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Celebrazione Protomartiri Chiesa di Roma: luce di fede coraggio e santità
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La memoria celebrativa dei “Primi Martiri della Chiesa di Roma”, che ricorre ogni 30 giugno, avviene nel giorno successivo alla solennità dei santi Pietro e Paolo. Il nuovo Calendario della Chiesa ha inserito la memoria dei “Protomartiri romani”, ossia i “primi martiri” uccisi a Roma durante le prime persecuzioni, di cui non si conosce il nome, per commemorare i discepoli di Cristo uccisi per volere dell’imperatore Nerone nel 64 d.C., considerati “primizie” della fede, trucidati mediante atroci supplizi.
Una pietosa e significativa memoria, quella delle vittime cristiane della storia di Roma, che ci introduce con compassione e preghiera in uno dei sorprendenti paradossi che caratterizzano il cristianesimo, e mette in fulgida luce il Mistero della fede, segnato dal supplizio di Cristo Salvator mundi e dalla
sua Risurrezione. Il cui sangue è stato, e continua ad essere, generatore di sequela, santità e redenzione. Un mistero di fede che viene sottolineato anche dalla celebre frase di Tertulliano: “Il sangue dei martiri è seme di nuovi cristiani.
Nel Magistero della Chiesa cattolica infatti il martirio è ritenuto la forma suprema di sequela di Cristo, una testimonianza talmente alta della fede da permettere di superare i normali iter canonici (come il riconoscimento dei miracoli), rendendolo un tramite immediato per essere elevati agli onori degli altari. Come spesso ribadito nei contributi del Dicastero delle Cause dei Santi e nei commenti dell’AgenSIR, organo d’informazione della CEI.
“I Primi Martiri della Chiesa di Roma sono un esempio di incommensurabile coraggio e di incondizionata fedeltà ai principi del Vangelo. Il loro sacrificio è un monito perenne alla resistenza contro le ingiustizie e un invito a vivere la propria fede con coerenza e determinazione”.
Nel ricordo di questi martiri, la Chiesa invita i fedeli a riflettere sul significato del sacrificio del martirio e sulla forza della testimonianza cristiana. Le preghiere dedicate a questi santi sono momenti di meditazione sulla capacità di affrontare le avversità con fede e sulla volontà di aderire ai valori cristiani anche nelle circostanze più difficili.
San Clemente Romano, Papa, scrive: “…Mettiamoci davanti agli occhi gli esempi eroici della nostra generazione. Coloro che erano le colonne più alte e più
sante (Pietro e Paolo) soffrirono la persecuzione e combatterono fino alla morte. E questo a causa della persecuzione, suscitata dall’odio e dalla cattiveria. … A questi uomini che sono vissuti nella santità venne ad aggiungersi una grande moltitudine di eletti i quali, avendo sofferto ancora a causa dell’altrui odio molti oltraggi e tormenti, offrirono a noi un magnifico esempio…Infatti ci troviamo nella medesima arena e ci attende il medesimo combattimento. Lasciamo da parte perciò le vane e inutili preoccupazioni e ritorniamo alla gloriosa e venerabile norma della nostra tradizione, e cerchiamo di vedere che cosa è bello, piacevole e gradito agli occhi del nostro Creatore”.
Redazione da ss. di inf.



