta giorni, in preparazione alla celebrazione della Pasqua del Signore, che costituisce il cuore della vita cristiana. Nel corso della prima domenica di Avvento, nel rivolgere alla Chiesa universale il suo messaggio per la Quaresima del 2024, Francesco ha posto in evidenza il paradigma dell’Esodo, evento fondante della fede ebraica e avvenimento centrale di tutta la letteratura biblica concernente l’Antico Testamento. Ha quindi parlato delle nuove forme di schiavitù che attanagliano il cuore e la mente dell’uomo contemporaneo che si lascia schiacciare e piegare dal ‘faraone’, e troppo spesso si lascia paralizzare dall’egoismo, dall’indifferenza e dall’apatia verso l’altro, il diverso, lo straniero.

In un’epoca come quella attuale contrassegnata da deficit di speranza, da disuguaglianze e da conflitti, nonostante il progresso tecnologico e le condizioni di benessere sociale che ne derivano, Francesco scorge un’umanità che si lascia ancora dominare dai nuovi idoli della bramosia di potere,  di ricchezze, afflitta com’è, tra l’altro, da gravi carenze di quella fraternità che dovrebbe legare tutti e ciascuno. Mentre invece la Quaresima rappresenta un’opportunità per affrancarsi da queste brutture e promuovere il risveglio della dimensione dello spirito. Risveglio che ha bisogno di essere dapprima compreso alla scuola della Parola di Dio, per poi essere vissuto all’interno, e nel concreto, della vita nelle comunità ecclesiali.

 Occorre dunque tenere conto, continua Francesco, dell’azione pedagogica divina che, come ai piedi del Sinai, continua ancora oggi ad indicare al popolo di Dio il cammino da seguire per compiere l’esodo dalla schiavitù alla libertà. Un passaggio che può essere possibile solo se i cristiani si attrezzano per acquisire uno sguardo nuovo, nitido sulla realtà. Come lo si può realizzare? Così come accade per molti che, in vista dell’estate, decidono di inscriversi in palestra per acquisire una forma fisica più adeguata e prestante, allo stesso modo il tempo di quaresima deve suscitare nei fedeli il bisogno e il desiderio di acquisire una fede più profonda e matura. Occorre, dunque, iscriversi alla palestra dello spirito.

Allenarsi nella fede significa porsi in ascolto della Parola di Dio, esercitarsi ai pesi dei sacramenti e alimentarsi correttamente con l’Eucarestia, sottolinea Francesco. Riscoprire la preghiera per imparare l’arte dell’ascolto, apprendere nuovi occhi per saper osservare i bisogni degli altri. Dio nell’evento dell’esodo vide, osservò, agì e prese l’iniziativa in maniera libera e gratuita. Sulla base di queste considerazioni il tempo della Quaresima vuole essere un periodo entro cui ogni fedele può cogliere l’occasione per fermarsi e inoltrarsi nel deserto del proprio ‘io’ per compiere un esodo di introspezione: liberarsi dalla prigione della diffidenza, svuotarsi da tutto ciò che può essere motivo di contesa e di rancore verso l’altro, rivedere le proprie relazioni a partire da quella con se stessi, lasciarsi riempire dagli insegnamenti del Signore per poter approdare verso la terra promossa in cui scorre latte e miele in abbondanza.

Talvolta, infatti, si resta ingabbiati nelle proprie paure e ci si ostina a coltivare relazioni tossiche; non si ha il coraggio di guardare davvero in faccia ciò che contribuisce al proprio benessere psicofisico e sociale e ciò che, invece, procura malessere e frustrazione. La Parola di Dio nel tempo di Quaresima costituisce un itinerario di educazione e formazione adeguata ad acquisire la capacità di guardarsi dentro ai fini di migliorarsi ed elevarsi nel bene. Nel fare ciò sarà possibile modellarsi e correggersi in tutti gli aspetti della vita. Molti giovani naufragano nell’esistenza e hanno smarrito la speranza di poter prendere le redini in mano della propria vita per realizzarla in maniera serena e adeguata.  Per cui, è l’affermazione di Francesco, ce ne accorgiamo quando ci manca la speranza e vaghiamo nella vita come in una landa desolata, senza una terra promessa verso cui tendere insieme […], e si ha  bisogno dell’aiuto di Dio per il suo popolo, perché esca dalle sue schiavitù e sperimenti il passaggio dalla morte alla vita.

Passare dalla morte alla vita è quanto la Chiesa è chiamata ad offrire alle donne e agli uomini del nostro tempo per realizzare il suo scopo e la sua missione. Francesco, inoltre, esorta ad esplorare e riscoprire nuovi criteri di giudizio affinché si possa essere in grado di saper leggere i segni dei tempi e mobilitarsi per la causa del Regno di Dio.

È tempo di agire dunque, e in Quaresima agire è anche fermarsi. Fermarsi in preghiera, per raccogliere la Parola di Dio, e fermarsi come il Samaritano, in presenza del fratello ferito. L’amore di Dio e del prossimo è un unico amore. Non avere altri dei è fermarsi alla presenza del Dio vero.  A partire da queste acquisizioni, è la conclusione, è necessario riscoprire e coltivare la resilienza, che significa avere la capacità di attraversare e superare le avversità che la vita ci presenta. La fede non è magia, non dispensa i credenti dalla dura battaglia della vita ma gli fornisce certamente le armi adatte per combattere e vincere.

Giuseppe Lubrino

 

 

  

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