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San Luigi Orione: una figura cardine per la Chiesa e instancabile fondatore ed Apostolo della Carità.
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il suo cuore fu «senza confini, perché dilatato dalla carità di Cristo». Fu proprio la passione per Cristo ad animare la sua vita ardimentosa: essa fu la spinta interiore di un altruismo senza riserve, la sorgente sempre fresca di un’indistruttibile speranza. “Gli fu riconosciuta la tempra e il cuore dell’Apostolo Paolo, tenero e sensibile fino alle lacrime, infaticabile e coraggioso fino all’ardimento, tenace e dinamico fino all’eroismo”. A tutti ha indicato la via del bene. Sempre pronto e chino sui bisogni dei poveri, Quest’umile figlio di un selciatore proclamava che «solo la carità salverà il mondo» e a tutti ripeteva che «la perfetta letizia non può essere che nella perfetta dedizione di sé a Dio e agli uomini, a tutti gli uomini». La ricorrenza della memoria liturgica si celebra il 12 marzo.
Luigi Orione nacque a Pontecurone, in diocesi di Tortona, il 23 giugno 1872. Il padre era selciatore di strade; la madre, donna di casa, di profonda fede e di alto senso educativo. Pur avvertendo la vocazione al sacerdozio, per tre anni aiutò il padre come garzone selciatore.
Il 14 settembre 1885, a 13 anni, venne accolto nel convento francescano di Voghera (Pavia), ma una polmonite ne mise in pericolo la vita e dovette tornare in
famiglia nel giugno 1886. Dall’ottobre 1886 all’agosto 1889 fu allievo dell’Oratorio di Valdocco in Torino. San Giovanni Bosco ne notò le qualità e lo annoverò tra i suoi prediletti assicurandolo «noi saremo sempre amici». A Torino conobbe anche le opere di carità di San Giuseppe Benedetto Cottolengo, vicine all’Oratorio salesiano.
Il 16 ottobre 1889 iniziò il corso di filosofia nel seminario di Tortona. Ancora giovane chierico fu sensibile ai problemi sociali ed ecclesiali che agitavano quell’epoca travagliata. Si dedicò alla solidarietà verso il prossimo con la Società di Mutuo Soccorso San Marziano e la Conferenza di San Vincenzo. il 3 luglio 1891, aprì in Tortona, il primo Oratorio per curare l’educazione cristiana dei ragazzi. L’anno seguente, il 15 ottobre 1893, Luigi Orione, chierico di 21 anni, aprì un Collegio nel rione San Bernardino, destinato a ragazzi poveri.
Il 13 aprile 1895, Luigi Orione fu ordinato sacerdote e nella medesima celebrazione il Vescovo impose l’abito clericale a sei allievi del suo collegio. Sviluppò sempre più l’apostolato fra i giovani con l’apertura di nuove case a Mornico Losana (Pavia), a Noto in Sicilia, a San Remo, a Roma. Attorno al giovane Fondatore crebbero chierici e sacerdoti che formarono il primo nucleo della Piccola Opera della Divina Provvidenza. Nel 1899 iniziò il ramo degli Eremiti della Divina Provvidenza dedicati al benedettino «ora et labora», soprattutto nelle colonie agricole che, in quell’epoca, rispondevano all’esigenza di elevazione sociale e cristiana del mondo rurale.
Il Vescovo di Tortona, Mons. Igino Bandi, con Decreto del 21 marzo 1903, riconobbe canonicamente la Congregazione religiosa maschile della Piccola Opera della Divina Provvidenza, i Figli della Divina Provvidenza (sacerdoti, fratelli coadiutori ed eremiti), e ne sancì il carisma espresso apostolicamente nel «collaborare per portare i piccoli, i poveri e il popolo alla Chiesa e al Papa, mediante le opere di carità», professato con un IV voto di speciale «fedeltà al Papa». Confortato dal personale consiglio di Leone XIII, Don Orione pose nelle prime Costituzioni del 1904, tra gli scopi della nuova Congregazione, quello di lavorare per «ottenere l’unione delle Chiese separate».
Dopo il terremoto del dicembre 1908, che lasciò tra le rovine 90.000 morti, Don Orione accorse a Messina, nominato Vicario Generale della diocesi per diretta volontà di Pio X, per prestare soccorso specialmente agli orfani ed essere promotore delle opere di ricostruzione civile e religiosa della città
distrutta. In quella tragica situazione, in cui metteva in atto il suo impegno di soccorritore materiale e spirituale verso i superstiti più bisognosi, che erano tanti, e soprattutto per i molti orfani prodotti dal disastro tellurico, gli fu di grande aiuto e sostegno la paternità caritatevole del messinese padre Annibale Di Francia, specialmente verso i piccoli derelitti, ma anche verso i nuovi indigenti e afflitti della città.
Un prodigioso soccorso che fu così esteso a tutti senza sosta e senza confini, mediante cui i due santi salvarono tante persone dalla disperazione e diedero un futuro a tanti orfani. A Messina dopo il suo caritatevole passaggio rimane l”ISTITUTO “DON ORIONE” con la “ PICCOLA OPERA DELLA DIVINA PROVVIDENZA”. Lasciata la Sicilia dopo tre anni, poté nuovamente dedicarsi alla formazione e allo
sviluppo della Congregazione. Nel dicembre 1913 inviò la prima spedizione di missionari in Brasile. Coinvolse pure i laici sui sentieri della carità e dell’impegno civile dando impulso alle associazioni delle «Dame della Divina Provvidenza», degli «Ex Allievi» e degli «Amici». In seguito, compiendo precedenti intuizioni, nella Piccola Opera della Divina Provvidenza sarà costituito anche l’Istituto Secolare Orionino e il Movimento Laicale Orionino.
Dopo la prima guerra mondiale (1914-1918) si moltiplicarono scuole, collegi, colonie agricole, opere caritative e assistenziali. In particolare, Don Orione fece sorgere alla periferia delle grandi città i Piccoli Cottolengo: fu così a Genova e a Milano; fu così a Buenos Aires, a San Paulo del Brasile, a Santiago del Cile.
Godette della stima personale di Pio X, di Benedetto XV, di Pio XI, Pio XII e delle Autorità della Santa Sede che gli affidarono molti delicati incarichi per risolvere problemi e sanare ferite all’interno della Chiesa. Fu predicatore, confessore e organizzatore instancabile di pellegrinaggi, missioni, processioni, presepi viventi e altre manifestazioni popolari della fede. Grande devoto della Madonna, ne promosse la devozione con ogni mezzo. Con il lavoro manuale
dei suoi chierici innalzò i Santuari della Madonna della Guardia a Tortona (1931) e della Madonna di Caravaggio a Fumo (1938).
Fu proclamato Beato il 26 ottobre del 1980 da Giovanni Paolo II, e canonizzato dallo stesso papa il 16 maggio 2004, nello stesso giorno in cui è stato proclamato santo il messinese e suo grande amico, padre Annibale Di Francia.
Nell’inverno del 1940, già sofferente di angina pectoris e dopo due attacchi di cuore aggravati da crisi respiratorie, Don Orione, circondato dall’affetto e dalle premure dei confratelli, morì il 12 marzo dello steso anno. La sua salma, contesa dalla devozione di tanti devoti, ricevette solenni onoranze a Sanremo, Genova, Milano, terminando l’itinerario a Tortona, ove venne tumulata nella cripta del santuario della Madonna della Guardia.
Redazione da s. di inf.



