La memoria storico culturale di un mitico toponimo di Messina, richiamata dalla festività della”Luminara” di S. Ranieri, patrono di Pisa

Redazione1
di Redazione1 giugno 28, 2017 13:27

La memoria storico culturale di un mitico toponimo di Messina, richiamata dalla festività della”Luminara” di S. Ranieri, patrono di Pisa

In una Terra di Santi, qual è Messina, che ha dato i natali a luminose figure di Faro di S. Raineri °altissima spiritualità, ma anche città naturalmente incline ad attirare e propiziare religiosità, sono stati numerosi i personaggi fautori di santità che l’anno attraversata e in essa vissuto anche per tanti anni. Uno di questi, un santo laico, pellegrino e penitente, risalente al XII secolo, che qui ha vissuto per tanto tempo ma di cui si è sbiadito molto il ricordo, ci viene richiamato, di recente, dalla suggestiva festa che a Pisa viene celebrata il 17 giugno in onore del suo santo Patrono. Il cui nome, ma anche parecchie somiglianze, e persino un intervento prodigioso, lo ricollegano indubbiamente alla nostra città.

luminara S. Raineri °Anche quest’anno la bella feasta celebrata in onore di San Ranieri, patrono di Pisa,  alla presenza di parecchie decine di migliaia di cittadini e turisti, assiepati sui lungarni per ammirare l’incantevole spettacolo della “Luminara”, si è svolta con successo. Un evento molto partecipato dai pisani, che riesce a creare un’atmosfera suggestiva di colori e di luci per via dei circa 100.000 lumini che, a partire dalle prime ore del tramonto, vengono accesi e in larga parte fatti scorrere liberamente sulle acque dell’Arno.

Pisa_Luminara°Lumini (chiamati lampanini) che, sistemati in parte su telai in legno, vengono applicati a palazzi, chiese, e torri dei lungarni, in modo da metterne in risalto le forme architettoniche, mentre un’altra quantità di queste luci viene affidata alla corrente del fiume, così da formare una magica scia luccicante che ondeggia sull’Arno.

Dunque, una celebrazione davvero singolare e di straordinario effetto in grado di suscitare suggestioni emozionanti. Per i messinesi, però, dato il nome della figura festeggiata, questa celebrazione ha un motivo in più per essere interessante, e persino sentita come familiare. Il richiamo alla nostraBraccio S. Raineri ° città è dovuto al fatto che il nome di questo santo è praticamente lo stesso dato alla nostra “Zona falcata” o “Braccio di San Raineri” – luogo fin dall’antichità assai rappresentativo dell’identità storica della nostra città – di cui, però, a partire dal Settecento si è prodotta una progressiva perdita della memoria collettiva. Santo riferito ad un personaggio laico del XII secolo, dedito al romitaggio, vissuto in astinenza e povertà, cui è attribuita l’opera generosa di segnalatore a vantaggio dei naviganti nello Stretto, dalla striscia di terra (Lingua del Faro) protesa nel “mare grosso” di Messina.

Di questo personaggio misterioso e controverso è stato scritto un saggio,Copertina-libro° frutto di approfondita ricerche, da parte di Sergio Bertolami e Rosa Manuli (Ex Aqua – Il Braccio di San Raineri, Ed. Esperiences, Messina) che ne hanno studiato a fondo aspetti storici e letterari assai interessanti.

Comunque sia, per quanto riguarda “il Santo pisano, Ranieri o Raineri (1118-1161), sappiamo che ha condotto, da ‘romitello’, in astinenza e povertà, parte della propria esistenza in Terra Santa. Dal 1633 è patrono di Pisa, dove, nella Cattedrale, sono conservate le sue spoglie. La sua vita è narrata in due manoscritti medievali, ma è solo nell’iconografia il momento più rappresentativo per dimostrare l’attestazione del toponimo riferito alla Falce del porto della nostra città. Speciale considerazione, infatti, va posta al ‘Miracolo di Messina’ affrescato nel Campo Santo monumentale di Pisa, dove il santo divide il vino dall’acqua (ex aqua) che un oste disonesto vi ha mescolato”.

Miracolo di Messina Campo S. monumentale di Pisa

Miracolo di Messina –  Campo S. monumentale di Pisa

In ogni caso, sia che il poco conosciuto S. Raineri di Messina, laico e forestiero (di cui nella nostra terra si trovano reliquie, ma anche chiese e cappelle a lui dedicate), corrisponda a quello pisano (con cui invero ci sono diverse caratteristiche in comune) oppure no, il soggiorno nella nostra città di questo Santo pellegrino e penitente, rafforza l’esigenza di riscoprire e valorizzare i fondamenti del nostro patrimonio storico, culturale e spirituale che tanto giova a rinsaldare la nostra identità collettiva.

 

A.M.

Redazione1
di Redazione1 giugno 28, 2017 13:27


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