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S. Agnese d’Assisi: fedele seguace della sorella Chiara sulle orme di San Francesco
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Agnese di Assisi fu la più fedele seguace della sorella Chiara, che fu a sua volta la seguace più fedele di San Francesco. Visse nell’ombra luminosa della sorella, assoggettandosi dolcemente al suo dolce coman-do, sempre obbediente e sempre affettuosa.
Già il suo nome di Agnese, derivato da quello di agnus, agnello, e portato da migliaia di donne e da molte Sante, dopo l’antica Martire romana, ce la dipinge mite e mansueta, senza però farci dimenticare che anche a lei, come alla sorella maggiore, va attribuita una fermezza di carattere eccezionale e quasi virile, soprattutto nell’osservanza più rigorosa della Regola francescana nella sua più assoluta durezza.
Caterina di Favarone di Offreduccio, sorella di Chiara, nasce in Assisi (Perugia) nel 1197. A quindici anni volle seguire la sorella e abbracciò l’ideale di povertà francescana. Resistette con forza sovrumana alle lusinghe, alle minacce e alle percosse dei parenti che volevano distoglierla dal suo proposito. La leggenda ha insistito, con abbondanza di particolari, sui contrasti tra la decisione delle due fanciulle, Chiara e Agnese, e quella della famiglia, che non voleva permettere il loro abbandono del mondo e quale abbandono!
Certo è che il fatto dovette suscitare un enorme scandalo nella buona società di Assisi, soprattutto perché le due sorelle non cedettero
ad insistenze né a violenze, e restarono a San Damiano, seguite anzi dall’altra sorella e dalla Madre. Agnese però non vi restò a lungo. Nel 1219, nonostante fosse assai giovane, fu scelta da Francesco per fondare e guidare una comunità di Povere Dame a Monticelli, vicino a Firenze.
A Monticelli, Agnese fu superiora degna del proprio nome e della propria famiglia. Affettuosa con le sue Clarisse e caritatevole verso il prossimo quanto era inflessibile verso se stessa, tenacemente attaccata ai voti francescani, soprattutto a quello dell’assoluta povertà. Guidò le sorelle con prudenza e amore, dando per prima l’esempio di austera povertà e di operosità. Ebbe anche il conforto di consolazioni e visioni celesti. Quella comunità con il corso del tempo divenne famosa come quella di San Damiano. Santa Chiara mandò sua sorella Agnese anche sulla collina di San Vito, presso Firenze, per fondare lì un convento. Da questo centro cominciò l’opera di fondazione di altri conventi come quelli di Mantova, Padova e Venezia.
Agnese si trovava ancora a Monticelli quando, nell’agosto del 1253, fu chiamata ad Assisi essendo Chiara in fin di vita: riuscì ad arrivare in tempo per vederla e ascoltare la sua predizione che anche Agnese sarebbe presto morta. Infatti, come predetto da Chiara, Agnese morì il 16 novembre dello stesso anno.
Visse – di pane e di acqua, con un rude cilicio intorno ai teneri fianchi – fino al 1253, quando morì a San Damiano, secondo il suo vivissimo desiderio, tre mesi dopo la sorella Chiara. Aveva cinquantasei anni.
Da principio, fu sepolta a San Damiano, poi nel 1260 il corpo fu collocato a fianco a quello della sorella nella chiesa di S. Chiara ad
Assisi, costruita di recente. Si dice che siano avvenuti alcuni miracoli presso la sua tomba e nel 1752 i francescani ricevettero il permesso da papa Benedetto XIV di commemorare la sua festa.
La data di culto per la Chiesa universale è il 16 novembre, mentre l’ordine francescano, le Clarisse e la città di Assisi la ricordano il 19 novembre.
Benedetto XIV la dichiarò santa il 6 novembre 1751, confermandone l’antichissimo culto. Il suo corpo riposa nella basilica di Santa Chiara.
Redazione da ss. di inf.



