Il Papa: missionari di speranza in un mondo con gravi segni di crisi dell’umanità

Redazione1
di Redazione1 Febbraio 6, 2025 23:50

Il Papa: missionari di speranza in un mondo con gravi segni di crisi dell’umanità

Nel messaggio diffuso oggi per la 99esima Giornata Missionaria mondale del 19 ottobre, Papa Francesco   esorta la Chiesa a perseverare nell’opera evangelizzatrice pur nelle persecuzioni e nelle proprie “imperfezioni e cadute a causa delle debolezze dei singoli membri”. L’invito è a usare prossimità, soprattutto dove lo sviluppo tecnologico esalta l’individualismo, e a lasciare anche che siano gli esclusi a insegnare a vivere con speranza. (V.N.)

In un mondo che, nelle società più avanzate, mostra “gravi sintomi di crisi dell’umano”, il Vangelo, vissuto nella comunità, può restituirci “un’umanità integra, sana, redenta”; qui le comunità cristiane possono essere segno di una “nuova umanità”. È questo il cuore del Messaggio di Papa Francesco dal titolo ” Missionari di speranza tra le genti” per la 99.ma Giornata Missionaria Mondiale 2025, che sarà celebrata il 19 ottobre prossimo, diffuso oggi.

Francesco cita l’enciclica Fratelli tutti per esortare a vivere una nuova stagione evangelizzatrice della Chiesa, sotto la guida dello Spirito “inviato a rianimare la speranza in un mondo su cui gravano ombre oscure”. Gesù “è diventato il divino Missionario della speranza – scrive il Papa – modello supremo di quanti lungo i secoli portano avanti la missione ricevuta da Dio anche nelle prove estreme” e “si china ancora oggi su ogni persona povera, afflitta, disperata e oppressa dal male”, sottolinea il Pontefice. Incoraggiando tutti i battezzati, discepoli-missionari di Cristo, a far risplendere la sua speranza in ogni angolo della terra, aggiunge:

La Chiesa, comunità dei discepoli-missionari di Cristo, prolunga tale missione, offrendo la vita per tutti in mezzo alle genti. Pur dovendo affrontare, da un lato, persecuzioni, tribolazioni e difficoltà e, dall’altro, le proprie imperfezioni e cadute a causa delle debolezze dei singoli membri, essa è costantemente spinta dall’amore di Cristo a procedere unita a Lui in questo cammino missionario ea raccogliere, come Lui e con Lui, il grido dell’umanità, anzi, il gemito di ogni creatura in attesa della redenzione definitiva.

Il Papa prosegue evidenziando quello che definisce “diffuso senso di smarrimento, solitudine e abbandono degli anziani, difficoltà di trovare la disponibilità al soccorso di chi ci vive accanto” in particolare nelle società più “sviluppate” sotto il profilo tecnologico. Una tendenza che genera, osserva il Pontefice, un venir meno della prossimità:

Siamo tutti interconnessi, ma non siamo in relazione. L’efficientismo e l’attaccamento alle cose e alle ambizioni ci inducono ad essere centrati su noi stessi e incapaci di altruismo. Il Vangelo, vissuto nella comunità, può restituirci un’umanità integra, sana, redenta. Rinnovo pertanto l’invito a compiere le azioni indicate nella Bolla di indizione del Giubileo, con particolare attenzione ai più poveri e deboli, ai malati, agli anziani, agli esclusi dalla società materialista e consumistica. E a farlo con lo stile di Dio: con vicinanza, compassione e tenerezza, curando la relazione personale con i fratelli e le sorelle nella loro concreta situazione. Spesso, allora, saranno loro a insegnarci a vivere con speranza.

“Davanti all’urgenza della missione della speranza oggi – si legge ancora nel messaggio papale – i discepoli di Cristo sono chiamati per primi a formarsi per diventare artigiani di speranza e restauratori di un’umanità spesso distratta e infelice”.  Si esorta a porre particolare attenzione alla “spiritualità pasquale” da cui attingere quella forza necessaria all’evangelizzazione. Perché, rimarca Francesco, i cristiani sono gente rinata, “gente di primavera”. E qui viene ricordata la figura del venerabile cardinale Van Thuan, che ha mantenuto viva la speranza nella lunga tribolazione del carcere proprio grazie al sostegno ricevuto nella preghiera perseverante e nell’Eucaristia. Non dimentichiamo che pregare è la prima azione missionaria e al contemporaneo “la prima forza della speranza”.

Il Papa conclude con un’accentuazione sull’importanza di pregare con i Salmi che, ricorda, educano a sperare nelle avversità, a discernere i segni di speranza e ad avere il costante desiderio missionario. Precisa che nella società moderna, “l’appartenenza alla Chiesa non è mai una realtà acquisita una volta per tutte”. Perciò l’azione missionaria è un’opera che “richiede comunione di preghiera e di azione”. E consegna un invito collettivo.

Insisto ancora su questa sinodalità missionaria della Chiesa, come pure sul servizio delle Pontificie Opere Missionarie nel promuovere la responsabilità missionaria dei battezzati e sostenere le nuove Chiese particolari. Ed esorto tutti voi, bambini, giovani, adulti, anziani, a partecipare attivamente alla comune missione evangelizzatrice con la testimonianza della vostra vita e con la preghiera, con i vostri sacrifici e la vostra generosità.

 

 

 

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