Leone XIV ai giovani in Angola: edificate un mondo dove “l’amore deve trionfare, non la guerra”

Redazione1
di Redazione1 Aprile 20, 2026 01:00

Leone XIV ai giovani in Angola: edificate un mondo dove “l’amore deve trionfare, non la guerra”

Nel Santuario di Mama Muxima “Madre del Cuore” in Kimbundu dell’Angola, costruito nel XVII secolo dai portoghesi, su un’altura dominante il fiume Kwanza, gli africani venerano un’immagine dell’Immacolata Concezione molto antica, e da agosto a settembre si organizzano pellegrinaggi nazionali e i fedeli percorrono in ginocchio la chiesa e si svolge una processione notturna con le candele accese. I cattolici sono circa metà della popolazione, la Chiesa cattolica ha un ruolo fondamentale nella società oggi. (AciSt.)

“Recitare il Rosario, allora, ci impegna ad amare ogni persona con cuore materno, in modo concreto e generoso, e a spenderci per il bene gli uni degli altri, specialmente dei più poveri” dice subito Papa Leone XIV che ieri ha detto chiaramente a certa stampa che cerca sempre la polemica, che non è in Africa per battibeccare con Trump, guida le recita del Santo Rosario in questo luogo di fede e di speranza.

Parla all’Africa, all’ Angola, paese dei mille contrasti che deve fronteggiare il neo colonialismo cinese. E del resto il paese è tra i maggiori esportatori mondiali di petrolio dopo la Nigeria in Africa. Colonia portoghese, indipendente dal 1957, in guerra dagli anni ’90. Le vessazioni e le pesanti restrizioni imposte dal passato regime marxista-leninista non sono riuscite a cancellare la presenza e l’influenza della Chiesa in Angola, che durante la guerra è sempre stata sostegno per la popolazione. Oggi la Costituzione dell’Angola sancisce il principio di separazione tra Chiesa e Stato che riconosce e rispetta le diverse fedi religiose.

E la Chiesa continua il suo lavoro di riconciliazione. Di questo parla il Papa nei sui discorsi in Africa.

Ad accogliere ed accompagnare il Papa, che arriva in elicottero da Luanda su una pista appena asfaltata, è il Vescovo di Viana, Emilio Sumbelelo, e dopo aver attraversata la spianata all’arrivo al Santuario di Nossa Senhora da Muxima, il Papa riceva la croce e l’aspersorio dal rettore e dopo una breve preghiera e adorazione Leone XIV rende omaggio alla Madonna con dei mazzi di rose bianche ed esce per raggiungere il palco nella spianata affollata da circa 30 mila fedeli.

“Una mamma ama i suoi figli, pur diversi uno dall’altro, tutti allo stesso modo e con tutto il cuore” dice il Papa in portoghese e ” anche noi, davanti alla Madre del cuore, vogliamo promettere di fare lo stesso, adoperandoci senza misura affinché a nessuno manchi l’amore, e con esso il necessario per vivere in modo dignitoso ed essere felice: perché chi ha fame abbia di che sfamarsi, perché tutti i malati possano ricevere le cure necessarie, perché ai bambini sia garantita un’adeguata istruzione, perché gli anziani vivano serenamente gli anni della loro maturità. A tutte queste cose pensa una mamma: a tutte queste cose pensa Maria, e invita anche noi a condividere la sua sollecitudine”.

E conclude rivolto ai giovani che affollano la spianata con canti, costumi colorati e quella tipica confusione africana: “la Madonna ci chiede di lasciarci coinvolgere dai sentimenti del suo cuore, per essere come Lei operatori di giustizia e portatori di pace. Qui c’è un grande progetto in corso: la costruzione di un nuovo Santuario, che possa ospitare tutti quelli che vengono in pellegrinaggio. Specialmente voi, giovani, prendetelo come un segno. Anche a voi, infatti, la Madre del Cielo affida un grande progetto: quello di costruire un mondo migliore, accogliente, dove non ci siano più guerre, né ingiustizie, né miseria, né disonestà, e dove i principi del Vangelo ispirino e plasmino sempre più i cuori, le strutture e i programmi, per il bene di tutti.

È l’amore che deve trionfare, non la guerra! Questo ci insegna il cuore di Maria, il cuore della Mamma di tutti. Partiamo, allora, da questo Santuario come “angeli-messaggeri” di vita, per portare a tutti la carezza di Maria e la benedizione di Dio” dice in portoghese e in lingua locale.

“Lasciarci coinvolgere dai sentimenti del suo cuore, per essere come lei operatori di giustizia e portatori di pace”. E’ l’esortazione rivolta dal Papa, in modo particolare, ai giovani, dopo il Rosario recitato nel Santuario di Mama Muxima. “Qui c’è un grande progetto in corso: la costruzione di un nuovo Santuario, che possa ospitare tutti quelli che vengono in pellegrinaggio”, ha detto Leone XIV: “Specialmente voi, giovani, prendetelo come un segno. Anche a voi, infatti, la Madre del Cielo affida un grande progetto: quello di costruire un mondo migliore, accogliente, dove non ci siano più guerre, né ingiustizie, né miseria, né disonestà, e dove i principi del Vangelo ispirino e plasmino sempre più i cuori, le strutture e i programmi, per il bene di tutti”. “È l’amore che deve trionfare, non la guerra!”, ha esclamato il Pontefice: “Questo ci insegna il cuore di Maria, il cuore della mamma di tutti.

Il vescovo di Viana Emilio Sumbelelo, nel suo saluto fa una sottolineatura: “il culto alla “Mamã Muxima” attirò così tanta attenzione da parte delle autorità angolane che, nel 2022, lo Stato e la Chiesa Cattolica si unirono: la prima pietra della futura Basilica fu posta dal Presidente della Repubblica e benedetta dal compianto Cardinale Alexandre do Nascimento. La Basilica sarà dedicata a Nostra Signora della Concezione della Muxima, in adempimento a una promessa del Governo angolano alla Chiesa Cattolica, fatta durante la visita di Papa San Giovanni Paolo II in Angola nel 1992”. In tanti che non possono andare scrivono alla Madonna come si fa con una madre. Non è cosa da poco in un paese dove la Chiesa ha vissuto la guerra civile. E per questo il Papa dice: deve trionfare l’amore non la guerra.

In Angola MPLA e UNITA si sono fatti la guerra per anni. I vescovi hanno fatto quello che hanno potuto per la pace. In una lettera pastorale scrivevano che “i politici sono causa di apprensione tra le gente”. Ventuno i missionari stranieri sono stati uccisi nella guerra, diciannove religiosi angolani. In prigione settanta religiosi e suore sono stati torturati e poi cacciati dal paese. Nel 1992 Giovanni Paolo II visita il paese nei 500 anni della evangelizzazione. Il viaggio del papa è un grido contro la guerra. Nel suo primo viaggio africano Benedetto XVI, proprio in Angola ricorderà quella visita.

 

 

 

Redazione da Ag. di inf.

 

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