“Pro-vocati dal Vangelo”. A quando cristiani in età adulta umana e spirituale?

Redazione1
di Redazione1 settembre 30, 2019 18:28

“Pro-vocati dal Vangelo”. A quando cristiani in età adulta umana e spirituale?

Riflettendo con Diana Papa su alcune realtà essenziali della vita di oggi, ecco alcuni stimolanti  interrogativi proposti dal suo acuto pensiero che ci spingono a chiederci: in che modo noi cristiani siamo veramente in grado di dimostrare di aver raggiunto l’età adulta umana e spirituale, mediante cui poter dare un valido “contributo alla società che stenta a fare un salto di qualità?” Quali sono i passaggi necessari che giovano a passare dalla condizione adolescenziale a quella veramente adulta che ci faccia essere, in qualsiasi stato della nostra vita, validi promotori del bene nostro e di quello comune?  “Che cosa ci dice il Vangelo a questo proposito?”

Mentre tutto sembra scandito dal ritmo incalzante del tempo: dove sono io e dove sono gli altri in questa corsa? Ma che senso ha tutto questo e dove ci porta? Quale consapevolezza di noi che non siamo nati per caso e che viviamo sempre sotto lo sguardo d’amore di Dio, anche quando ce ne dimentichiamo?

Sprechiamo tante risorse che potrebbero essere impiegate per la cura di sé e del bene comune: non ci siamo né con la testa, né con il sentimento, né con l’azione, né con il corpo. Vaghiamo verso un futuro, anche prossimo, spesso privo di meta e ci lasciamo trasportare in un mondo che non c’è. Abbiamo paura dell’intimità, ci difendiamo mantenendo gli altri lontani, non riusciamo a gestire le relazioni, a tenere le redini della nostra vita tra le mani nel riconoscimento rispettoso di sé e di ogni altro.

Rincorriamo il benessere individuale a tutti i costi, anche se lasciamo sul campo spaccature, ferite, a volte distruzioni; non cerchiamo un’alternativa al disagio esistenziale, che si acuisce nella misura in cui ognuno pensa a se stesso. L’idolo dello stare bene a livello individuale porta ad interrompere o a distruggere anche le relazioni più significative, senza pensare alle conseguenze. Badiamo solo a noi stessi, non sempre in un modo sano, non ci preoccupiamo dei cuori lacerati che lasciamo alle spalle.

È questione di ripiegamento su se stessi o conseguenza di un’adolescenza prolungata, che non consente di compiere un salto di qualità? C’è chi, dopo i quarant’anni, abbandona la famiglia, perché ha dedicato tanto tempo al marito, alla moglie, ai figli e ormai ha bisogno del tempo per sé; c’è chi, dopo tanto tempo di vita consacrata, sente il bisogno di lasciare tutto, perché è alla ricerca di qualcosa che lo faccia vivere pienamente. Si desidera affannosamente il tempo per sé, per realizzarsi, mentre non si individua un canale che consenta di prendersi cura autentica di sé e di chi ci sta accanto.

Chi in qualsiasi stato di vita non ha concluso il periodo dell’adolescenza, benché avanti negli anni, cerca l’indipendenza, confondendola con l’autonomia che permette scelte adulte, rispettose di sé e degli altri, sempre in fedeltà al senso liberamente scelto, Gesù Cristo e il Vangelo, e al proprio stato di vita. La mancanza di un salto verso l’adultità lascia aperta la fase adolescenziale, che continua a caratterizzare l’individuo al di là del tempo e dello spazio. Egli si illude di poter gestire da adulto la propria vita, in realtà apre un altro periodo adolescenziale e poi, esaurito questo, un altro, ecc., soprattutto quando non cerca il confronto.

Mentre l’individuo consolida la propria identità, si riconosce un valore unico e irrepetibile e scopre anche il valore degli altri; in contemporanea, sviluppa il senso di appartenenza come apertura del cuore, capace di accogliere un altro/a o una comunità, in atteggiamento di dono totale di sé. Quando ciò avviene, sperimenta il senso di appartenenza, partecipa attivamente con gli altri e rimane connesso al di là della reciprocità, si coinvolge, interagisce con il contesto, senza modellarlo a propria immagine e somiglianza o secondo le proprie aspettative, aprendosi costantemente all’accoglienza della diversità.

L’esempio di Gesù insegna: la consapevolezza di sé quale Figlio di Dio lo porta a donare la vita anche per coloro che lo hanno tradito, rinnegato, deriso, calunniato, perseguitato … senza perdere l’identità o il senso dell’appartenenza. Oggi, partendo spesso dalle proprie aspettative, non si coltiva la consapevolezza evangelica che l’altro/a o la comunità sono importanti, perché dono gratuito di Dio. Il Signore affida a ciascuno una porzione di terra abitata da servire, da coltivare, da amare così com’è, per costruire insieme con gli altri il Regno di Dio.

Da qui l’urgenza, anche nelle nostre storie, di diventare adulti. Quando manca la maturità umana, fatichiamo a vivere in pienezza il Vangelo. Come noi cristiani stiamo curando l’adultità umana e spirituale, per poter portare un contributo valido oggi alla società, che stenta a fare un salto di qualità? Quale processi psicopedagogici da aprire, per passare dall’adolescenza alla sponsalità, alla paternità e alla maternità, alla generatività in qualsiasi stato di vita? Meditando la Parola, che cosa ci dice il Vangelo a questo proposito?

