Immacolata Concezione. “Icona splendente della Chiesa orante”, “Pegno di salvezza per ogni umana creatura”

Redazione1
di Redazione1 Dicembre 8, 2025 19:50

Immacolata Concezione. “Icona splendente della Chiesa orante”, “Pegno di salvezza per ogni umana creatura”

L’8 dicembre la Chiesa celebra la Solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria. Maria è stata preservata dal peccato fin dal primo momento della sua esistenza in previsione del ruolo che avrebbe avuto come Madre del Salvatore. Una celebrazione che si inserisce armoniosamente nel contesto dell’Avvento, invitandoci a vivere questo tempo liturgico sotto lo sguardo di Maria, madre di Gesù e madre nostra.

Il dogma dell’Immacolata Concezione di Maria è stato solennemente proclamato da Papa Pio IX l’8 dicembre del 1854, dopo un’ampia consultazione con l’episcopato di tutto il mondo. Nella dichiarazione papale leggiamo: “La Beatissima Vergine Maria, nel primo istante del suo concepimento, per singolare grazia e privilegio di Dio Onnipotente, in vista dei meriti di Gesù Cristo, Salvatore del genere umano, è stata preservata immune da ogni macchia di peccato originale” (bolla Ineffabilis Deus).

Quattro anni dopo, il 25 marzo 1858, a Lourdes, la Vergine Maria si presentò all’adolescente Bernadette Soubirous (1844-1879) con queste parole: “Io sono l’Immacolata Concezione”, pronunciate in dialetto locale: “Que soy era Immaculada Councepciou”.

La proclamazione del dogma è recente, ma la festa dell’Immacolata Concezione ha radici profonde nella tradizione cristiana. È frutto di secoli di riflessione teologica, celebrazione liturgica e devozione popolare. Possiamo dire che il dogma è stato anticipato dal sensus fidei, l’intuizione del popolo cristiano. Infatti, fin dall’epoca patristica, Maria era vista come “la nuova Eva” (Sant’Ireneo). In questa visione c’era il primo presagio del dogma dell’Immacolata Concezione. Eva, come prima donna, fu creata da Dio senza macchia di peccato; Maria, la nuova Eva, chiamata a essere la Madre di Dio, è concepita anch’ella immacolata.

Contemplare questa singolare grazia e bellezza di Maria, tuttavia, non dovrebbe portarci a innalzarla sopra la terra e la nostra umanità, come una Stella irraggiungibile. Guardare Maria solo come una donna aggraziata da privilegi e doni celesti rischierebbe di allontanarla da noi. Per scoprire il ruolo della Vergine Maria, bisogna ritornare alla semplicità dei Vangeli. Una volta che “l’angelo si allontanò da lei”, Maria rientra nella grigia quotidianità di gioie e sofferenze, di preoccupazioni e affanni, di dubbi e incertezze… Una di noi, che cammina con noi, che vive di fede! Diceva Santa Teresa di Lisieux:

“Perché una predica sulla Santa Vergine mi piaccia e mi faccia del bene, affermava Teresina, mi deve far vedere la sua vita reale, non la sua vita supposta; sono sicura che la sua vita fosse assolutamente semplice. La si mostra inaccessibile; bisognerebbe, invece, mostrarla imitabile, farne scoprire le virtù, dire che viveva di fede come noi, citando il Vangelo. […] Altrimenti, se ascolti una predica, e si è obbligati a sbalordirsi dal principio alla fine e ad esclamare: Ah! ah!, uno ne ha abbastanza!”.

Ogni concepimento è avvolto nel mistero. Concepita dai suoi genitori – Gioacchino ed Anna, secondo la tradizione –, ignari del disegno divino, solo Dio ha conosciuto quel momento in cui concepì Maria nel Suo amore. La creò come nuova Eva, “a Sua immagine e somiglianza”, in vista del Suo progetto su di lei. Qualcosa di simile avvenne con ciascuno di noi. Il Signore ci ha conosciuti ed amati, prima ancora che i nostri genitori si accorgessero della nostra esistenza.

L’Immacolata Concezione rivela qualcosa anche del nostro concepimento. Anche a noi Dio “ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale”; anche a noi “ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati di fronte a Lui nella carità, predestinandoci a essere per Lui figli adottivi”.  In ogni persona rimane una parte “immacolata”, “vergine”, “originale”, il terreno buono dove la Parola di Dio può attecchire e dare frutti di amore.

Nel segno di questo proposito, per rendere più efficace la nostra invocazione, sentiamo di fare proprie le lodi e le preghiere di contemplative claustrali che si rivolgono alla Madre di Gesù:

“Maria prendici per mano e insegnaci la strada della preghiera che si fa nostra compagna. Madre di Cristo e dimora del Dio Verbo, che hai prestato il tuo servizio all’incomprensibile mistero, tu fosti la riconciliatrice tra Dio e gli uomini: intercedi sempre per noi presso di lui. Con l’adombrazione dello Spirito, o sola Santa, hai generato il Dio Verbo, che è generato dal Padre ineffabile: e si è manifestata l’unità della Trinità. Corri in nostro aiuto, santa Madre di Dio e prega il Dio Verbo che da te si è incarnato, perché nella sua seconda terribile venuta ci doni la vita eterna”.

“Intercedi per noi, Madre di Dio, Maria, che hai generato il Signore Dio, noi confidiamo in te, che sei la Madre e la serva del Cristo; sii nostra avvocata, perché possiamo invocare il nome del Signore e onorarti con venerazione”.

 

 

 

Redazione da s. di inf.

 

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