Papa Francesco ai giovani radunati al Circo Massimo: “No alla cultura della morte”, “Non lasciatevi rubare i sogni”

Redazione1
di Redazione1 agosto 13, 2018 13:11

Papa Francesco ai giovani radunati al Circo Massimo: “No alla cultura della morte”, “Non lasciatevi rubare i sogni”

Si stima siano 90 mila i giovani giunti a Roma in pellegrinaggio per testimoniare con affetto a Papa Francesco la loro testimonianza attiva nella Chiesa di oggi. Un evento, quello svoltosi nella due giorni al Circo Massimo, che è stato promosso dalla Conferenza episcopale italiana in vista del Sinodo sui giovani, in programma per il prossimo ottobre. Al suo ingresso nel luogo del raduno, il Pontefice è stato accolto da una marea di giovani festanti, cori, sorrisi e tanto entusiasmo.

Bergoglio li ha invitati i a dire “No” alla “cultura della morte” e all’ipocrisia, che non può caratterizzare l’identità di un cristiano. Precisando che “Più in concreto, la cultura della morte si manifesta nella fuga dal reale verso una felicità falsa che si esprime nella menzogna, nella truffa, nell’ingiustizia, nel disprezzo per l’altro. “No” quindi alla cultura della morte”.

Un altro richiamo è stato ““I sogni sono importanti”, perché “un giovane che non sa sognare è un giovane anestetizzato, non potrà capire la vita, la forza della vita”. Così il Papa, nel dialogo “botta e risposta” con i giovani al Circo Massimo, in cui ha esortato i presenti a “trasformare i sogni di oggi nella realtà del futuro” e a sognare in grande, stando alla larga dai “sogni della comodità e del benessere, che addormentano i giovani e che fanno di un giovane coraggioso un giovane da divano”.

“E’ triste guardare un giovane da divano”, ha denunciato Francesco tornando su un tema a lui caro: “Giovani senza sogni, che vanno in pensione a 20, 22 anni”. “Un giovane che sogna va avanti, non va in pensione presto!”, ha esclamato Francesco: “I sogni grandi sono quelli che danno fecondità, perché pensano con il noi”. “Il contrario dell’io è il noi”, non il tu, ha precisato infatti il Papa: “I veri sogni sono i sogni del noi. I sogni grandi sono estroversi, condividono, generano nuova vita. E i sogni grandi hanno bisogno di una sorgente inesauribile di speranza, hanno bisogno di Dio per non diventare miraggi o delirio di onnipotenza”. “Non lasciatevi rubare i vostri sogni”.

“C’è un ragazzo, qui in Italia, che cominciò a sognare alla grande”, è l’esempio scelto dal Papa: “Questo giovane, un italiano del XIII secolo, si chiamava Francesco, e ha cambiato la storia dell’Italia. Francesco ha rischiato di sognare in grande. Non conosceva le frontiere, e sognando ha finito la vita. Era un giovane come voi, ma come sognava! Dicevano che era pazzo perché sognava così, e tanto bene ha fatto perché sognava continuamente”. “Un giovane che è capace di sognare diventa maestro, con la testimonianza, perché la testimonianza smuove i cuori”, ha detto Francesco: “Non si comprano i sogni, i sogni sono un dono, un dono che Dio semina nei vostri cuori. Ci sono dati gratuitamente, perché siano offerti gratuitamente agli altri”. No, allora, alla paura: “Siate voi pellegrini sulla strada dei vostri sogni, rischiate su quella strada. Perché la vita non è una lotteria, la vita si fa”. “Non ho mai conosciuto un pessimista che abbia compiuto qualcosa di bene”.

“Non abbiamo paura!”. E’ l’invito della parte finale del saluto del Papa al Circo Massimo. “Non stiamo alla larga dai luoghi di sofferenza, di sconfitta, di morte”, ha proseguito Francesco: “Dio ci ha dato una potenza più grande di tutte le ingiustizie e le fragilità della storia, più grande dei nostri peccati. Gesù ha vinto la morte dando la sua vita per noi. Quella mattina è cambiata la storia, abbiamo coraggio! Quanti sepolcri oggi attendono la nostra visita! E’ stato bello e faticoso il cammino per venire a Roma; ma altrettanto bello e impegnativo sarà il cammino del ritorno alle vostre case, ai vostri paesi e alle vostre comunità”. “Il signore mi ama! Sono amato, sono amata!”, la frase che il Papa ha esortato i giovani a ripetersi tornando a casa.

Congedandosi dal Circo Massimo ha chiesto ai giovani un impegno esigente: “Non accontentatevi del passo prudente di chi si accoda in fondo alla fila. Ci vuole il coraggio di rischiare un salto in avanti, un balzo audace e temerario per sognare e realizzare come Gesù il Regno di Dio, e impegnarvi per un’umanità più fraterna”. “La Chiesa ha bisogno di fratellanza, rischiate, andate avanti!”, ha aggiunto a braccio: “Sarò felice di vedervi correre più forte di chi nella Chiesa è un po’ lento e timoroso, attratti da quel Volto tanto amato, che adoriamo nella santa Eucaristia e riconosciamo nella carne del fratello sofferente”, ha proseguito Francesco: “Lo Spirito Santo vi spinga in questa corsa in avanti. La Chiesa ha bisogno del vostro slancio, delle vostre intuizioni, della vostra fede. “Camminare soli permette di essere svincolati da tutto, ma camminare insieme ci fa diventare un popolo, il popolo di Dio. E questo dà sicurezza: la sicurezza dell’appartenenza al popolo di Dio… E col popolo di Dio ti senti sicuro, hai identità”. Poi la citazione di proverbio africano: “Se vuoi andare veloce, corri da solo. Se vuoi andare lontano, vai insieme a qualcuno”.

 

 

 

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