Crisi Israele-Iran. Paura a Teheran, a Gerusalemme sospese le attività di Caritas

Redazione1
di Redazione1 Giugno 16, 2025 19:32

Crisi Israele-Iran. Paura a Teheran, a Gerusalemme sospese le attività di Caritas

In Iran si vive nel terrore a causa dei continui bombardamenti, mentre gran parte della popolazione è priva di rifugi antiaerei. In Israele, Caritas Gerusalemme ha sospeso ogni attività per l’aggravarsi del conflitto, che ora coinvolge anche Teheran. Don Pagniello, direttore di Caritas italiana, denuncia la guerra come una “sconfitta per tutti” e invita a una maggiore comprensione geopolitica per prevenire le crisi future. Cresce l’impotenza della società civile di fronte a un conflitto che sembra ormai globale.

In Iran ci sono bombardamenti continui da venerdì. La notte non si dorme. Si sta chiusi in casa con tanta paura, frustrazione. La maggior parte della popolazione non ha rifugi antiaerei dove rifugiarsi in caso di attacco dal cielo da parte delle forze israeliane. La popolazione spera solo che la situazione si calmi prima o poi ma la preoccupazione è tanta. Sono alcune delle informazioni giunte al Sir da Teheran da una fonte che chiede l’anonimato.

In Israele Caritas Gerusalemme sospende le operazioni. Intanto in Israele “tutti i colleghi di Caritas Gerusalemme, da venerdì mattina, hanno sospeso tutte le operazioni, sia dentro Gaza che nel resto della Palestina”, spiega al Sir Danilo Feliciangeli, responsabile del Servizio Medio Oriente e Nord Africa, di ritorno da un incontro in Libano con tutte le Caritas del Medio Oriente, Nord Africa e Corno d’Africa. “Purtroppo, le comunicazioni con Gaza sono interrotte e non abbiamo notizie – prosegue -.  Da Caritas Gerusalemme ci dicono solo che c’è stato un ulteriore peggioramento: prima c’era il rischio dell’attacco israeliano, ora c’è anche il fronte iraniano. Quindi c’è il doppio rischio che piovano missili addosso. È una situazione in cui non si può dire: ‘Qualcuno vincerà, qualcuno perderà, o cambierà qualcosa in positivo’. Il sentimento più evidente è la frustrazione, la stanchezza, oltre a tutto il dolore che stanno vivendo da un anno e mezzo. La sensazione forte che emerge è un’incapacità totale di vedere un po’ di luce, di speranza, di prospettiva”.

“La guerra è una sconfitta per tutti”. Don Marco Pagniello, direttore di Caritas italiana, ritiene “la situazione molto complessa: si stanno rimettendo in gioco gli equilibri del mondo, e questo sta accadendo attraverso la regione mediorientale, che da sempre è un focolaio, un luogo dove non si riesce a trovare una convivenza stabile, né tra religioni, né tra interessi diversi”. La cosa grave è che “ancora una volta si è affidato alle armi il potere di ridisegnare i confini, ma soprattutto i ruoli. Un potere, però, che genera morte. Lo ribadisco di nuovo con forza: la guerra è una sconfitta per tutti. Qualcuno vincerà, forse, ma la gente non vincerà mai. Perché sono sempre i più deboli a perdere la vita”.

Rendere la situazione geopolitica per prevenire. Oltre alla preghiera, in questo momento storico così difficile, secondo don Pagniello, bisogna cercare di comprendere la situazione da un punto di vista geopolitico: “Perché un Capo di Stato si propone come mediatore? Perché un altro accetta? Perché un altro rifiuta? Capire questi meccanismi per poi provare a costruire politiche nuove nei nostri Paesi. Credo che oggi viviamo una grande difficoltà: non sappiamo più interpretare il mondo con le sue complessità, e di conseguenza le nostre politiche sono mordi e fuggi o politiche cerotto. Invece, dovremmo cominciare a prevenire le situazioni”.

Dopo i 55mila morti a Gaza, oggi si parla di 224 vittime in Iran. “Le famose parole di Papa Francesco — ‘una guerra mondiale a pezzi’ oggi sono evidenti – commenta il direttore di Caritas italiana -. Cosa manca ad una guerra mondiale? La bomba nucleare? O che vengano coinvolti direttamente i nostri Paesi? In realtà ci siamo già dentro. Quello che sta accadendo, anche con le piccole azioni di pseudo-terrorismo nei Paesi europei, parlano di un malessere profondo. Ragazzi che oggi non sanno più gestire le proprie emozioni, e arrivano a prendere un’arma per farsi giustizia da soli: questo è un effetto della guerra”.

Dal punto di vista della società civile e dell’opinione pubblica, osserva don Pagniello, “oggi sperimentiamo l’impotenza. È tutto molto strano: da una parte sappiamo, attraverso i mezzi di comunicazione, che qualcosa di grave sta accadendo; dall’altra, la quotidianità ci appare immobile, come se tutto fosse normale”. Forse, “anche come Chiesa, abbiamo messo troppo da parte il tema dell’educazione alla pace”, conclude.

 

 

 

Redazione da Ag. di inf.

