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Consiglio europeo, Draghi: “accelerare sui vaccini”. Vigilanza sulle Big Pharma, studio su “passaporto vaccinale”
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Finalmente una voce univoca, decisa e autorevole da parte dell’Italia: la richiesta chiara e pressante “Accelerare sui vaccini” con “possibilità di dare priorità alle prime dosi alla luce della recente letteratura scientifica”. L’ha espressa il presidente del Consiglio Mario Draghi nel suo primo intervento da premier al vertice in videoconferenza dell’Ue. Inoltre, la proposta di linea ferma nei confronti delle case farmaceutiche che non rispettano i contratti, su cui il premier è stato altrettanto schietto nel chiedere “un’azione coordinata a livello europeo, rapida e trasparente per battere la pandemia”.
“Le aziende che non rispettano gli impegni non dovrebbero essere scusate”, ha sottolineato il premier, ma obbligate a soddisfare gli oneri contrattuali bloccando loro l’export; proponendo quindi di applicare il regolamento
secondo cui i produttori di vaccini nell’Unione debbano chiedere l’autorizzazione ai Paesi in cui il siero viene infialato prima di esportarlo fuori dall’Ue. Così facendo Draghi ha prospettato in modo realistico e concreto il tema dell’interesse nazionale ed europeo.
Il presidente del Consiglio ha inoltre esortato a procedere con la vaccinazione per il 70% della popolazione adulta europea (circa 250 milioni di persone) entro la fine dell’estate, e favorire un approccio comune sui test. Ha chiesto vigilanza sulle Big Pharma affinché forniscano i vaccini sui quali si sono impegnate. (qui è emersa la linea dura del presidente del Consiglio italiano Mario Draghi). Limitazione, per ora, dei “viaggi non necessari”, ma si studia il “passaporto vaccinale” per tentare di rivitalizzare il turismo estivo. Libera circolazione delle merci nel mercato unico per non mortificare industria e commerci. Conferma del piano Covax per i vaccini ai Paesi poveri, ma resta la precedenza per gli europei. Sono alcune delle conclusioni cui è giunto il Consiglio europeo, che annuncia un Vertice mondiale sulla salute del G20 che si svolgerà a Roma.
Nella dichiarazione finale del summit si legge fra l’altro: “Siamo determinati a continuare a lavorare insieme e coordinare la nostra azione per affrontare la pandemia e le sue conseguenze. La situazione epidemiologica rimane grave e le nuove varianti pongono ulteriori sfide. Dobbiamo pertanto mantenere rigorose restrizioni e nel contempo intensificare gli sforzi per accelerare la fornitura dei vaccini”.
Le vaccinazioni “sono ormai cominciate in tutti gli Stati membri e, grazie alla nostra strategia vaccinale, tutti gli Stati membri hanno accesso ai vaccini”, concordano i capi di Stato e di governo dell’Ue. “Ciononostante, dobbiamo accelerare con urgenza l’autorizzazione, la produzione e la distribuzione dei vaccini, nonché le vaccinazioni. Dobbiamo inoltre potenziare la nostra capacità di sorveglianza e di individuazione al fine di identificare quanto prima le varianti in modo da controllarne la diffusione”.
“Sosteniamo gli ulteriori sforzi profusi dalla Commissione per collaborare con l’industria e con gli Stati membri al fine di aumentare la capacità dell’attuale produzione di vaccini nonché di adeguare i vaccini alle nuove varianti, secondo necessità”. È opportuno accrescere la trasparenza riguardo agli sforzi complessivi”.
Redazione da Ag. di i.