 

 

 

 

Redazione da Ag. di I.

 

 

 

Redazione1
di Redazione1 settembre 30, 2019 18:28


www.libreriadelsanto.it

RSS aleteia

  • Sterilità: quali sono le altre fecondità della coppia?
    Quando i coniugi non riescono ad avere un figlio, spesso si domandano perché il Signore li abbia uniti. E se la fecondità non si riducesse solo al generare figli?  di padre Alain Bandelier I coniugi che non riescono a concepire un figlio si chiedono spesso: per che scopo? Per quale frutto? Alla fine qual è […]
    Edifa
  • Come fare più spazio allo stupore nella propria vita?
    Qualunque età abbiamo, dobbiamo rendere lode per il Creato e crescere nella capacità di vedere il mondo come un dono di Dio di Christine Ponsard Ogni giorno, quotidiani, radio e televisione effondono ondate di lamentele su varie catastrofi, al punto che rischiamo di dimenticare di saperci stupire. Si dice che le belle storie “non vendono”, […]
    Edifa
  • Padre Maurizio Botta: “Io sono stanco della parola Vangelo!” (VIDEO)
    Ecco la prima catechesi del mattino di sabato 19 ottobre scorso, a San Paolo Fuori le Mura. E’ di Padre Maurizio, Vice parroco a Santa Maria in Vallicella, Prefetto dell’Oratorio secolare San Filippo Neri, da alcuni anni collabora anche con l’Ufficio catechistico della Diocesi di Roma. E’ un sacerdote e la prima cosa che colpisce […]
    Paola Belletti
  • Statuine e riti indigeni al Sinodo? Ecco cosa non avete ancora letto
    Preparavamo quest’intervista da quasi una settimana: il vile attentato alla sensibilità religiosa delle delegazioni amazzoniche pellegrine a Roma (delitto contro il Diritto Canonico e contro la legge non scritta dell’ospitalità) ha reso piú complessi i contatti e gli scambi, ma ora possiamo offrirvi il resoconto di una conversazione intensa e utile a capire molte cose. […]
    Giovanni Marcotullio
  • Sister Gerard Fernandez, 35 anni a pregare coi condannati a morte a Singapore
    Riconosciuta dalla BBC tra le 100 donne fonte d’ispirazione del 2019, questa suora cattolica ha visto un barlume di speranza nei cuori macchiati dei crimini più atroci. Sono gli ultimi mesi di questo 2019 e qualcuno comincia a fare bilanci e scattare foto ricordo. La BBC, ad esempio, ha stilato un elenco di 100 donne […]
    Annalisa Teggi
  • Vale la pena andare al cinema per vedere “Grazie a Dio”? Un alto prelato lo raccomanda
    La pellicola nei cinema dal 17 ottobre racconta gli abusi di un prete della diocesi di Lione e il processo che vede implicato anche il cardinale Barbarin, suo superiore Una voce in controtendenza nella Chiesa sul film “Grazie a Dio“. La pellicola del regista François Ozon, dal 17 ottobre nei cinema di tutta Italia, è […]
    Gelsomino Del Guercio
  • 4 miti sulla castità che ci hanno perseguitato tutta la vita
    di Daniel Torres Cox Se oggi si celebrasse una festa della sessualità, sicuramente nessuno inviterebbe a ballare la castità. Sarebbe una di quelle che appena arrivano a una festa vengono guardate con la coda dell’occhio mentre la gente continua a farsi i fatti propri. Viene ignorata, fingendo che non ci sia. Non è decisamente popolare. […]
    Catholic Link
  • Un sacerdote autistico offre consigli ai penitenti autistici e ai loro confessori
    Oltre al nervosismo abituale, ci sono le nostre difficoltà sensoriali o sociali, ma questi suggerimenti possono aiutare Le persone affette da autismo rappresentano tra l’1,5% e il 2% della popolazione. Io faccio parte di quel gruppo. Con l’aumento della consapevolezza dell’autismo, si sta sviluppando, seppur lentamente, anche una maggiore sensibilità pastorale nei confronti delle nostre […]
    Padre Matthew Schneider, LC
  • Il metodo di un francescano per vincere alla lotteria
    Aveva un dono molto particolare ed ha voluto condividerlo Nella chiesa dei Cappuccini a Roma, Santa Maria della Concezione, tra il 1831 e il 1846 viveva un frate di nome Pacifico molto popolare e cercato dalla gente, non tanto per il suo carisma da bravo francescano, ma perché aveva un dono molto particolare: era capace […]
    Maria Paola Daud
  • Il consiglio di San Giovanni Paolo II per i momenti in cui la vita è stressante
    di Brenton Cordeiro Se la vostra vita è piena di ansia e tensione, una soluzione ovvia è offrire quello che state passando a Cristo nella preghiera. In un bellissimo podcast, il dottor Edward Sri ci mostra come possiamo farlo riprendendo la famosa frase di Papa San Giovanni Paolo: “Non abbiate paura… Spalancate le porte a […]
    Catholic Link

Messina Religiosa su FaceBook

Facebook By Weblizar Powered By Weblizar

RSS Sir

Commenti recenti

     

    • 1043:
    • 1015:
    ottobre: 2019
    L M M G V S D
    « Set    
     123456
    78910111213
    14151617181920
    21222324252627
    28293031  

    Login