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S.Pietro, Cefa: la roccia su cui Cristo ha fondato la Chiesa
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Riflettendo su chi, tra i dodici Apostoli scelti da Gesù, ha ricevuto il compito primario nella fondazione della Chiesa, la figura più carismatica, umana e determinante che subito si impone è quella di Pietro, nato col nome di Simone. La sua parabola biografica che si snoda dalle rive del lago di Galilea fino al martirio sul colle Vaticano a Roma, incarna perfettamente il paradosso cristiano: Cristo che sceglie non un uomo perfetto e inflessibile, ma un individuo impulsivo, incline all’errore, eppure capace di un amore e di una fedeltà assoluti. (AciSt)
L’incontro con Gesù cambia radicalmente la sua esistenza. È Cristo stesso a imprimere una svolta profonda alla sua identità, cambiando gli il nome in Cefa (che in aramaico significa “Roccia”, da cui Pietro). Questo mutamento onomastico non descrive
la stabilità psicologica attuale dell’uomo, che si dimostrerà spesso vacillante, ma anticipa la sua futura missione provvidenziale.
la volontà di Cristo di attribuire a Pietro uno speciale rilievo all’interno del Collegio apostolico risulta da numerosi indizi: a Cafarnao il Maestro va ad alloggiare nella casa di Pietro quando la folla gli si accalca intorno sulla riva del lago di Genesaret. tra le due barche lì ormeggiate Gesù sceglie quella di Simone. a Pietro per primo Egli lava i piedi nell’ultima Cena ed è per lui soltanto che prega affinché non venga meno nella fede e possa confermare poi in essa gli altri discepoli. Quando Gesù, addolorato per l’incomprensione della folla dopo il discorso sul “pane di vita”, domanda: “Volete andarvene anche voi?”, la risposta di Pietro è perentoria: “Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna”.
Ugualmente decisa è la professione di fede che, ancora a nome dei Dodici, egli fa nei pressi di Cesarea di Filippo. A Gesù che chiede: “Voi chi dite che io sia?”, Pietro risponde: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente” (Mt 16, 15-16). Di rimando Gesù pronuncia allora la dichiarazione solenne che definisce, una volta per tutte, il ruolo di Pietro nella Chiesa: “E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa… A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli”. Viene così istituito il principio del primato petrino, asse portante della successione apostolica.
Cosa di Pietro, di quest’uomo affascina? Paradosso: i suoi clamorosi fallimenti, che ne evidenziano l’umanità. È lo stesso Pietro che, preso dalla paura, rischiando di affogare dopo aver camminato sulle acque, o che tenta di dissuadere Gesù dalla prospettiva della Passione, venendo duramente redarguito con la frase “Lungi da me, Satana!”. Nonostante avesse giurato solennemente che non avrebbe mai abbandonato il Maestro, Pietro cede alla paura davanti alle accuse di una donna. Davanti a lei nega per tre volte di conoscere Gesù: così è narrato nel famoso passo della Passione.
Negli Atti degli Apostoli, Pietro emerge come il leader indiscusso della prima comunità di Gerusalemme. È lui a prendere la parola nel
giorno di Pentecoste, a compiere i primi miracoli nel nome di Cristo. La fase finale della vita di Pietro si sposta a Roma, la capitale dell’Impero, centro del mondo d’allora. Qui, secondo una solida e antica tradizione, Pietro guida la nascente comunità cristiana affrontando le prime grandi persecuzioni scatenate dall’imperatore Nerone.
Il suo percorso si conclude intorno al 64 o 67 dC con il martirio. Sentendosi indegno di morire nello stesso modo del suo Maestro, Pietro chiede e ottiene di essere crocifisso a testa in giù nel circo di Nerone. La sua sepoltura nella vicina necropoli vaticana diventerà il fulcro della cristianità mondiale, il luogo esatto sopra il quale sorge l’attuale Basilica di San Pietro.
E ora il successore di Pietro è lì, a vegliare sullo stesso apostolo. A vegliare sulla Chiesa.
Redazione da s. di inf.



