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Ucraina: la recente settimana una delle più gelide di questo inverno
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“Nonostante la condanna internazionale, i crimini contro l’umanità non si fermano”. Sulla base delle recenti notizie (gennaio-febbraio 2026), l’uso del freddo invernale come arma strategica di guerra in Ucraina è confermato da numerose fonti e analisi, incluse quelle di stampo umanitario e informativo (spesso rilanciate da osservatori religiosi come Agensir). La strategia russa mira a colpire sistematicamente le infrastrutture energetiche per lasciare la popolazione civile senza riscaldamento, luce e acqua, trasformando il gelo in uno strumento di pressione psicologica e di sopravvivenza.
Ai disastri della guerra adesso, in Ucraina, si sommano anche gli aggravi del danno provocato dal gelo invernale. La recente settimana è stata una delle più gelide: le temperature sono scese fino a -20 gradi. Il gelo sta paralizzando anche il Donetsk. creando un momento di lotta più drammatica per una umanità che lungo tutta la linea del fronte subisce gli effetti di continui e intensi combattimenti.
Il nemico intensifica la pressione, soprattutto in direzione sud. Per diversi giorni consecutivi Zaporizhzhia è stata sottoposta a ininterrotti intensi
bombardamenti. Ci sono morti, numerose persone sono rimaste ferite”. Si apre così, con questa testimonianza dai fronti più caldi della guerra in Ucraina, il video-messaggio che S.B. Sviatoslav Shevchuk ha registrato ieri nella 208 ª settimana di guerra su vasta scala. “Ogni notte – ha proseguito l’arcivescovo maggiore –, le città e i paesi ucraini sono vittime di attacchi condotti con missili e droni russi di vario genere.
Nonostante i numerosi appelli lanciati dalla comunità internazionale e la condanna dei crimini contro l’umanità che commette la Russia, distruggendo centri abitati dell’Ucraina, tali crimini non si fermano”. Shevchuk fa, come di consueto, il punto della situazione: “Questa settimana siamo sopravvissuti a un massiccio attacco missilistico contro Kyiv. Sono state distrutte le centrali termoelettriche — strutture principali, che garantiscono calore, acqua e luce agli abitanti della capitale. Interi palazzi sono rimasti senza riscaldamento e senza acqua, trasformandosi in trappole gelide per i loro inquilini.
Anche le città e i paesi dell’Ucraina occidentale hanno subito durissimi attacchi. Nella notte del 7 febbraio il nemico ha attaccato le regioni di Ivano-Frankivsk e Leopoli. Bombarda deliberatamente impianti di produzione di energia elettrica, le linee di trasmissione elettriche e le stazioni di distribuzione – tutto ciò che costituisce la base del sistema energetico dell’Ucraina”.
Contemporaneamente a questi eventi, Shevchuk parla anche della “grande solidarietà da parte del popolo polacco” e fa riferimento ad una raccolta fondi lanciata in tutte le parrocchie dell’arcidiocesi di Cracovia su iniziativa del card. Grzegorz Ryś grazie alla quale sono stati
raccolti 5.740.000 zloty. “Grazie a questi fondi – dice l’arcivescovo maggiore di Kyiv – sono stati inviati in Ucraina convogli con gli aiuti umanitari contenenti generatori elettrici di varia potenza, mezzi di riscaldamento, prodotti alimentari e altre attrezzature di vario genere necessarie all’equipaggiamento dei centri di resistenza istituiti presso le parrocchie greco-cattoliche e cattoliche romane”.
E aggiunge: “Esprimiamo la nostra sincera gratitudine a Sua Eminenza per questa iniziativa che ha unito la società polacca nell’aiuto all’Ucraina. Seguendo
l’esempio di Cracovia, iniziative analoghe sono state già avviate anche da altre arcidiocesi e altre città della Polonia. Oggi, una raccolta fondi simile è portata avanti nelle parrocchie di Varsavia”. Shevchuk conclude il video dando voce ad un sentimento di gratitudine: “Ringraziamo tutti coloro che oggi salvano vite in Ucraina. Grazie alla solidarietà internazionale il nostro popolo riesce a dimostrare un’incrollabile resistenza. Ringraziamo i nostri benefattori, il Signore Dio, le Forze Armate dell’Ucraina, i soldati della difesa aerea, gli operatori energetici e i soccorritori. Insieme a voi, ancora una volta, possiamo testimoniare: l’Ucraina resiste! L’Ucraina combatte! L’Ucraina prega!”.
Redazione da Ag. di inf.



