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Celebrazione di San Francesco di Paola: eremita, apostolo della carità e Protettore della Gente di mare
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Richiamare la figura luminosa di san Francesco di Paola, di cui la Chiesa cattolica celebra la memoria liturgica il 2 aprile, significa riattivare in molti una grande e radicata devozione per il grande santo calabrese, la cui vita è ricca di episodi miracolosi e di gesti di carità verso i più bisognosi.
San Francesco di Paola nacque il 27 marzo 1416 a Paola, in Calabria, e già in giovane età mostrò una profonda inclinazione alla vita spirituale. All’età di soli tredici anni, intraprese un pellegrinaggio e, qualche anno più tardi, scelse la via dell’eremitaggio, dedicando la sua vita a Dio in isolamento sul monte vicino alla sua città natale. Qui attirò numerosi seguaci, dando in seguito origine all’Ordine dei Minimi, fondato sull’umiltà, sul digiuno e sulla preghiera.
Per la sua acapacità di compiere prodigi in virtù della sua potente intercessione presso il Padre celeste e per la sua vita di intensa preghiera, da eremita ma anche da attivo apostolo della fede, la sua figura è diventata un esempio di umiltà e dedizione alle opere di Charitas, il carisma fondamentale della sua spiritualità costantemente dedicata alla propagazione dell’Amore misericordioso di Dio. Numerose sono le chiese e i santuari dedicati a lui in Italia e nel mondo, luoghi di pellegrinaggio per i numerosi fedeli.
Nella tradizione popolare, il santo è considerato un protettore speciale per coloro che affrontano mari tempestosi o situazioni pericolose durante i viaggi.
A Messina, specialmente, la devozione per questo grande santo calabrese è notevolmente sentita da sempre. Ogni anno questa città
celebra in suo onore, con grande devozione, la Festa al “Santo patrono della Gente di mare e dei naviganti”: una tradizione, profondamente radicata nella fede popolare che arricchisce il patrimonio religioso e culturale dell’identità messinese.
Oltre agli aspetti religiosi, la festa è arricchita da manifestazioni legate a tradizioni popolari, processione del simulacro del santo per le vie della città ed eventi che coinvolgono l’intera comunità in un’atmosfera festosa e accogliente, insieme a richiami storici e culturali che celebrano la figura del santo e il legame di Messina con il mare. Un momento particolarmente suggestivo è la benedizione delle barche e delle reti dei pescatori, un rito che simboleggia la protezione del santo verso coloro che ogni giorno affrontano il mare per il loro sostentamento. Un momento festoso, dunque, che celebra il Mare e la Fede.
La Festa di San Francesco di Paola a Messina è dunque un evento che combacia con l’essenza dello spirito di questa città: il suo legame con il mare, la sua profonda spiritualità e il senso di appartenenza ad una ricca identità culturale, attraverso una celebrazione che unisce i messinesi nella venerazione di un santo che è simbolo di protezione, speranza e solidarietà.
Ma è soprattutto il richiamo di un evento storico, denso di significato spirituale, consolatorio e di affettività filiale (in molte case di Messina è venerata una statuetta del santo monaco, appellato dai messinesi “u Santu Patri”), che imprime a questa luminosa figura uno speciale timbro di prodigiosa capacità protettiva.
Un fatto che da secoli rimane impresso nella memoria tramandata dei messinesi, e che suscita un profondo sentimento religioso popolare: il suo straordinario attraversamento dello Stretto che più di ogni altro evento miracoloso spicca nell’operato della sua vita. Lo ricorda una tradizione ben consolidata, secondo cui il 4 aprile 1464, il santo attraversò lo Stretto in modo stupefacente approdando sulla costa messinese, là dove ora c’è la chiesa omonima, navigando agevolmente sopra il suo mantello.
Narra, in particolare, la memoria tramandata che Francesco, avendo necessità di transitare, insieme a un suo confratello, dalla costa calabra a quella siciliana, giunto a Catona, chiese a un barcaiolo che trasportava legname in Sicilia di essere traghettato fino a Messina; ma essendogli stato negato il transito perché non aveva di che pagare il traghettamento, dopo essersi raccolto in preghiera, il santo
operò il prodigioso e vittorioso attraversamento della distesa marina, negatogli dall’uomo e concesso da Dio.
Per il suo portentoso attraversamento dello Stretto, e i tanti altri eventi prodigiosi che si sono susseguiti nei secoli, per la sua potente intercessione a favore di tanti lavoratori del mare che a lui si sono rivolti con fiducia, San Francesco di Paola, il 27 marzo1943, è stato proclamato da Papa Pio XII “Celeste Patrono della Gente di mare”. A diffondere nella nostra città il culto del miracoloso Santo calabrese, fondatore dei Frati “Minimi”, concorre molto attivamente la Confraternita intestata al suo nome.
Redazione da s. di inf.



