MESSINA – Settimana Liturgica, suor Massimi: “trovare strade per riportare i giovani a messa”, “l’esempio di Taizè”

Redazione1
di Redazione1 settembre 1, 2019 12:41

MESSINA – Settimana Liturgica, suor Massimi: “trovare strade per riportare i giovani a messa”, “l’esempio di Taizè”

Ha parlato del rapporto tra giovani e liturgia suor Elena Massimi, docente aggiunto di Teologia Sacramentaria presso la Pontificia Facoltà di Scienze dell’Educazione “Auxilium” in Roma, intervendo alla 70ª Settimana liturgica nazionale, svolta al Palacultura di Messina.

“Tutti vediamo come le nostre liturgie domenicali registrino una scarsa presenza di giovani. La sfida è quindi trovare le vie per riportare la liturgia ai giovani e i giovani alla liturgia”, ha osservato, suor Elena,  indicando nelle “comunità accoglienti” la prima strada da percorrere: “Comunità capaci di accogliere i nostri ragazzi non solo nella preghiera, ma nella vita ecclesiale e parrocchiale”. Altro suggerimento “individuare strade di formazione che non spieghino semplicemente che cos’è la liturgia, ma che permettano ai giovani di fare esperienze significative dell’altro, di Dio”.

“Abbiamo bisogno di liturgie belle, fresche, celebrate con arte, come hanno chiesto i giovani stessi durante il Sinodo dedicato a loro, che si è celebrato lo scorso anno”. La religiosa ha evidenziato che ci sono liturgie con una grande partecipazione di giovani, come quelle della comunità di Taizé. “La Chiesa ha qualcosa da offrire ai giovani, ma ad una condizione: essa è capace di far vivere la vera giovinezza nella misura in cui lei stessa si radica in questa novità perenne che è la vita dello Spirito Santo in noi”.

Concetti questi che richiamano il tema trattato al Convegno nazionale di Pastorale giovanile “Dare casa al futuro”, nell’aprile scorso, durante il quale, ripercorrendo la “Christus vivit” con quanti nelle diocesi d’Italia si occupano di giovani, frère John di Taizè ha approfondito il tema della giovinezza, anche della Chiesa: “Chiesa giovane non nel senso che imita le mode di questo mondo, ma perché ritorna continuamente alla sua fonte per ritrovare nuovo slancio. Esempio perfetto di questa Chiesa – ha detto – è Maria”.

La Chiesa e la pastorale giovanile hanno allora un compito preciso: “collaborare alla formazione dei giovani perché ritrovino i valori che umanamente appartengono alla loro età, ma che sono spesso affogati dalla società che invecchia: parlo – ha anche detto frère John in quella occasione – della capacità di sognare, dello spirito di avventura e di rischio, della disponibilità… in una parola la speranza”. Il relatore ha poi suggerito alcuni “spazi da creare per stimolare la vera giovinezza”. Innanzitutto “la fiducia, senza la quale gli esseri umani non possono scoprire loro vera identità, rimangono bloccati dalla paura e costretti a portare maschere.

Questa fiducia – ha detto frère John di Taizè – si radica in un rapporto di fiducia con Dio, che è ciò che si chiama fede, e conduce alla creazione di rapporti sinceri e profondi con gli altri”. La fiducia rende poi possibile “la vera amicizia che già tutti conosciamo come valore umano, ma la fede in Cristo, l’amicizia con lui, allarga e approfondisce anche rapporti umani. Gli spazi di fiducia e di amicizia poi “rendono possibile una crescita umana e spirituale dei giovani, che diventano capaci di vivere sempre più nella realtà, di assumere delle responsabilità e fare delle scelte per la loro vita”.

Tornando al corso della settimana liturgica di Messina, nell’omelia della messa che ha celebrato nel santuario di Tindari, mons. Guglielmo Giombanco, vescovo di Patti e delegato della Conferenza episcopale siciliana per i seminari e le vocazioni, ha affermato che “La liturgia è sorgente di grazia e santificazione per tutta la Chiesa e deve essere vissuta nella sua verità, bellezza e stupore”.

Ma, “per scoprire la loro identità vera e discernere la chiamata di Dio, i giovani hanno anche bisogno di essere accompagnati: hanno bisogno di padri e madri che, attraverso l’ascolto e l’accompagnamento, li aiutino a trovare la strada giusta. In cambio riceveranno l’entusiasmo dei giovani che dà speranza e forza a tutta la Chiesa”.

Il pastore della Chiesa pattese, inoltre, ha sottolineato come “in questo percorso tutto il popolo di Dio contempla in Maria la bellezza della santità generata dalla fede, alimentata dall’ascolto orante della Parola e vissuta nella verità dell’amore”. “Se viene meno la tensione alla santità – ha evidenziato mons. Giombanco – l’orizzonte umano e cristiano si restringe, il divario tra vangelo e storia si allarga e rimane invalicabile il fossato tra fede e vita”.

A completamento della Settimana liturgica, la visita guidata presso tre centri della città di Messina che custodiscono percorsi di santità legati a tre figure esemplari che li hanno incarnati nella loro vita: l’evangelizzazione in riferimento a Sant’Antonio di  Padova, nella chiesa dedicata a San Francesco all’Immacolata; la contemplazione in riferimento a Sant’Eustochia Smeralda Calafato, clarissa messinese, nel monastero di Montevergine; la carità, in riferimento a Sant’Annibale Maria di Francia, sacerdote messinese e apostolo della preghiera per le vocazioni, nella basilica santuario di Sant’Antonio.

 

 

Redazione da Ag. di I.

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di Redazione1 settembre 1, 2019 12:41


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