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Giubileo. A Tor Vergata, Papa Leone ai giovani: “scelte radicali e Eucaristia”
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In un’epoca segnata da frammentazioni sociali, disorientamento spirituale e cinismo diffuso, ciò che è avvenuto a Tor Vergata è molto più di un evento ecclesiale: è un segno profetico, un respiro universale di speranza. Ottocentomila giovani, provenienti da ogni continente, si sono radunati non per una vacanza, né per un concerto, ma per pregare, ascoltare, riflettere. Per cercare Dio. Tor Vergata è diventata, in questi ultimi cinque giorni, una nuova Betania: un luogo di incontro, di amicizia, di crescita interioTra catechesi appassionate, testimonianze toccanti, momenti di adorazione e silenzi eloquenti, i giovani hanno mostrato al mondo che la fede non è morta. Al contrario, arde nel cuore delle nuove generazioni con un vigore che sorprende e commuove.
Nessun algoritmo e nessuna intelligenza artificiale potrà mai sostituire il calore di uno sguardo
condiviso nella preghiera, né un like potrà competere con l’intensità di una notte di veglia profondamente spirituale con il Papa.
Il Papa discreto e gentile è atterrato con l’elicottero nel tardo pomeriggio di sabato e dall’alto ha potuto osservare come la macchina organizzativa della Chiesa ce l’avesse fatta ancora una volta, nonostante il caldo di agosto, la diffusione dei conflitti e l’ostilità della maggior parte dei media. Se gli iscritti erano arrivati a mezzo milione, i due momenti clou del Giubileo dei giovani hanno visto salire la partecipazione ad un milione.
È stato proprio Leone XIV a guidare la veglia serale, e guiderà anche la celebrazione della Santa Messa conclusiva di questo Giubileo dei Giovani: un Papa che parla con il cuore, che non teme di indicare la verità, che consola senza edulcorare, che guida senza imporsi, parole forti in un mondo spesso avvolto nella nebbia del relativismo.
Sul tema del coraggio di scegliere, Leone ha detto che «viene dall’amore, che Dio ci manifesta in Cristo». «Per essere liberi – ha affermato Prevost – occorre partire dal fondamento stabile, dalla roccia che sostiene i nostri passi. Questa roccia è un amore che ci precede, ci sorprende e ci supera infinitamente: è l’amore di Dio».
Leone ha invitato i giovani a fare «scelte radicali e piene di significato», come «il matrimonio, l’ordine sacro e la consacrazione religiosa» che esprimono «il
dono di sè, libero e liberante, che ci rende davvero felici», scelte che «danno senso alla nostra vita, trasformandola a immagine dell’Amore perfetto, che l’ha creata e redenta da ogni male». Ai giovani Leone ha raccomandato di «cercare con passione la verità». E sull’ambito incontro con Cristo, il Papa ha pronunciato uno dei passaggi più belli:
«Carissimi giovani, l’amico che sempre accompagna la nostra coscienza è Gesù. Volete incontrare veramente il Signore
Risorto? Ascoltate la sua parola, che è Vangelo di salvezza! Cercate la giustizia, rinnovando il modo di vivere, per costruire un mondo più umano! Servite il povero, testimoniando il bene che vorremmo sempre ricevere dal prossimo! Rimanete uniti con Gesù nell’Eucaristia. Adorate l’Eucarestia, fonte della vita eterna! Studiate, lavorate, amate secondo lo stile di Gesù, il Maestro buono che cammina sempre al nostro fianco».
Un appello, dunque, a non relegare la fede nella sola sfera privata come tanti vorrebbero, ma a lasciarsi contagiare dal messaggio evangelico nella quotidianità. Ma il momento più intenso della veglia è stato quello dell’adorazione eucaristica, nel silenzio assordante rispettato da un milione di persone.
Redazione da ss. di inf.



