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Patto interreligioso: consegnato a Mattarella. Card. Zuppi: “Un percorso costruttivo a beneficio di tutti”. L’intervento del Presidente della Repubblica
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Il card. Matteo Maria Zuppi, presidente della Cei, ieri pomeriggio, nel corso della presentazione al Presidente della Repubblica del Patto “La via italiana del dialogo interreligioso” sottoscritto in mattinata all’Ara Pacis di Roma, ha sottolineato che “Dal Patto emerge con chiarezza la scelta di perseguire l’opzione del dialogo anche laddove le posizioni divergono e le pressioni interne e esterne alimentano fratture e dissidi. Per questo, come firmatari, ci impegniamo a promuovere un percorso costruttivo a beneficio di tutti”. (Sir)
“Le siamo infinitamente grati, Presidente, per aver accettato di accoglierci di incontrarci in questo giorno che è anche di profondo significato per la storia della nostra Repubblica: l’ottantesimo anniversario della prima seduta dell’Assemblea Costituente che, come Lei ha ricordato questa mattina, con saggezza e lungimiranza, seppero dare forma alla libertà e alla democrazia degli italiani”, ha sottolineato il porporato.
Questa mattina, ha proseguito il card. Zuppi, “14 responsabili delle Confessioni religiose presenti in Italia hanno siglato con convinzione un Patto” e “anche l’Ara Pacis era un ambiente che invitava a scegliere con convinzione la via della pace e del diritto che quella pace può garantire”. “La firma di questo documento è il frutto maturo di un cammino fatto di incontri, dialogo, ascolto, scambio tra uomini e donne di fede”, ha rilevato il presidente della Cei, parlando di “un percorso qualche volta non facile, ovviamente; e non soltanto con le altre parti, qualche volta anche ognuno con la sua parte, con la propria parte, come spesso avviene”.
Ma ha prevalso la volontà di “valorizzare quel patrimonio umano e spirituale che ogni tradizione porta in sé – lo vediamo oggi in questo nostro incontro
davvero così pieno di tanta ricchezza e patrimonio – e ognuno porta con sé tutta la storia delle loro comunità, offrendo un contributo essenziale alla costruzione di una società giusta e accogliente verso le differenze”. “Siamo pienamente consapevoli del contributo che le religioni possono offrire al progresso materiale e spirituale della società”, ha proseguito il cardinale, richiamando l’articolo 4 della nostra Costituzione e i principi dell’Unione europea, con le linee guida sul dialogo interculturale del Consiglio d’Europa. Presenti al Quirinale anche alcuni giovani “nominati come ambasciatori dalle loro stesse comunità”, ha spiegato Zuppi evidenziando che “la loro presenza è la garanzia che questo patto non resterà un mero testo scritto, ma diventerà, come vogliamo, un laboratorio vivo, capace di attivare processi dinanzi alle sfide inedite della storia”.
“Consegnare questo patto nelle sue mani ha, per le nostre comunità e per l’intera nazione, un valore inestimabile”, ha rilevato il presidente della Cei: “Nel compresso contesto geopolitico che stiamo attraversando, questo Patto vuole essere un contributo offerto a una società troppo spesso esposta a polarizzazioni, ad estremismi, che spingono a vedere nell’altro, diverso per fede o cultura, un nemico. Al contrario, desideriamo riflettere con apertura sui valori comuni, per edificare una comunità civile che riconosca nelle diversità, e quindi le diversità, il senso di un impegno corale per una società più giusta, accogliente e inclusiva”.
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ricevendo al Quirinale i rappresentanti delle comunità religiose, in occasione della sottoscrizione del Patto “La via italiana del dialogo interreligioso” sottoscritto in mattinata all’Ara Pacis di Roma, ha sottolineato che “Il dialogo non soltanto è possibile, ma perseguito con sincerità, nel rispetto reciproco, produce comprensione e collaborazione vicendevole. Dà vita a formule di convivenza essenziali per rimuovere e bandire ogni forma di intolleranza”.
Il Capo dello Stato ha espresso inoltre “un ringraziamento convinto per l’iniziativa, che porta e trasmette un messaggio di grande significato, di altissimo significato, in un tempo difficile”. Poi: “Ai giovani che sono stati non soltanto accompagnatori delle autorità religiose firmatarie, ma sono stati parte essenziale del percorso di elaborazione del Patto, rivolgo un saluto particolare”, ha proseguito Mattarella, rammentando che “questa mattina in Parlamento abbiamo ricordato gli 80 anni della prima seduta dell’Assemblea Costituente”. “Da quello sforzo fondativo dell’Italia, della nostra convivenza civile, venne il riconoscimento costituzionale della libertà religiosa come elemento basilare della libertà della persona”, ha aggiunto il Capo dello Stato richiamando gli articoli della Costituzione che riguardano fede e religioni.
“L’obiettivo di garantire il pluralismo confessionale e l’uguaglianza dei culti è stato perseguito allora ed è nei valori principali della nostra convivenza, come un elemento fondante dei diritti inalienabili della persona umana e come tale adottato nella prima parte della Costituzione”, ha spiegato Mattarella, evidenziando che “la differenza fondamentale con quanto prima era normato in Italia, previsto in Italia con lo Statuto Albertino, è uno degli elementi che ha contribuito a fare dell’Italia una democrazia moderna”.
Redazione da Ag. di inf.



