Francesco d’Assisi: figura di santo unificante nel segno di identità e pace per l’Italia di oggi

Redazione1
di Redazione1 Ottobre 5, 2025 23:14

Francesco d’Assisi: figura di santo unificante nel segno di identità e pace per l’Italia di oggi

Francesco di Assisi è un santo amato da tutti perché, in un tempo segnato da guerre e catastrofi, ci insegna ancora che un modo diverso di vivere è possibile. È per questo che, alla vigilia dell’ottocentenario della sua morte, il 4 ottobre, data in cui in cui viene liturgicamente celebrata, torna ad essere festa nazionale, dopo l’abolizione nel 1977 durante gli anni di piombo.

La legge che istituisce la festa nazionale di San Francesco d’Assisi è stata approvata quasi all’unanimità alla Camera il 23 settembre e al Senato il 1 ottobre. Entrerà in vigore il 1° gennaio 2026, esattamente nell’anno delle celebrazioni del santo patrono d’Italia.

Non è soltanto un ritorno alle festività cancellate per austerità, ma un segno simbolico forte: Francesco come figura unificante e stimolo di speranza e di pace in tempi incerti, per credenti e non solo. È un grande stimolo ad uscire dalle certezze, a spogliarsi delle superaffettazioni ideologiche, delle pseudoricchezze e puntare a ciò che conta, sintonizzandosi sui processi storici che cominciano. Per i cristiani in particolare questo significa dialogare con tutti consapevoli della propria identità, testimoniare e vivere una fede piena nella pace con tutti.

In questi tempi difficili, allora, Francesco può essere – insieme con S. Caterina, come opportunamente è stato ricordato nel vivace e ricco dibattito alla Camera e al Senato – una ispirazione per tutti: per essere creativi, aperti, vivaci. Francesco non è un santino dei buoni sentimenti, un santo buonista e scontato dell’amore in senso lato. È un grande stimolo ad uscire dalle certezze, a spogliarsi delle superaffettazioni ideologiche, delle pseudoricchezze e puntare a ciò che conta, sintonizzandosi sui processi storici che cominciano. Per tutti guardare avanti e non indietro, sviluppare vincoli veri tra persone e comunità, senza frontiere.

Francesco è uno dei santi più amati e conosciuti in Italia e nel mondo. Nasce Il 26 settembre 1182 ad Assisi (Perugia), da una ricca famiglia di mercanti di stoffe. Il padre Pietro Bernardone lo chiama Francesco in onore dei buoni affari intrapresi con la Francia. Francesco è intelligente, studia e si diverte, partecipando a balli e banchetti. Viene educato dalla mamma Giovanna Pica (di origine francese) ad essere generoso con i poveri. Il padre sogna per il figlio una carriera militare.

Quando nel 1202 scoppia la guerra tra Assisi e Perugia, Francesco vi partecipa. Ferito viene messo in prigione. Dopo la liberazione, il giovane entra in crisi e viene considerato pazzo per la sua condotta. Una notte una voce gli indica la via da percorrere: disfarsi di ogni bene e vivere in onore di “Madonna Povertà”. Il giovane dona ai poveri tutto. Perfino le stoffe e il denaro del padre che, per la rabbia, lo caccia via da casa. Il “Poverello d’Assisi”, o anche “il Giullare di Dio”, come viene chiamato, vuole essere libero dalla schiavitù di possedere cose inutili e desidera vivere come Gesù.

Indossa un misero saio di ruvida stoffa che rattoppa sempre. Vive in letizia pregando e chiedendo il cibo in elemosina. Alcuni giovani decidono di unirsi a lui e trovano riparo in una piccola chiesa in rovina, chiamata da Francesco la “Porziuncola” e, con l’aiuto di benefattori, cercano di sistemarla. Nel 1210 papa Innocenzo III approva la Regola di Francesco basata su povertà, umiltà e castità istituendo l’Ordine Conventuale dei Frati Minori (piccoli fratelli).

Francesco ama il Creato, parla agli animali, compone il Cantico delle Creature per inneggiare al sole, alla luna e alle stelle che per lui sono fratelli e sorelle. Famosi sono gli episodi della predica agli uccellini e l’incontro con un lupo feroce che, minaccioso, si avvicina a Gubbio e, grazie alle parole di Francesco, diventa mansueto. Nel 1224, mentre prega sul Monte della Verna (Arezzo), dove oggi sorge un santuario francescano meta di pellegrinaggio e ritiri spirituali, Francesco riceve i segni della “Passione di Cristo” sulle mani, sui piedi e sul costato: le stimmate che lui sopporterà con umile silenzio per tutta la vita. Due anni dopo la sua morte, avvenuta nella “Porziuncola” il 3 ottobre 1226, viene proclamato santo. Innumerevoli sono i miracoli di guarigione avvenuti per sua intercessione, prima e dopo la sua morte.

La “Porziuncola” è oggi visitabile all’interno della Basilica di Santa Maria degli Angeli di Assisi, edificata tra il 1569 e il 1679 per proteggere la chiesetta dalle intemperie. È un luogo di profonda spiritualità: entrando in questa piccola povera chiesa, l’anima si eleva perché sente più vicino la presenza di Dio. Francesco trova questa chiesetta per caso, durante una passeggiata. Entra e mentre prega una voce gli dice: «Francesco, va e ripara la mia casa in rovina».

I Frati Minori si moltiplicano e viaggiano in Europa e in Oriente per diffondere tra gli uomini di buona volontà “la Buona Novella”, ovvero la buona notizia del Vangelo e del messaggio di Gesù. Nel 1211 Francesco crea pure il Terz’Ordine Francescano (detto anche Ordine Francescano Secolare OFS, da cui deriva la Gi.Fra. Gioventù Francescana), attivo e diffuso ancora oggi in tutto il mondo, dedicato ai laici che desiderano vivere ispirandosi a San Francesco.

Grazie a San Francesco è nata, poi, la tradizione del presepio: nel 1223 a Greccio (Rieti), la notte di Natale, il frate allestisce una mangiatoia con la statua del Bambino Gesù con accanto animali veri, il bue e l’asinello e, assieme a un gruppo di pastori e contadini, inscena il primo presepe vivente. Famoso è il “Cammino di Francesco”, un percorso religioso–naturalistico di rara bellezza, intrapreso a piedi da tanti pellegrini dei nostri giorni, che porta ad Assisi e si snoda nella Valle Santa Reatina (Rieti) sui luoghi visitati dal “Poverello”.

San Francesco d’Assisi è patrono d’Italia, ecologisti, animali, tappezzieri, tessitori, floricoltori, poeti, poveri, commercianti, Lupetti e Coccinelle dell’AGESCI (Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani). Per i francescani San Francesco rappresenta la “prima luce” (la seconda luce è Santa Chiara e la terza è Santa Margherita da Cortona). Jorge Mario Bergoglio, eletto papa il 13 marzo 2013, argentino di origini italiane (i suoi nonni, piemontesi di Portacomaro d’Asti, emigrarono in Sud America nel 1929), è il primo pontefice che ha assunto il nome Francesco in onore al Santo d’Assisi.

 

 

 

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