Mostra Miracoli Eucaristici, Carlo Acutis: “L’Eucaristia la mia autostrada per il Cielo”

Redazione1
di Redazione1 ottobre 26, 2020 19:25

Mostra Miracoli Eucaristici, Carlo Acutis: “L’Eucaristia la mia autostrada per il Cielo”

Carlo Acutis: un giovane innamorato di Gesù Eucaristia, e dei suoi miracoli, di cui nutriva l’anima da costante e appassionato seguace qual era, nel cammino verso la santità. Della centralità dell’Eucaristia nella vita della Comunità ecclesiale, ne ha parlato in modo magisteriale Giovanni Paolo II nell’enciclica “Ecclesia de Eucharistia”, ricca di contenuto dottrinale e pastorale, firmata nell’aprile 2003. Dal documento papale – commentato dal cardinale Josè Saraiva Martins – si evince l’idea chiave secondo cui “la Chiesa vive dell’Eucaristia”, vive del Cristo eucaristico, da Lui è nutrita, da Lui è illuminata”. Sacramento da considerare, è la precisazione, nei suoi due aspetti fondamentali di sacrificio e di convito, che, del resto, sono assolutamente inseparabili, perché appartengono alla natura stessa di questo sacramento. Un sacrificio conviviale, o, se preferiamo, un convito sacrificale. L’Eucaristia è infatti, per sua natura, Cena e Croce. Mensa e Altare. Altare che è Mensa.

Dunque, è la specificazione, Eucaristia sacrificio e convito, quanto di più prezioso la Chiesa possa avere nel suo cammino come pellegrina nel tempo e nella storia; il dono più prezioso, “il dono per eccellenza ricevuto dal suo Signore, perché dono di se stesso, della sua persona nella sua santa umanità, nonché della sua opera di salvezza”; perché “fonte ed apice della vita cristiana”.

A rendere questi concetti realtà concretamente calata nel vissuto quotidiano, con piena convinzione e  in modo appassionato e incessante, è stato Carlo Acutis, il giovane beatificato, all’età di soli 15 anni, da Papa Francesco, il 10 ottobre scorso, ad Assisi nella Basilica del Santo di cui era molto devoto.

Il trasporto speciale per l’Eucaristia, è il racconto della madre Antonia Salzano, Carlo lo ha avuto fin da piccolo. Ha iniziato a fare la Comunione a 7 anni. Da allora, non ha mai mancato all’appuntamento quotidiano con la messa e un pochino di adorazione eucaristia prima o dopo la celebrazione. Per lui era fondamentale: se facevamo un viaggio, la sua preoccupazione era trovare una chiesa vicino all’albergo. Questo amore per l’Eucaristia, che lui chiamava “la mia autostrada per il Cielo”. Lo stesso amore che gli ha suggerito l’idea di creare una mostra sui miracoli riguardanti questo sacramento.

Carlo si è reso conto, prosegue il ricordo, di quante persone non frequentano i sacramenti neanche la domenica, dell’ignoranza che ci sia attorno a certi temi. Quindi ha ideato la mostra sui Miracoli dell’Eucaristia perché riteneva che fosse un mezzo efficace per scuotere le coscienze, per svegliare le persone che vivono l’Eucaristia come routine.

Voleva scuotere le anime e i frutti ci sono stati. Trascorreva ore a preparare i pannelli e gli scritti, durante l’estate si dedicava a questo invece di uscire con gli amici. È stato un sacrificio ma l’ho lasciato fare, anche perché non sminuiva la sua vita di studente. Ci teneva che le persone capissero l’importanza dell’Eucarestia.

Per orientarsi verso la nostra Meta (il Cielo) e non “morire come fotocopie”, diceva Carlo, la nostra Bussola deve essere la Parola di Dio, con cui dobbiamo confrontarci costantemente. Ma per una Meta così alta servono dei Mezzi specialissimi: i Sacramenti e la preghiera. In particolare, Carlo metteva al centro della propria vita il Sacramento dell’Eucaristia che appunto definiva come un’autostrada per raggiungere il Cielo. Ammesso alla Prima Comunione a soli 7 anni, da allora non mancò mai all’appuntamento quotidiano con la Santa Messa e la recita del Santo Rosario. Cercava sempre di fare un poco di Adorazione Eucaristica, convinto com’era che “stando dinanzi a Gesù Eucaristia si diventa santi”.

Carlo si domandava spesso perché si vedono file chilometriche di gente sostare ore per andare a vedere un concerto Rock, o un film, ma non si vedono le stesse file di fronte a Gesù Eucaristia. Diceva che le persone non si rendono conto di quello che perdono altrimenti le chiese sarebbero talmente piene che non vi si riuscirebbe ad entrare. Nel Santissimo Sacramento – ripeteva con fervore – Gesù è presente allo stesso modo di com’era presente 2000 anni fa ai tempi degli Apostoli, solo che allora la gente per vederlo era obbligata a spostarsi continuamente, mentre noi siamo molto più fortunati poiché lo possiamo trovare in qualsiasi chiesa vicino a casa. Per dirla come lui, “Gerusalemme l’abbiamo sotto casa”.

Da bravo catechista si prodigava per trovare modalità sempre nuove per aiutare gli altri a rafforzare la propria fede. Per questo ci ha lasciato come eredità le sue mostre tra cui spicca quella dei Miracoli Eucaristici. Fu proprio nel 2002, visitando le esposizioni del Meeting di Rimini, che Carlo decise di allestire una mostra sui Miracoli Eucaristici riconosciuti dalla Chiesa. Un lavoro impegnativo in cui coinvolse anche i suoi famigliari per circa due anni e mezzo. Gli effetti spirituali che sta portando la mostra erano imprevedibili alla vigilia. Ad oggi possiamo affermare che la mostra è stata ospitata in tutti e 5 i Continenti.

Molti parroci inoltre chiesero di raccogliere il materiale in un catalogo che ebbe l’autorevole prefazione del Card. Angelo Comastri, Arciprete della Papale Basilica Vaticana e Vicario Generale di Sua Santità per la Città del Vaticano, e di S.E. Mons. Raffaello Martinelli, allora Capo dell’Ufficio Catechistico della Congregazione per la Dottrina della Fede. Da quel momento la mostra, se ci è lecito dirlo visto i risultati, “sta facendo miracoli”. Solamente negli Stati Uniti, è stata ospitata in migliaia di parrocchie e in oltre 100 Università. È stata promossa inoltre da alcune Conferenze Episcopali tra cui quella Filippina, Argentina, Vietnamita, ecc… E’ stata anche in Cina e in Indonesia. Importanti Basiliche e Santuari hanno ospitato la mostra di Carlo fra cui il Santuario di Guadalupe e di Fatima.

A. M.

 

 

 

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