- Messina – Montevergine. Solennità celebrativa del Dies Natalis di S. Eustochia Smeralda
- Ufficialmente aperto il Centenario del Transito di San Francesco
- Don Giannino Prandelli: ecco come si vive da parroco nel Venezuela ferito
- Leone XIV: “La persecuzione dei cristiani, una delle più grandi crisi di diritti umani”.
- Giornata missionaria dei ragazzi. I bambini del mondo protagonisti della missione
- Il miracolo del Natale: “Il meraviglioso che si fa strada!”. L’approdo: l’incontro con Gesù
Celebrazione del Santissimo Nome di Maria
Articoli collegati
La Chiesa Cattolica ogni anno, il 12 settembre, celebra la Festa del Santissimo Nome di Maria. E’ un’occasione di devozione e riflessione che onora la madre di Gesù e celebra il suo ruolo di intermediaria misericordiosa di ogni uomo presso Dio, invitando i fedeli a meditare sul significato profondo del suo nome sacro. Una festa, strettamente associata alla nascita della Vergine Maria che si celebra l’8 settembre, che rappresenta un momento in cui i credenti si uniscono per celebrare la figura della Madonna per contemplare l’importanza del suo nome, che ha giocato un ruolo cruciale nella storia della salvezza, e per rievocare il suo infinito amore per Gesù, il Figlio santissimo.
In questo giorno viene posta avanti gli occhi dei fedeli la figura della Madre del Redentore per essere piamente invocata. Celebrazione esaltante di un
culto che invita a rievocare l’amore della Madre di Dio verso il Figlio e verso ciascuno dei figli che Gesù stesso le ha affidato prima di morire: “Donna, ecco tuo figlio…Ecco tua Madre” (Gv 19,27). Una devozione che si diffuse nel corso dei secoli in tutta la Chiesa e i Pontefici arricchirono d’indulgenze. Una venerazione già presente nel XII secolo per rafforzare la dedizione di amore alla Madre di Gesù.
Nel 1513 papa Giulio II concesse alla sola diocesi di Cuenca, in Spagna, una festa in onore del nome di Maria collocata il 15 settembre. San Pio V la soppresse, papa Sisto V la ripristinò portandola al 17 settembre e solo con papa Clemente X, nel 1671, la festa venne estesa a tutta la Spagna. Dopo la vittoria riportata nel nome di Maria contro i Turchi da Giovanni Sobieski, re di Polonia nel 1683, il beato pontefice Innocenzo XI estese questa festa a tutta la Chiesa fissandola al 12 settembre 1683.
Questa festa non riguarda solo la Madonna, ma ha implicazioni profonde nel rapporto tra i credenti e il concetto stesso di divinità. Rappresenta la connessione tra l’umano e il divino, la fede e la speranza. Invita i fedeli a cercare ispirazione nella vita di Maria, che, pur consapevole della tragica fine cui era destinato suo Figlio, accettò in toto la volontà divina. Questa accettazione profonda, umile e dolorosa la rende un modello unico per tutti i cristiani, la corredentrice dell’umanità.
Ancora oggi, il nome Maria è uno dei nomi più diffusi nel mondo, sia nelle sue varianti che nella sua forma pura. Questo testimonia la forte connessione che le persone hanno con la figura di Maria e il suo significato spirituale. Il 12 settembre si celebra l’onomastico di Maria e di tutte le donne che portano il suo nome.
Il santo nome di Maria ha un valore simbolico significativo all’interno del Cristianesimo. Deriva dall’ebraico Myriam o Miriam. Maria è stata chiamata in
modi diversi nel corso della storia religiosa, ma la sua essenza di grazia, umiltà e dedizione al volere divino rimane costante. Il nome Maria non è solo un appellativo, ma è un simbolo di dolcezza e purezza. È un nome che evoca sentimenti di affetto e consolazione, rappresentando un faro di luce nelle tenebre della vita umana.
Una delle prime interpretazioni del nome Maria deriva da Anna, sua madre, che ringraziando Dio per averle dato una figlia, le diede questo nome che nel tempo assunse il significato di “dono ricevuto da Dio”.
Redazione da ss. di inf.