Redazione1
di Redazione1 Giugno 16, 2025 19:32

Messina Religiosa su FaceBook

RSS Sir

  • Papa in Angola: Regina Caeli, “tacciano le armi in Ucraina”, “speranza” per la tregua in Libano 19 Aprile 2026
    “Mi addolora profondamente il recente intensificarsi degli attacchi contro l’Ucraina, che continuano a colpire anche i civili”. Lo ha detto il Papa, al termine della messa nella spianata di Kilamba, davanti a 100mila persone. “Esprimo la mia vicinanza a quanti soffrono e assicuro la mia preghiera per tutto il popolo ucraino”, ha proseguito Leone XIV: […]
  • Papa in Angola: messa a Luanda, no a “divisioni, odio e violenza, corruzione” 19 Aprile 2026
    “Costruire un Paese dove siano superate per sempre le vecchie divisioni, dove scompaiano l’odio e la violenza, dove la piaga della corruzione venga guarita da una nuova cultura della giustizia e della condivisione”. E’ la consegna del Papa per l’Angola, nell’omelia della messa presieduta nella spianata di Kilamba, a Luanda: “Solo così sarà possibile un […]
  • Papa in Angola: messa a Luanda, “costruire spazi di fraternità e di pace” 19 Aprile 2026
    “Lenire le ferite e riaccendere la speranza”. Sono i due imperativi adoperati dal Papa, nell’omelia della messa nella spianata di Kilamba, a Luanda. Come i discepoli di Emmaus, ha spiegato Leone XIV, “anche noi dobbiamo riconoscerlo  non soltanto nell’Eucaristia, ma ovunque c’è una vita che diventa pane spezzato, ovunque qualcuno si fa dono di compassione […]
  • Papa in Angola: messa a Luanda, “vigilare sulle forme id religiosità tradizionale” 19 Aprile 2026
    “Vigilare su quelle forme di religiosità tradizionale, che certamente appartengono alle radici della vostra cultura, ma al contempo rischiano di confondere e di mescolare elementi magici e superstiziosi che non aiutano nel cammino spirituale”. E’ l’invito del Papa, nell’omelia della messa presieduta nella spianata di Kilamba, a Luanda. “Restate fedeli a quanto insegna la Chiesa, […]
  • Papa in Angola: messa a Luanda, “guardare oltre il dolore” in un Paese “che ha fame e sete di speranza” 19 Aprile 2026
    Un Paese “bellissimo e ferito, che ha fame e sete di speranza, di pace e di fraternità”. Così il Papa ha definito l’Angola, nell’omelia della messa presieduta nella spianata di Kilamba, a Luanda, in cui ha citato “il dolore da cui questo vostro Paese è stato segnato: una lunga guerra civile con il suo strascico […]
  • Leone XIV: all’Università Cattolica, “non ridurre il sapere agli algoritmi” 19 Aprile 2026
    “Allargare gli orizzonti della conoscenza per realizzare, sempre nella logica dell’amore, un’esperienza del sapere affascinante e qualificata”. È l’invito del Papa, nel messaggio – a firma del cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin – in occasione della Giornata dell’Università Cattolica. “Solo un sapere aperto, sviluppato con questo dinamismo, può contribuire al bene comune e a […]
  • Papa in Angola: il programma di oggi 19 aprile 19 Aprile 2026
    Sono due gli appuntamenti pubblici della giornata di oggi in Angola, terza tappa del lungo viaggio apostolico di Leone XIV, che è arrivato ieri pomeriggio nella capitale Luanda e ha pronunciato il suo primo discorso, in portoghese, rivolto alle autorità. Oggi invece il Papa presiederà la messa nella spianata di Kilamba (ore 10, le 11 […]
  • Fra Lorenzo della Risurrezione: quell’albero spoglio d’inverno che gli rivelò il Creatore 18 Aprile 2026
    Nicolas, diciottenne, mentre lavorava nei campi, ricevette un dono dall’Altissimo che, se immediatamente, non produsse frutti concreti di obiettivi di cambiamento di vita, cambiò il suo animo e divenne, durante la sua vita carmelitana, un dono che gli plasmò la vita e che, comunicato, plasmò gli animi altrui mentre continua oggi a contagiare chi cerca […]
  • Fra Lorenzo della Risurrezione, il soldato zoppo che trovò Dio tra le pentole del convento 18 Aprile 2026
    La Francia nel 1632 occupa la Lorena, Carlo IV mobilita l’esercito: il reclutamento volontario è aperto. Nicolas Herman, diciottenne, si arruola. Nato da Herman e di Luise Mayeur in un piccolo villaggio, Hériménil, Nicolas non segue dei corsi di studio anche se la sua intelligenza è vivace, poco nulla sappiamo della sua famiglia e della […]
  • Papa in Angola: “l’Africa è una riserva di gioia e di speranza” 18 Aprile 2026
    “Troppe volte si è guardato e si guarda alle vostre regioni per dare o, più spesso, per prendere qualcosa”. Leone XIV pronuncia il suo primo discorso in Angola, terza tappa del suo lungo viaggio in Africa, ed entra subito nel merito di una delle piaghe di cui soffre l’Africa, depredata per le sue ricchezze.  “Occorre […]

Commenti recenti

    Archivi

     

    • 458:
    • 1554:
    Aprile 2026
    L M M G V S D
     12345
    6789101112
    13141516171819
    20212223242526
    27282930  

    Login